Formula 1, GP del Belgio: l'analisi tecnica della gara a Spa

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Cristiano Sponton

Arriva la prima vittoria stagionale di Ferrari con Leclerc, che firma così il suo primo successo in F1. Vettel ha giocato un ruolo fondamentale nella gara, riuscendo a frenare la Mercedes di Hamilton nelle prime battute e accettando l'ordine del team di far passare il monegasco che, dopo il pit stop, si trovava alle spalle del compagno con gomme più fresche

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È arrivata la prima vittoria della Ferrari con Charles Leclerc che, partendo dalla pole position, è riuscito a cogliere il suo primo successo in carriera. Vittoria che è arrivato grazie al lavoro di Sebastian Vettel che, per il bene del team, si è sacrificato accettando un team-order del muretto di Maranello. Lewis Hamilton, autore di una gara molto consistente, si è accontentato del secondo posto ed è riuscito ad aumentare il gap nella classifica mondiale (ora sono 65 punti) da Bottas che si è dovuto accontentare della terza posizione. Il pilota finlandese, fresco di rinnovo contrattuale, non ha saputo tenere il ritmo del compagno di squadra e deve ringraziare l’eccessivo degrado avuto da Vettel che gli ha permesso di chiudere in terza posizione. È mancato nella lotta Max Verstappen che, partito molto male, ha forzato l’entrata in curva 1 toccandosi con Raikkonen. Il pilota olandese con una RB15 danneggiata nella zona anteriore si è successivamente schiantato all’esterno dell'Eau Rouge. Molto positiva la gara di Albon, neo pilota della Red Bull, che, partito dal fondo, ha terminato al quinto posto. Molto sfortunato Norris che, all’ultimo giro, a causa di un problema sulla Power Unit Renault ha dovuto cedere diverse posizioni e si è classificato solo all’undicesimo posto (al momento del problema si trovata in P5). Positiva anche la gara della Racing Point con Perez che ha chiuso al sesto posto e Stroll al decimo. 

Come è arrivata la vittoria di Leclerc?

Il primo successo stagionale della Ferrari è stato costruito in qualifica grazie alla prima fila tutta rossa che ha permesso al team di Maranello di gestire la corsa permettendo a Leclerc di cogliere la prima vittoria in carriera. Per la Rossa, questa vittoria, è arrivata piuttosto tardi in stagione, perché, potenzialmente, i successi potevano essere sicuramente maggiori (Bahrain, Canada, Austria). Fin dalla vigilia la SF90 era considerata la vettura favorita su questa tipologia di tracciato ma, a Maranello, hanno dovuto sudarsi fino alla fine questo successo visto che, Leclerc, è giunto al traguardo con solo 9 decimi di vantaggio su Hamilton. La SF90, in condizioni di gara, non ha avuto quella supremazia che avevamo visto durante le qualifiche. Con gomme soft la SF90 si è difesa egregiamente ma, ha sofferto terribilmente, il compound medio dove ha accusato un degrado molto superiore rispetto ai rivali della Mercedes. Questo fattore è completamente contrastante con quanto avevamo analizzato venerdì visto che, in quell’occasione, la vettura di Maranello aveva accusato problemi con il compound più soffice mentre, con le medie, si era comportata molto meglio.  Questo potrebbe essere stato causato da due fattori: la diminuzione della temperatura della pista (più fresca di 10°C) o dal lavoro di setup che ha migliorato la vettura nella gestione delle gomme soft peggiorando il comportamento con le medie. Anche Binotto non ha saputo dare una risposta al termine della corsa: "Dobbiamo analizzarlo ma forse a che fare con la pista". A livello tecnico ci potrebbe essere una spiegazione ed è quella che, da diverse gare, i tecnici stanno cercando di ottenere grip dall’assale anteriore e questo va a  ripercuotersi sul posteriore dove si è andata a creare dell’instabilità  che va a stressare oltre modo gli pneumatici facendoli degradare più velocemente rispetto a quelli degli avversari.

Ferrari sarà la favorita anche a Monza?

Da quello che si è visto a Spa nel primo e terzo settore sembra che, almeno in qualifica, la SF90 sia imbattibile su piste come quella di Monza. Nonostante la nuova Power Unit, Mercedes, non è riuscita a ridurre il divario di potenza nei confronti del Ferrari. Ma quello che rende imbattibile la SF90 è la bassa resistenza all’avanzamento che permette alla monoposto di Vettel e Leclerc di raggiungere velocità di punta nettamente migliori rispetto a quelle della W10. Nonostante il vantaggio in termini di potenza, la Ferrari, si presenta a Monza con qualche incognita legata principalmente ai problemi avuti dal motore endotermico evoluzione montato sull’Alfa Romeo di Giovinazzi. Questa nuova unità è ceduta sabato durante le qualifiche ma le motivazioni sono ancora sconosciute per gli ingegneri. Sarà fondamentale analizzare e trovare le cause prima del GP di Monza visto che, nel prossimo fine settimana, questa evoluzione verrà montata anche sulle due Ferrari.

Vettel è stato determinante nella vittoria di Leclerc?

Il pilota tedesco è stato sicuramente un fattore molto importante per la prima vittoria in carriera di Leclerc. È riuscito nelle prime battute di gara a tenere dietro Hamilton e, successivamente, non si è fatto superare facendo si che il cinque volte campione del mondo non potesse girare con il suo vero ritmo. Questo ha fatto guadagnare tempo prezioso a Leclerc che, alla fine, si è dimostrato fondamentale nell’esito della corsa. Molto importante è stato anche il team order, accettato dal quattro volte campione del mondo, quando si è ritrovato Leclerc alle sue spalle con gomme molto più fresche. Vettel ha lasciato immediatamente passare il compagNo di squadra senza fargli perdere secondi preziosi. Ma, il momento chiave, è stato quando Vettel ha tenuto dietro di se Hamilton per ben 2 giri nonostante una vettura con grossi problemi con le gomme posteriori. In questi due giri, Leclerc, è riuscito a guadagnare secondi preziosi su Hamilton. Anche secondo Wolff questo è stato il momento decisivo che ha determinato l’esito finale della gara: “Hanno fatto quello che dovevano fare per vincere. Sebastian era già fuori dalla corsa per la vittoria in quel momento".

Mercedes ci credeva nella vittoria?

Il team Mercedes aveva capito che in qualifica le possibilità di battere la Ferrari su questa tipologia di pista era pressoché impossibile per la maggior potenza della Power Unit Ferrari abbinata alla minor resistenza all’avanzamento della SF90 rispetto alla W10. L’unica possibilità per il duo anglo-tedesco era il degrado degli pneumatici che, fin dai long run di venerdì, si era capito che era il vero tallone d’Achille della Ferrari. Così è stato, infatti, specialmente con le gomme medie, la W10 si è dimostrata superiore alla SF90.  Forse sarebbe bastato qualche giro in più e la corsa avrebbe avuto un esito diverso anche se, gli pneumatici posteriori del cinque volte campione del mondo, hanno avuto un decadimento prestazionale inaspettato negli ultimi giri. Un decadimento inferiore rispetto a quello accusato da Leclerc ma superiore rispetto alle previsioni degli ingegneri del team di Brackley. Il team, nonostante la mancata vittoria, era piuttosto sereno e soddisfatto del risultato ottenuto e questo lo si capisce dalle parole di Toto Wolff rilasciate a fine gara: "Se qualcuno mi avesse detto prima della gara che saremmo arrivati al secondo e terzo posto qui, l'avrei accettato immediatamente. Eravamo chiaramente inferiori alla Ferrari nei rettilinei, ma siamo comunque riusciti a terminare con due vetture sul podio con Hamilton molto vicino al primo classificato”.

Hamilton ha qualcosa da recriminare?

Sono 3 gli episodi che non hanno permesso ad Hamilton di lottare con Leclerc negli ultimi giri di gara. Il primo, poco dopo la partenza, quando, Vettel, sfruttando la maggior velocità della SF90 è riuscito a riprendersi la seconda posizione che Hamilton aveva guadagnato al via. In questa fase il campione inglese non aveva nessuna possibilità di resistere a Sebastian in quanto la differenza di velocità tra le due vetture era di ben 15 km/h.  Maggior velocità che, è stata determinante anche nel conservare la seconda posizione visto che, la W10, era sembrata essere più veloce rispetto alla SF90 di Vettel. Il secondo episodio che non ha giovato ad Hamilton è stato il pit stop dove, a causa di un problema con la posteriore sinistra, è stato perso tempo prezioso (circa 1 s). Il terzo è stato il duello per la seconda posizione con Vettel che è costato al cinque volte campione del mondo circa 5 s.

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