Guerra Iran-Israele-Usa, le ripercussioni sullo sport LIVE tra allarmi e rinvii
Nella notte nuovi bombardamenti su Teheran che dichiara di aver colpito una petroliera americana vicino al Kuwait. Ieri un missile iraniano è stato intercettato dalle difese Nato sopra lo spazio aereo turco. Lo sport non è coinvolto direttamente nel conflitto, ma sta subendo inevitabilmente ripercussioni. L'Uefa a Sky: "Prossimo fine settimana decisione su Finalissima Argentina-Spagna a Doha . Al momento nessuna sede alternativa"
Iran, Cio: "Garantire la sicurezza degli atleti paraolimpici"
Il Comitato Olimpico Internazionale ha chiesto di garantire "la sicurezza degli atleti" che si recano ai Giochi Paralimpici di Milano-Cortina, in particolare quelli "suscettibili di essere colpiti dai conflitti più recenti". L'organo olimpico ha evitato qualsiasi allusione diretta alla guerra tra Israele, Stati Uniti e Iran. "Chiediamo a tutti gli Stati membri dell'Onu di sostenere gli atleti qualificati per i Giochi Paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026, che potrebbero essere colpiti dai conflitti più recenti, al fine di consentire loro di partecipare in sicurezza ai Giochi", scrive l'organizzazione.
Mondiale auto endurance, rinviata apertura in Qatar del 28 marzo
E' stata rinviata la partenza del Mondiale endurance di automobilismo, prevista il 28 marzo in Qatar. La Fia ha annunciato che, a causa del conflitto in Iran e nel Medio Oriente, la gara sul circuito di Losail non si svolgerà, "alla luce dell'attuale e mutevole situazione geopolitica in Medio Oriente" e attribuendo "massima importanza alla sicurezza dei concorrenti, del personale e dei tifosi" Ad aprire il mondiale Wec sarà dunque la 6 Ore di Imola, in Emilia-Romagna, dal 17 al 19 aprile.
Roccati: "Bombe a Doha un incubo, ora può succedere di tutto. L'abbiamo saputo in campo"
Marco Roccati è il preparatore dei portieri dell'Al-Sadd, lavora nello staff di Roberto Mancini e sta vivendo la situazione drammatica del Qatar: “Quando è scattato l'avviso sui nostri telefoni, pensavamo fosse un falso allarme. La situazione è sospesa e in evoluzione: in molti hanno paura. Ogni rumore sembra un missile”. Leggi l'articolo su Sky Sport INSIDER
Marco Roccati: 'Bloccati dalle bombe a Doha, un incubo'
Vai al contenutoFormula 1, incognite su Bahrain e Arabia Saudita
La Formula 1 è coinvolta solo in parte, almeno nell’immediato, dalla grave crisi in Medio Oriente. Il Gran Premio d’Australia a Melbourne si disputerà regolarmente, nonostante alcune difficoltà logistiche per i team. Le maggiori incognite riguardano le prossime settimane: ad aprile sono in calendario il Gran Premio del Bahrain e quello dell’Arabia Saudita. Se la crisi non dovesse rientrare, entrambi gli appuntamenti sono a rischio. La situazione resta fluida e il Circus monitora con attenzione ogni evoluzione.

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Stefano Domenicali, CEO di Formula 1, a Melbourne per il primo GP della stagione 2026
In Turchia cancellati tornei di tennis per la crisi in Medio Oriente
Una serie di tornei di tennis internazionali in programma in Turchia sono stati annullati dopo che la Federazione Internazionale di Tennis (Itf) ha sollevato preoccupazioni relative alla sicurezza legate agli sviluppi in Medio Oriente. La decisione è stata presa dall'organismo responsabile dell'organizzazione e della regolamentazione delle competizioni tennistiche internazionali, dopo che un missile diretto verso la Turchia è stato intercettato dal sistema difensivo della Nato. "I tornei ITF W15 Antalya e ITF M15 Antalya, previsti per questa settimana sono stati annullati a causa degli sviluppi in Medio Oriente e dei relativi rischi per la sicurezza", si legge nel comunicato della federazione turca di tennis. Sono stati anche annullati anche i tornei World Tennis Tour previsti nelle prossime tre settimane ad Antalya, località nel sud della Turchia, sulla costa mediterranea.

Medvedev, Rublev e Khachanov, rimasti bloccati a Dubai, raggiungono Indian Wells
I tennisti russi Medvedev, Rublev e Khachanov, rimasti a Dubai bloccati l'escalation militare nel Golfo, sono in arrivo a Indian Wells. "Eravamo in una situazione sospesa perchè non era chiaro quando lo spazio aereo avrebbe riaperto e quale fosse il piano: uscire, allenarsi oppure no", ha spiegato Kachanov. "Io comunque sono andato in palestra per mantenermi in forma e abbiamo semplicemente aspettato di capire quali opzioni si sarebbero aperte. Grazie a Dio alla fine è andato tutto bene", ha aggiunto Kachanov.
Coco Gauff: "C'è tanta inutile violenza in Medio Oriente"
"C'è tanta inutile violenza. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutte le persone colpite, alle vite innocenti che vengono spezzate". La tennista statunitense Coco Gauff da Indian Wells dove è impegnata per il Wta 1000 si è espressa in questo modo sul conflitto in Iran, dopo gli attacchi americani. "Il mio allenatore, Gavin McCann, si trova a Dubai in questo momento, è bloccato e non so se riuscirà a tornare. Voglio solo che sia al sicuro. Non so quando potrà partire. Stiamo affrontando la situazione giorno per giorno con lui". Gauff, che qualche settimana fa aveva criticato le scelte politiche del presidente Donald Trump, ha detto di non essersi comunque mai sentita a rischio in Medio Oriente. "In realtà non mi sono mai sentita in pericolo in molte parti del mondo. Sì, possono succedere episodi violenti, ma possono accadere in forme diverse. Per esempio, negli Stati Uniti abbiamo molti episodi di sparatorie di massa. Non penso che ci sia molto odio rivolto verso il Medio Oriente, credo piuttosto che si tratti di una serie di circostanze sfortunate che si stanno verificando proprio ora".
La Francia non invierà rappresentanti alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici
La Francia non manderà "nessun rappresentante" del suo governo alla cerimonia di apertura dei Giochi Paralimpici di Milano-Cortina di venerdì a Verona per esprimere il suo disaccordo con il ritorno degli atleti russi e bielorussi. Lo ha annunciato la ministra dello Sport, Marina Ferrari. La decisione vale anche, al momento, per la cerimonia di chiusura del 15 marzo a Cortina.
Paralimpiadi, a Milano rafforzata la sicurezza per la crisi in Medio Oriente
Attenzione alta a Milano in vista delle Paralimpiadi, in programma dal 6 al 15 marzo, in particolare per gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Durante la seduta del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto Sgaraglia, con il sindaco Sala, i referenti della Fondazione Milano-Cortina 2026 e i vertici delle forze di polizia, sono state esaminate in modo "approfondito" le misure di sicurezza in vista della manifestazione che coinvolge l'Ice Hockey Arena di Santa Giulia. In particolare, è stata messa a punto una attività di vigilanza "articolata" alla luce della situazione internazionale per garantire il rafforzamento "massimo" dei servizi di controllo, mentre si intensificano le misure di sicurezza sui diversi obiettivi sensibili. Intanto sono stati resi noti i numeri ufficiali dei Giochi. Sono 613 tra atleti e guide, in rappresentanza di 57 Nazioni, che risultano iscritti. Lo sport più partecipato sarà il para sci nordico con 168 atleti, seguito dal para sci alpino con 164, quindi para ice hockey con 135, para biathlon con 107. Molto numerose sono le delegazioni di Cina con 70 atleti e Stati Uniti con 68. L'Italia ha convocato 42 atleti. La squadra dell'Ucraina ha iscritto 25 atleti. La Russia sarà presente con 6 atleti e la Bielorussia con 4. Alle Paralimpiadi ci sarà anche un atleta dell'Iran, Aboulfazl Khatibi Mianaei, 23 anni, atleta dello sci nordico originario di Fereydunkenar sulle rive del mar Caspio.
Mondiali, vertice sulla sicurezza con la Fifa in Messico
Il ministro della Sicurezza del Messico, Omar García Harfuch, ha presieduto una riunione con i rappresentanti della Fifa sulle le misure di protezione in vista dei Mondiali di quest'anno. All'incontro, voluto dalla presidente Claudia Sheinbaum, hanno partecipato alte cariche del governo federale, esponenti militari e le autorità dei tre stati ospitanti: Città del Messico, Jalisco e Nuevo León. Attraverso i canali istituzionali, il ministro ha illustrato i risultati e gli obiettivi del vertice: "Abbiamo esaminato i protocolli di indagine, prevenzione e dispiegamento operativo che saranno attuati durante questo evento internazionale". Secondo quanto emerso dalle comunicazioni, il lavoro congiunto tra i tre livelli di governo avrà lo scopo di blindare le aree interessate dal torneo. Le autorità messicane hanno rassicurato l'opinione pubblica sottolineando che la totale incolumità dei residenti e delle migliaia di tifosi in arrivo nel Paese sarà pienamente garantita per tutta la durata della competizione sportiva.
Uefa su Finalissima: "Decisione definitiva alla fine della prossima settimana. Al momento no alternative a Doha"
"Siamo a conoscenza delle speculazioni che circondano la Finalissima, data la situazione nella regione - ha spiegato a Sky l'Uefa a proposito della partita fra Argentina e Spagna, in programma il 27 marzo in Qatar -. Sono in corso trattative con gli organizzatori locali, che hanno compiuto enormi sforzi per garantire lo svolgimento regolare della partita. Una decisione definitiva è prevista verso la fine della prossima settimana. Al momento, non sono state prese in considerazione sedi alternative rispetto a Doha. Non commenteremo ulteriormente finché non verrà presa una decisione".
MotoGP, Ezpeleta: "Difficile correre in Qatar il 12 aprile"
"È difficile che andremo là il 12 aprile, ma non posso dirlo con certezza adesso - ha dichiarato ieri Carmelo Ezpeleta l'amministratore delegato della società che gestisce il Motomondiale -. Spostarlo? Posso solo dire che escludo sicuramente di andare altrove. Siamo tranquilli perché abbiamo sempre un piano B". L’evento sarebbe previsto 10-12 aprile sul circuito di Lusail International Circuit, vicino a Doha. Ricordiamo che un evento del genere muove circa 1.200 persone e oltre 300 tonnellate di materiale (che arriva per gran parte via cargo aereo).
Il messaggio dell'iraniano Taremi
Mehdi Taremi, ex attaccante dell'Inter oggi all'Olympiacos, ha postato sui suoi social questo messaggio: "Nessun bambino dovrebbe essere vittima della guerra. Né in Iran, né ovunque. Sono innocenti e meritano la pace". Il riferimento è all'attacco che ha colpito una scuola femminile a Minab, nel sud dell'Iran, provocando secondo i media locali 165 vittime, molte delle quali studentesse fra i 7 e i 12 anni

Cosa è successo fin qui
Il 28 febbraio 2026 Israele, con il supporto militare degli Stati Uniti, ha lanciato un attacco su larga scala contro obiettivi in Iran, in un’operazione chiamata “Operation Lion’s Roar”. I raid hanno colpito infrastrutture militari e centri strategici in diverse città iraniane, tra cui Teheran. L’azione è stata giustificata da Washington e Tel Aviv come un attacco preventivo contro il programma nucleare e missilistico iraniano. L’Iran ha risposto con missili e droni contro Israele e contro basi militari americane nel Golfo Persico. Gli scontri si stanno estendendo a tutta la regione, con attacchi anche in Libano e tensioni in diversi Paesi del Golfo. La crisi sta mettendo sotto pressione rotte energetiche, traffico marittimo e stabilità del Medio Oriente. Ecco cosa è successo in sintesi nell’ultima notte:
- Nuovi bombardamenti su Teheran: nella notte Israele e Stati Uniti hanno lanciato un’altra ondata di raid aerei contro obiettivi militari e infrastrutture del regime nella capitale iraniana. Diverse esplosioni sono state segnalate in città.
- Risposta iraniana con missili verso Israele: l’Iran ha reagito lanciando diverse salve di missili balistici verso Israele, facendo scattare le sirene antiaeree e costringendo milioni di persone a rifugiarsi nei bunker.
- Attacchi iraniani contro obiettivi Usa nella regione: Teheran ha continuato a colpire basi militari americane e interessi occidentali nel Golfo, con droni e missili contro installazioni e infrastrutture.
- Petroliera statunitense colpita nel Golfo: i Pasdaran hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera americana vicino al Kuwait, aumentando la tensione sulle rotte energetiche.
- Droni iraniani contro aeroporto in Azerbaigian: un attacco con droni ha colpito l’aeroporto di Nakhchivan, segno che il conflitto si sta allargando anche oltre i principali fronti.
- Raid israeliani anche in Libano: nelle stesse ore l’esercito israeliano ha colpito posizioni di Hezbollah a Beirut, considerato alleato diretto dell’Iran.