Formula 1, GP Abu Dhabi 2019 a Yas Marina: sarà battaglia fino all'ultimo punto

Formula 1

Andrea Sillitti

Il gran finale di Abu Dhabi sarà soprattutto una festa perché non c’è molto da decidere tra i top team. C'è in ballo il terzo posto piloti tra Verstappen e Leclerc con l’olandese ampiamente favorito dopo l’autoscontro Ferrari in Brasile. Dietro, per diversi piloti e molte squadre, sarà battaglia fino all’ultimo punto. Il GP di Yas Marina domenica in diretta alle 14.10 su Sky Sport F1 (canale 207)

ABU DHABI, LA CRONACA DEL GP

Di fatto l’errore di Lewis Hamilton nell’attacco a Albon ha stravolto tutto: la classifica del GP del Brasile ma anche quella piloti. Gasly e Sainz si sono ritrovati un podio insperato e ora sono appaiati a quota 95, a lottare per la sesta posizione. Albon invece ha perso tutto o quasi: il secondo posto di Interlagos e il sesto in classifica, anche se 11 punti sono teoricamente recuperabili. Con il dominio dei tre top team nelle ultime stagioni chi arrivava settimo era considerato il “primo degli altri”. Quest’anno si è potuto scalare fino al sesto: l’avvicendamento a metà stagione tra Gasly e Albon ha aperto le porte a quella posizione in teoria già prenotata dalla Red Bull.
 

Il francese ha avuto le chances maggiori disputando 12 GP con una macchina più competitiva, ma non ha sfruttato la situazione cogliendo pochissimi risultati e facendosi retrocedere in Toro Rosso: con una monoposto da metà classifica però improvvisamente ha ritrovato la velocità, tanto che la sua media punti con la scuderia italiana (4 a gara) è simile a quella con la casa madre (5,25). Albon invece, partito male anche per l’inesperienza da rookie (poco più di 1 punto a gara con Toro Rosso), ha capitalizzato subito appena arrivato in un top team: 8,5 punti a GP. La media avrebbe potuto essere ancora più alta senza l’incidente in Brasile: invece lo speronamento di Hamilton gli ha fatto perdere il sesto posto in classifica e il primo podio in carriera, pochi giorni dopo l’annuncio del rinnovo con Red Bull. Curioso che quel secondo posto l’abbia preso proprio Gasly e che gli unici due ad aver colto un podio dell’universo Red Bull - Verstappen a parte - siano stati il francese e Kvyat (in Germania): i due piloti a cui Albon è stato preferito.


Carriera in rimonta

E’ stato il podio più giovane di sempre in cui è salito all’ultimo Carlos Sainz, che finalmente ha centrato l’obiettivo al GP numero 101 della carriera (anche questo un record). Un premio inatteso, visto che partiva ultimo, che gli regala l’opportunità di lottare per il sesto posto in campionato. Curiosamente anche Carlos viene dalla famiglia Red Bull ma in Toro Rosso gli veniva preferito Verstappen e quando Ricciardo ha salutato lui aveva già deciso di andare altrove. Altrimenti probabilmente ora il ruolo di seconda guida in Red Bull sarebbe suo ma lui ripete sempre di non aver rimpianti perché con McLaren sente di poter aprire un bel ciclo. Intanto l’ha riportata sul podio dopo 5 anni e mezzo e ora può togliersi la soddisfazione di chiudere in classifica davanti a 3 piloti su 4 della sua vecchia famiglia.
 

Grazie Lewis

L’obiettivo della Toro Rosso peraltro non è solo il sesto posto tra i piloti con Gasly: la scuderia di Faenza grazie all’exploit del francese ora è a 8 punti dal quinto posto nei costruttori occupato da Renault. E il sorprendente ordine di arrivo brasiliano ha rilanciato anche le ambizioni di un altro team italiano, l’Alfa Romeo che ora vede il settimo posto della Racing Point distante 10 punti. Sorpassi difficili ma non impossibili, in ogni caso da provare non tanto per la gloria quanto per le tasche dei team visto che tra una posizione e l’altra a fine stagione ballano più di 10 milioni di dollari. Intanto l’Alfa è tornata per la prima volta a piazzare due macchine nella Top 5 per la prima volta da Spagna 1951. E Giovinazzi ha centrato il miglior risultato in carriera, proprio come Gasly e Sainz. Se Hamilton si è scusato con Albon, tanti altri devono ringraziarlo per quell’errore… E se c’è un aspetto positivo dell’autoscontro Ferrari è che almeno ha aiutato le altre squadre italiane a fare caccia grossa. 

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