Formula 1, Mattia Binotto: "L'11 febbraio presenteremo la nuova Ferrari"

L'ANNUNCIO

La consueta cena di Natale di fine anno della Ferrari per Mattia Binotto è stata anche l'occasione per tornare a parlare della stagione appena finita fatta di rimpianti, ma anche di punti fermi dai quali ripartire. E poi il futuro, con l'annuncio della data della presentazione della nuova monoposto: "Sarà ancora rosso opaco e sarà uno sviluppo del progetto intrapreso quest'anno". Ai tifosi promette: "Massimo impegno, vogliamo vincere". Su Vettel e Leclerc: "Nessuna gerarchia, partono con la stessa ambizione". Le voci su Hamilton alla Rossa: "Pilota fantastico, e il fatto che abbia espresso apprezzamenti per la nostra Scuderia rende orgogliosi"

Il Mondiale di Formula 1 si è appena concluso ma in casa Ferrari si pensa già al futuro. A Maranello, la consueta cena di Natale è stata l'occasione per ritrovarsi, scambiarsi gli auguri e fare anche il punto sulla stagione conclusa e quella che verrà. Il team principal Mattia Binotto ha annunciato una data da mettere già in agenda: "La nuova Ferrari verrà svelata il prossimo 11 febbraio". Il campionato 2020 sembra già iniziato. Qui tutti i temi della lunga chiacchierata con Carlo Vanzini.

Sarà ancora rosso opaco

"Il colore sarà ancora rosso opaco. Abbiamo fatto questa scelta per un tema di peso e lo manterremo. Presenteremo la macchina molto presto, molto presto rispetto agli altri team, l'11 febbraio. Così presto perché abbiamo un programma intenso di prove a banchi che vogliamo fare e che abbiamo programmato. Il regolamento è stabile per il prossimo anno, quindi sarà uno sviluppo di quella attuale, magari continuando la direzione di sviluppo intrapresa questa seconda parte di questa stagione".

Cosa ci si può aspettare dal 2020?

"Da parte nostra l'obbligo di continuare a migliorare. Con il presidente e l'amministratore delegato stiamo investendo sul nostro futuro a medio lungo temine. E' importante la stabilità della squadra, a volte serve pazienza. Se si guarda al passo chi ha avuto cicli vincenti li ha costruiti su vari anni, ma credo che come Ferrari abbiamo l'obbligo di guardare alla vittoria come nostro obiettivo. Se c'è una cosa che posso promettere intanto è l'impegno e magari di regalare più gioie come quelle di Monza".

Sebastian Vettel e Charles Leclerc, cosa è cambiato?

"Ci conosciamo un po' di più ora l'uno con l'altro. Io rispetto a Seb con il mio nuovo ruolo e anche con Charles. Leclerc ha un anno di esperienza con noi, ha dimostrato di essere molto veloce, ha fatto bene e si è integrato nella squadra anche come leader. Il rapporto tra loro è maturato e internamente è molto diverso da quello che si può percepire. Lavorano bene insieme, in modo trasparente. Sono utile l'uno all'altro. Ma se all'inizio del 2019 avevamo stabilito un ordine con Vettel prima guida e Leclerc seconda, le cose a un anno di distanza sono cambiate. Sono cambiate già alla fine del Mondiale 2019, al di là di come si è conclusa la stagione: in Brasile si è visto che erano liberi di lottare tra loro. Credo che iniziare la stagione per entrambi con la stessa ambizione di vincere sia la cosa giusta. E l'ambizione giusta per chi è pilota. E' la loro motivazione, noi ne siamo consapevoli e da lì si parte".

Ferrari, i piloti del futuro 

"Sicuramente qualcosa capiterà l'anno prossimo. E' un tema che ci porremo sicuramente in modo più serio a stagione iniziata. Come Ferrari abbiamo la fortuna che tanti piloti vorrebbero correre con noi e questa è una bella opportunità, perché abbiamo la possibilità di poter scegliere. mapartiamo dai piloti di oggi, forti entrambi e che hanno dimostrato di poter essere competitivi. L'esperienza dell'uno e l'altro più giovane, quindi questa è la base con cui partiamo nel 2020, mentre è prematuro pensare a quello che faremo nel 2021". 

Prematuro parlare anche di Hamilton? Avrà 36 anni nel 2021

"Lewis è un pilota fantastico, e il fatto che abbia espresso apprezzamenti per la nostra Scuderia ci rende orgogliosi"

Il discorso di Binotto alla cena di Natale

Qui vi proponiamo invece i passaggi più importanti della cena Ferrari con gli argomenti affrontati dal team principal Binotto, a partire dal bilancio sul Mondiale 2019. Un bilancio tacciato si dai test invernali a Barcellona: "Quando siamo arrivati ai test a Barcellona, specialmente nella prima settimana, i riscontri delle vetture erano sicuramente molto positivi, una macchina bilanciata, con tanto grip, posteriore molto stabile e, confrontandoci anche con i nostri avversari, sicuramente in quella prima settimana avevamo un discreto vantaggio competitivo, che noi avevamo stimato di mezzo secondo. Il che ci ha dato molta fiducia come squadra, come piloti. Credo che i nostri piloti per primi uscivano sorridenti dalla vettura e non hanno mancato di fare dichiarazioni di apprezzamento per quel che era la prestazione. Quindi credo che, da un punto di vista delle nostre aspettative, in quella settimana sono cresciute molto, convinti di potercela giocare fino in fondo nella stagione 2019. Nella seconda settimana dei test, Mercedes ha portato parecchi sviluppi. Noi in realtà siamo rimasti quasi stabili nella nostra vettura, perché il nostro sforzo era di portare già alla prima settimana il pacchetto con cui pio avremmo iniziato la stagione. Nella seconda e ultima parte dei test, tutti i team hanno iniziato a provare condizioni più simili alla qualifica, quindi togliendo benzina, gomme più morbide, settaggi motore più spinti. In quel momento avevamo fatto un tempo praticamente identico a quello che poi Lewis ha fatto anche lui con la Mercedes. Però, anche se lui aveva avvicinato o fatto il nostro stesso tempo, l’impressione positiva della prima settimana era comunque rimasta".

Cena Natale

L'inizio della stagione

"Eravamo convinti di andare in Australia e poter in qualche modo giocarcela per la pole e la vittoria. Arrivati in Australia, devo dire che c’è stata subito una doccia fredda. La nostra prestazione non era all’altezza. Poi, se confrontata agli altri team, credo che rispetto a quasi tutti gli altri, eccetto Mercedes, ci siamo ritrovati dove dovevamo essere. Chi ha fatto il vero passo in avanti è stato Mercedes, che forse non avevamo visto completamente in quell’ultima settimana di test per il pacchetto portato e anche perché loro, banalmente, hanno messo insieme più di un elemento arrivando in Australia. Noi in Australia non eravamo nemmeno al nostro top per scelte di cooling, conservativi forse fin troppo. Sapevamo di aver lasciato comunque parte della prestazione su scelte nostre o configurazioni vettura. Però la prima doccia fredda ce la siamo presi in Australia. Nella gara subito dopo in Bahrein, invece la prestazione si è capovolta. Abbiamo fatto la pole. Se non fosse per un problema di affidabilità, vinceva Charles. Era in testa a pochi giri dalla fine. Seb, a meno di un errore, anche lui aveva una vettura competitiva e quant’altro. Quindi uno arriva in Australia, doccia fredda; nella gara subito dopo ritrova l’equilibrio che si aspettava; siamo tornati forse alla normalità; una normalità che in realtà nelle gare successive poi non è stata".

Il primo errore di quest'anno

"Credo che abbiamo toccato il fondo in Spagna, alla quinta gara, con sessanta secondi di distacco a fine gara da chi ha vinto. Perché ho raccontato questo? 1) Per dire che credo non abbiamo mai capito in fondo cos’è capitato da Barcellona alla prima gara, se non per quel che erano le condizioni specifiche del momento; 2) perché ci abbiamo impiegato troppo tempo, quindi come nostro errore, a capire che in realtà la prestazione non era sufficiente, e quindi cercare in qualche modo di reagire. Che poi, quando uno dice “reagire”, non è che si mette a lavorare di più, perché si lavora sempre tanto, ma cercare perlomeno di capire quali erano le aree di debolezza, cosa non funzionava e dove in qualche modo concentrare e indirizzare gli sforzi. E credo che questo è stato il primo errore importante di quest’anno: aver impiegato troppo a realizzare la debolezza del nostro progetto e in qualche modo cercare poi di indirizzarlo".

Errori di squadra

"Credo che quest’anno invece quel che abbiamo fatto è commettere tanti errori come squadra. Quando dico “come squadra”, è a tutto tondo. Strategie a volte. Mi viene in mente sicuramente Monaco, la qualifica di Charles. Squadra e meccanici al pit stop. Più di un pit stop che è durato più di 6 secondi. Questo non dev’essere il livello che ci aspettiamo da una Ferrari. A volte la strategia. Errori di guida. Poi vettura, vettura per affidabilità. Ancora oggi c’è la delusione che brucia di un Bahrein piuttosto che di una Russia, ma non solo".

Capitolo gomme

"Le gomme di cui si è parlato tanto hanno avuto un loro ruolo, secondario, ma hanno avuto un loro ruolo. Le gomme dell’anno scorso, con battistrada più grande, avevano forse anche più grip. Quindi uno compensava la mancanza di carico aerodinamico con una gomma che magari in quel momento dava la parte di grip lei stessa. Quindi è per quello che noi ci siamo attaccati alle gomme, non per attaccare Pirelli, perché non abbiamo mai criticato Pirelli, ma perché sicuramente una gomma di tipologia diversa poteva aiutare maggiormente quel che era il nostro progetto in quel momento. Credo che la parte positiva è che, di fronte a queste difficoltà, non scontate e non banali... vi assicuro, è stata una prima parte di stagione molto difficile anche dal punto di vista della pressione e poi perché le aspettative, per quel che sono state le stagioni passate e per quel che abbiamo visto a Barcellona durante i test, le aspettative nostre e anche esterne erano elevatissime. Quando uno poi si trova di fronte a una prima parte di stagione non positiva, è chiaro che il livello di pressione a livello di stress, ma anche interna, non solo esterna, è elevato. Invece credo che la parte positiva è aver visto una squadra che è rimasta unita, che ha saputo lavorare bene in quel frangente, che ha saputo reagire, che ha saputo individuare le debolezze e in qualche modo ripresentarsi, dopo la pausa estiva, con un prodotto migliorato. Forse non ancora all’altezza degli avversari, però migliorato". 

La seconda parte della stagione

"Credo che la seconda parte della stagione sia iniziata bene, innanzitutto perché le due prime gare, Belgio e Monza, si adattavano a quel che era il progetto della nostra vettura, una vettura magari con meno carico aerodinamico quando si tratta di girare su piste come Barcellona e Ungheria, dove serve il massimo carico, ma che faceva dei rettilinei il punto forte. Quindi Barcellona e Monza è iniziato così". 

Maranello

La gestione dei piloti 

"Gestirli è molto più semplice di quel che uno possa immaginare dall’esterno, perché, tutto sommato, sono due persone intelligenti e professionisti, indipendentemente da quel che può essere capitato. E credo che quel che è capitato è frutto del fatto che fin dalla prima gara abbiamo voluto gestire i nostri due piloti. Gestirli vuol dire pensare alla squadra e pensare a cosa è meglio fare per il risultato di squadra, prima di quello del singolo individuo, magari commettendo a volte qualche errore. Però siamo ancora convinti che nell’arco intero di una stagione, se uno guarda il risultato finale, sia la cosa migliore da fare per massimizzare quel che è il risultato di squadra. E se uno massimizza il risultato di squadra, indirettamente massimizza anche quel che è risultato il pilota stesso. Ed è su quello che con loro insistiamo sempre. Il loro primo avversario non è il compagno di squadra, ma sono tutti gli altri piloti delle altre vetture, perché, se uno vuole vincere il campionato come pilota Ferrari, intanto bisogna battere tutti gli altri, poi si pensa a battere il proprio compagno. Però, se come Ferrari intanto si inizia a vincere, poi il gestire nelle parti finali all’interno il tema è un lusso. La prirità è la squadra. Quindi, se ci saranno situazioni in cui per la squadra sarà necessario dare degli ordini, non esiteremo a farlo".  

Power Unit e questione legalità

"Spinoso, nel senso che siamo stati quest’anno la squadra, sul fronte power unit, sicuramente più controllata in assoluto. Questo che sia prima o dopo le direttive tecniche della FIA. Quando uno ha un certo vantaggio competitivo, inevitabilmente gli avversari tendono a puntare il dito. Quindi credo fosse normale che siamo stati parecchio controllati, lo dicevo, prima e dopo. A tutti i controlli, ci siamo dimostrati di essere perfettamente legali. È un regolamento complesso in generale, un regolamento non facile a volte da interpretare". 

L'aspetto politico in F1"

"È evidente che l’aspetto politico è importante quanto quello tecnico in Formula 1. Quindi mettere pressione al sistema, mettere pressione a chi governa, alla federazione per dei controlli fa parte delle lobby che uno può fare anche magari o per distrarre la federazione o per distrarre il team stesso che è controllato. Quindi si gioca su tutti i fronti. Non si smetterà di giocare. Credo che i nostri rapporti con la FIA siano molto buoni. Sono dei rapporti che abbiamo sicuramente coltivato anche nelle discussioni del 2021. Credo che il dovere della FIA sia quello di assicurarsi sempre che tutte le vetture siano legali, quindi è giusto che da parte loro effettuino dei controlli. È altrettanto comprensibile, magari la parte meno bella e interessante, di lobby politiche che uno possa fare per distrazione. Però fanno parte dei giochi. Sono capitati quest’anno e continueranno sempre a capitare.

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