Formula 1, l'analisi tecnica del Gp di Spagna

Formula 1

Cristiano Sponton

L'analisi del successo di Lewis Hamilton nel Gran Premio di Spagna davanti alla Red Bull di Verstappen. Le soluzioni studiate dalla Mercedes hanno permesso al britannico di salire nuovamente sul gradino più alto del podio

Hamilton e Mercedes battono anche il caldo, loro nemico principale, e si aggiudicano il Gp di Spagna. È stato tutto piuttosto semplice per Hamilton che, scattato alla grande dalla pole position, gestisce le gomme per poi imprimere un ritmo alla gara che nessuno è stato in grado di reggere. Verstappen, secondo, ha colto il massimo risultato possibile per la Red Bull approfittando del pessimo scatto in partenza di Bottas, giunto terzo alla bandiera a scacchi.

Giù dal podio è finita una ritrovata Racing Point che ha raccolto punti pesanti in Spagna con il quarto posto di Stroll e il quinto di Perez. La scuderia di “papà Stroll” con questo bottino di punti si è riportata al terzo posto della classifica costruttori scavalcando di un solo punto la McLaren. La squadra di Woking su un tracciato ostico per le caratteristiche della vettura ha ottenuto un ottimo sesto posto con Sainz. Fine settimana deludente per la Ferrari. Dopo un sabato molto negativo non si è riusciti a ribaltare il risultato in gara. Il Team di Maranello si è dovuto accontentare della settima posizione con Vettel mentre, Leclerc, è stato costretto al ritiro.

Mercedes “volava” nonostante il caldo

Alla vigilia si pensava di vedere una W11 in difficoltà sul circuito spagnolo di Barcellona. Una difficoltà non dovuta a carenza della vettura ma al caldo che si pensava potesse mettere in difficoltà gli pneumatici di Hamilton e Bottas. Il team anglo-tedesco, come spesso ci ha abituato, ha analizzato dettagliatamente i dati e si è presentato in pista già con delle soluzioni meccaniche/aerodinamiche che hanno permesso ai piloti di spingere senza stressare oltremodo le gomme. Già dopo la gara di Silverstone, gli ingegneri, avevano ben chiaro cosa avevano sbagliato a livello di setup e sono corsi immediatamente ai ripari. Sul circuito di casa per salvaguardare le anteriori avevano caricato troppo le posteriori e questo, in abbinamento con le pressioni alte degli pneumatici, li aveva mandati in crisi. Pirelli ha portato le mescole di pneumatici più dure che sono le preferite della W111 e le pressioni minime, rispetto a Silverstone 2, sono diminuite: da 27 a 23 PSI sull'asse anteriore e da 22 a 20,5 su quello posteriore.

 

In terra spagnola hanno lavorato fin da subito pensando alla gara sacrificando anche un po’ di performance in qualifica. Sono scesi in pista con un setup aerodinamico molto carico e questo gli ha permesso di essere molto gentili con gli pneumatici. Sicuramente anche il circuito (Silverstone ha dodici curve che si percorrono a oltre 220 km / h, Barcellona, invece, ha solo due vere curve di altissima velocità) e la tipologia di asfalto li ha aiutati, come ha ammesso Wolff dopo la bandiera a scacchi: “L'asfalto di Barcellona è ruvido, quello di Silverstone liscio come uno specchio”.

Hamilton è stato veramente perfetto nella gestione delle gomme ed ha dominato la gara fin dalle primissime battute. Dopo un ottimo spunto al via si è messo in chiara gestione delle soft nonostante alle sue spalle ci fosse Verstappen. Gli ingegneri lo hanno guidato in modo perfetto facendoli tenete un ritmo piuttosto lento per allungare il più possibile lo stint con le soft.

Quando gli ingegneri hanno capito che non ci sarebbero stati problemi sugli pneumatici hanno dato il via libera ad Hamilton che ha iniziato a spingere per costruirsi un grande divario su Verstappen. Questo si vede bene dal grafico in alto. Fino al giro 9 il campione del mondo ha pensato solo a gestire ma dal giro 10 in poi ha iniziato a spingere e, Verstappen, non ha avuto il potenziale per reagire.

Anche nei restanti stint, Hamilton, è stato il pilota più veloce in pista. Solo in 13 giri su 66 Verstappen è riuscito ad essere più rapido del campione del mondo e questo ci permette di capire la superiorità che aveva la Mercedes su questa pista. Con pneumatici soft il passo di Hamilton è stato migliore, rispetto quello di Verstappen, di 3 decimi al giro.

Analisi F1 Gp Spagna

Con le medie le cose sono andate addirittura meglio per Mercedes. Nel secondo stint, la differenza tra i due è stata di 6 decimi.

Analisi Gp Spagna

Nel terzo stint, anche a causa di un calo di potenza del motore Honda, il divario si è allargato a ben 8 decimi al giro.

Gp Spagna analisi

È mancato all’appello Bottas che non è riuscito a capitalizzare al meglio la forza della macchina. Poteva essere una comoda doppietta per il team anglo-tedesco ma la cattiva partenza del finlandese ha impedito tutto ciò.

Verstappen ha raccolto il massimo da questa gara?

Si, Max ha raccolto un risultato migliore rispetto alle prestazioni della sua RB16 che, dati alla mano, era la terza vettura più veloce in pista. Il secondo posto è stato costruito alla partenza quando è riuscito a scavalcare Bottas. Seppur più lento rispetto al finlandese è riuscito a tenere la posizione piuttosto agevolmente proprio perché, la pista, non ti permette di superare chi ti precede piuttosto agevolmente.

RB16 che, a differenza di Silverstone 2, non è stata così gentile con gli pneumatici ma ha faticato molto di più rispetto alla Mercedes. Non è stata una domenica facile per il pilota olandese che, prima della gara, ha dovuto anche sostituire l’intera Power Unit. Gli ingegneri di Milton Keynes hanno evidenziato, durante le qualifiche, delle mancate accensioni dovute a problemi elettronici. Per questo è stata smontata l’intera Power Unit specifica 2 montata a Silverstone per rimontare la specifica 1. Questo è costato a Verstappen qualcosa a livello prestazionale perché la specifica 2 garantisce una maggior potenza per un numero di giri maggiore. Potenza che non sarebbe comunque servita a Max per lottare ad armi pari con Hamilton vista la netta superiorità che la W11 ha dimostrato di avere in condizioni di gara. Verstappen già nel primo stint aveva capito di non avere nessuna chance per vincere. Quando Hamilton ha incrementato il ritmo il pilota olandese non è riuscito a rispondere in quanto era già in crisi con le gomme. È stato un gran risultato il secondo posto ottenuto visto che sono riusciti a tenersi alle spalle una Mercedes.

Come è stata la gara della Ferrari?

La Rossa esce dal Gp della Spagna con le ossa rotta. Il settimo posto non può salvare un fine settimana dove la SF1000 ha sofferto terribilmente sia in qualifica che in gara. Abbandonati i positivi esperimenti aerodinamici utilizzati nelle due gare di britanniche, le SF1000 versione Montmelò sono scese in pista con la classica, e già utilizzata in Ungheria, configurazione da alto carico con l’utilizzo dell’ala anteriore della prima specifica (Austria GP) e un’ala posteriore da alto carico. La Rossa, per tutto il fine settimana, è parsa una monoposto bilanciata ma terribilmente lenta. Mancava performance in rettifilo, nelle curve di media – alta e bassa velocità. La mancanza di risultato è frutto prevalentemente del risultato della qualifica, come ha ammesso Binotto al termine della gara: “Ci siamo complicati la vita nelle qualifiche. Siamo partiti troppo indietro rispetto al potenziale di questa monoposto, anche se non è in grado di lottare per la vittoria. Poi qui difficilmente si supera. Siamo convinti che il nostro potenziale sia superiore a quello mostrato oggi. Senza il problema di affidabilità di Charles avremmo avuto la possibilità di chiudere quarti”.

Vettel, partito undecimo, ha raccolto il massimo risultato possibile grazie anche alla strategia che gli ha permesso di concludere la corsa con un solo pit. Strategia che, inizialmente, era prevista su due stop ed è per questo che il pilota tedesco, nel suo secondo stint, ha utilizzato la soft usata anziché quella nuova che doveva montare successivamente. La decisione della sosta unica è nata quasi per caso, infatti, Vettel, dal giro 46 al 48 ha alzato il suo ritmo in quanto pensava di doversi fermare per il pit stop.

Gli strateghi, vista la posizione, hanno deciso di correre un rischio che, alla fine, ha pagato e Vettel è riuscito a concludere in settima posizione.

Leclerc, invece, è stato costretto al ritiro per un problema elettronico che lo ha mandato in testacoda sull’ultima chicane. La gara del pilota monegasco era stata piuttosto incolore e difficilmente con una doppia sosta avrebbe potuto fare meglio di Vettel.

Per le prossime gare, come ha ammesso Binotto, non dobbiamo aspettarci delle grosse novità tecniche sulla SF1000. Verranno portati degli adattamenti della monoposto al circuito visto che si andrà a correre su piste da basso carico come Spa e Monza: “Continuiamo a sviluppare questa macchina, non l'abbiamo mai abbandonata. Stiamo continuando a lavorare su tutti i fronti cercando anche di sviluppare la vettura dell'anno prossimo. Porteremo quest'anno ancora sviluppi. Non nelle prossime gare. Abbiamo portato un pacchetto aerodinamico e uno scarico in Inghilterra, porteremo un pacchetto a basso carico per Spa e Monza che abbiamo preparato appositamente per quelle gare e che secondo noi sarà un buon pacchetto, sempre considerando i nostri problemi attuali. E poi porteremo ulteriori sviluppi che saranno utili anche per l'anno prossimo”.

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