Formula 1, Hamilton: "Ho subito atti di razzismo in Italia a 13 anni"

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Ospite al 'Festival dello Sport', Lewis Hamilton ha parlato di un episodio accaduto a Parma quando aveva 13 anni: "Ero per la prima volta in Italia per una gara e alcuni ragazzini mi hanno urlato di tutto. Ho subito atti di razzismo, per fortuna ho risposto in pista e non con i pugni, altrimenti sarei finito in galera. Il segreto della Mercedes? Il lavoro di squadra". Il GP dell'Eifel è in diretta su Sky Sport F1 (canale 207) e Sky Sport Uno (canale 201)

GP GERMANIA, DIRETTA DLLEE QUALIFICHE

Lewis Hamilton ha parlato al 'Festival dello Sport' in una lunga intervista, toccando molti temi, a partire dal suo record di vittorie in F1 che potrebbe arrivare al Nurburgring: "Per me era un grande obiettivo arrivare in Formula 1, essere affiancato a un mito come Schumacher è incredibile. Ho vinto sei titoli, potrei vincerne altri. E' fantastico". 

"La delusione più grande è stato perdere il Mondiale 2007"

"La prima volta che sono salito su una F1 era il 2005 - ricorda Hamilton -. Volevo fare bella figura con i boss della McLaren, che mi avevano messo sotto contratto molto giovane. Mi ricordo le vibrazioni e un grande sorriso quando sono partito". Poi Lewis apre l'album dei ricordi: "La miglior vittoria penso sia Monaco 2008, ma anche Silverstone nello stesso anno. Adoro le gare sul bagnato. Anche in Germania 2018 ho fatto una grande rimonta, con condizioni variabili ed è stata una grande gara - ha detto -. La più grande delusione è stata perdere il Mondiale del 2007, è stata davvero difficile da digerire. Fortunatamente ci siamo ripresi da quel momento". 

"Prendo ispirazione da Ali, Serena e Mandela"

"Prendo ispirazione da tante persone, Ali è il mio atleta prefetito: aveva carisma, stile, tecnica. Sono fonti di ispirazione anche Serena Williams, Nelson Mandela. Più cresco e vedo grandi personaggi di colore che fanno sognare in grande una popolazione. Sono fonte di ispirazione anche per i bambini". Sul tema del razzismo: "Non ho trascinato tutta la F1, il processo è ancora in corso. Tanti sono rimasti in silenzio, ci vorrà del tempo. Abbiamo un ruolo importante, dobbiamo parlare e agire, abbiamo ognuno una responsabilità per migliorare le nostre vite. Voglio portare un cambiamento, questo è il mio sogno". Infine sul segreto delle vittorie in Mercedes: "Il segreto della Mercedes è il lavoro di squadra, si vince e si perde insieme. Abbiamo una grande leadership, il nostro capo capisce le persone. Il mio ruolo è quello di stimolare gli altri, sono come un radar".

"Subito atti di razzismo in Italia a 13 anni"

"Sono stato la prima volta in Italia a Parma per una gara - ha detto Hamilton -. Mi ricordo che ho subito atti di razzismo, avevo 13 anni ed era la prima volta che viaggiavo da solo. Dei ragazzini che provenivano da altri paesi, mi gridavano di tutto in pista. Mio padre mi disse di combattere in pista, non con i pugni. Fortunatamente ho seguito il consiglio, altrimenti sarei andato in galera. In Italia ho conosciuto tante bellissime persone. E' una questione di educazione, che spesso manca. Non succede solo in Italia, in tutto il mondo il sistema è sbagliato. Spero che quei ragazzini siano cresciuti". 

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