F1, Ferrari: cosa serve per spezzare la "dittatura" Mercedes

Formula 1
Leo Turrini

Leo Turrini

Questo weekend torna in pista la F1 per il GP di Turchia, una gara che manca in calendario dal 2011 e che potrebbe consegnare a Hamilton il settimo titolo. Arriviamo da Imola, dove non ‘è passata inosservata la chiacchierata tra Elkann e Wolff. Non sarà stato facile per il presidete della Rossa congratularsi con l’avversario in una stagione da dimenticare. Domenica la gara di Istanbul in diretta su Sky Sport F1 e Sky Sport Uno

GP TURCHIA: LIBERE 3 E QUALIFICHE LIVE

 

Il fatto che la Mercedes abbia celebrato la vittoria del suo settimo titolo consecutivo proprio a Imola, proprio nella casa della Ferrari, ha indiscutibilmente un valore simbolico. Quasi uno sberleffo, come Toto Wolff non ha mancato di far notare nel dopo gara.

Al tempo stesso, però, è anche vero che chi perde ha il dovere d’imparare. Perché al di là dei complimenti che sono d’obbligo per la “Freccia Nera”, a questo punto tocca alla Ferrari fermare questa sorta di "dittatura" che dura ormai da sette stagioni.

A Imola c’era John Elkann, presidente della Rossa, e immagino che gli sia costata anche fatica andare a fare i complimenti a Wolff. Ma soprattutto, spero, abbia dentro di sé la voglia, la determinazione e l’energia per dare alla Ferrari tutto quello che è indispensabile per aprire un ciclo nuovo vero e finalmente colorato di rosso.

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