Formula 1, la storia del GP Montecarlo: 40 anni fa a Monaco l’impresa di Gilles Villeneuve

Formula 1

Michele Merlino

Il GP del 1981 fu la prima vittoria Turbo nel Principato: protagonista Gilles Villeneuve con la Ferrari 126CK. Una doppia pietra miliare nella storia della F1, vi spieghiamo il perché. Questo weekend il GP di Montecarlo  in diretta su Sky Sport F1 (canale 207)

DIRETTA DELLE LIBERE A MONTECARLO

Doppia pietra miliare

Il GP di Monaco del 2021 è l'occasione per parlare di una ricorrenza storica: il 40° anniversario della prima vittoria di un motore Turbo nel GP di Monaco, firmata da Gilles Villeneuve con la Ferrari 126CK. Anzi: è una doppia pietra miliare, perché prima di allora la Ferrari non aveva mai vinto con una vettura Turbo.

Un po' di storia

La seconda metà degli anni ’70 in Formula 1 è il teatro di una miriade di innovazioni tecniche, più o meno efficaci: è del 1976 la leggendaria Tyrrell P34 a 6 ruote, dello stesso anno la Lotus 78 ad effetto suolo, del 1978 la Brabham con il ventilatore montato dietro al motore (per migliorare l’effetto suolo) e, di nuovo del 1977, la prima vettura Turbo nella storia della Formula 1, la Renault RS/01.

Quest'ultima si inserisce in un panorama che vede la Ferrari quale produttore praticamente unico di motori (Alfa e Matra sono poco più che comparse) in una marea di Ford Cosworth DFV. La sfida per la Renault quindi è doppia: realizzare un motore che batta un’agguerrita concorrenza e farlo con un’architettura tecnica inedita.

I problemi per il turbo, soprattutto all’inizio, sono tanti: l'affidabilità, il lag nell’erogazione, e fino al 1980 la Renault resta l'unica a sperimentare con il turbo.

Il 1981 per la Ferrari è un anno di svolta: dopo un 1980 disastroso (replicato, a livello di risultati, nel 2020, sotto molti aspetti) si riparte da un foglio bianco e, abbandonata la dinastia delle 312T che risaliva al 1975, anche a Maranello si prende la strada del Turbo.

Con un pizzico di fortuna

Con la Ferrari alle prese con il suo primo motore turbo e con i suddetti problemi connessi al propulsore, particolarmente acuiti dalla natura del tracciato, le speranze di successo nel principato sono poche. Gilles Villeneuve tuttavia compie già un piccolo miracolo al sabato, qualificando la 126CK in prima fila, a soli 78 millesimi dalla pole di Piquet. Per comprendere la portata del risultato del canadese, la posizione del suo compagno di squadra, Didier Pironi: 17° a 2”556 da Nelson…

Il campione del mondo in carica, Jones, è solo 7° in griglia, ma dopo il via è 5° e si porta a ridosso di Villeneuve dopo una decina di giri, passandolo al 20°. Jones è insaziabile: chiude il gap con Piquet e lo tallona fino a quando il brasiliano non regge la pressione e finisce addosso alle barriere per aver avuto troppa fretta nel doppiare Tambay. Jones a questo punto è solo e può rallentare: ha circa mezzo minuto di vantaggio su Villeneuve e mancano una ventina di giri alla fine. Ma non è la sua giornata: la spia della pressione della benzina si accende di tanto in tanto e, visto che ha un buon margine sul canadese, tenta un rabbocco di carburante. Il problema non si risolve, ed al ritorno in pista è facile preda del pilota Ferrari, che guadagna così la prima vittoria Turbo nel GP di Monaco.

Per un titolo mondiale vinto da una vettura Turbo bisogna attendere il 1983: Piquet su Brabham/BMW. A quel punto è chiaro che gli aspirati non possono più competere contro la nuova tecnologia. Spariscono gradualmente fino alla messa al bando del 1986. Poi, dopo soli tre anni, nel 1989, nuovo dietro-front: ad essere banditi sono i Turbo, che rimarranno in panchina fino all’avvento dell’era Power Unit nel 2014.

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