F1, GP Belgio: a Spa serve un amuleto per Carlos Sainz

Formula 1

Michele Merlino

©Getty
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Finora, la dea bendata ha voltato le spalle al pilota spagnolo della Ferrari che a Spa non ha mai ottenuto risultati all’altezza delle sue possibilità. La Rossa di Maranello dovrà riscattare invece il fallimento del GP del 2020. I numeri di Hamilton, invece, sono ben altri: con un successo raggiungerebbe le 5 vittorie di Ayrton Senna sul mitico tracciato belga

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A.A.A. cercasi amuleto potentissimo per raddrizzare il palmares di Carlos Sainz nel GP del Belgio. Perché, finora, non c’è stato verso di ottenere risultati all’altezza delle sue possibilità.

 

Si comincia nel 2015 con la Toro Rosso: ottimo risultato in qualifica, 10°, davanti a Verstappen? Sì, ma non conta perché l’olandese deve cambiare Power Unit. Forse faceva meglio a cambiarla pure Carlos, visto che la vettura ammutolisce in griglia e deve partire dai box con due giri di ritardo. Non vale la pena di gareggiare e si ritira per risparmiare, appunto, la Power Unit.

 

14° in griglia ma già 7° al primo giro: partenza fantastica nel 2016, tuttavia al passaggio successivo fora sul rettifilo del Kemmel. Prova a proseguire, ma distrugge l’ala posteriore e si ritira.

 

Il 2017 è la volta buona: è solo 16° al primo giro, ma risale e termina a punti, anzi, a punto, perché quello del 2017 è l’unico che ha conquistato finora a Spa su 6 GP disputati!

 

Nel 2018 deve usare dei componenti aggiuntivi e partire da fondo griglia: termina 11°, appena fuori dai punti.

 

E poi? Carlos finisce nel regno dell’assurdo. Nel 2019 rimane fermo in griglia, di nuovo con una Power Unit recalcitrante e l’anno scorso la griglia nemmeno la vede, perché rompe uno scarico a mezz’ora dal via e non esce dal garage…

 

Hamilton per raggiungere Senna

I fan delle coincidenze numeriche sono tutti lì, pronti con il colpo in canna.

Che succede se vince Hamilton? Sarebbe la 5^ vittoria a Spa, e non è un numero qualunque: si tratta del numero di successi di Ayrton Senna sul mitico tracciato belga, ma non solo, avverrebbe a 30 anni dall’ultima vittoria di Ayrton qui, il 1991.

Già, il 1991, garanzia di ricorrenza comunque: in quell’edizione faceva il suo esordio in F.1 Michael Schumacher, plurivittorioso qui con 6 successi. Insomma, tutte le coincidenze portano qui, a questo triangolo Hamilton-Senna-Schumacher, a Spa…

Ferrari: un GP da non ripetere

Purtroppo non ci sono altri modi per definirlo: quello del 2020 è stato il peggior GP del Belgio in assoluto per la Ferrari. Arrivavano qui da vincenti, dopo i successi del 2018 e 2019, quindi con la speranza che la SF1000 potesse dire la sua, invece fu la conferma che, nemmeno nei tracciati un tempo amici, la monoposto 2020 era all’altezza.

 

Dal monopolio della prima fila del 2019 si passò al fallimento della top-10 in griglia: 13° e 14° dopo le qualifiche, che sancirono la débâcle della Power Unit di Maranello: fu il primo caso in cui nessun motorizzato Ferrari riuscì a qualificarsi nella top-10 nella storia del GP di Spa. Quest’anno le prospettive sono decisamente migliori per relegare il 2020 in un angolo distante della memoria dei tifosi della Rossa.

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