F1, Latifi: "Dopo GP Abu Dhabi ho ricevuto offese e minacce sui social"

Formula 1

Sfogo sul web del pilota della Williams: "Ho ricevuto migliaia di messaggi dopo la gara di Abu Dhabi: molti di supporto, ma non solo. È bastato un incidente nel momento sbagliato per far esplodere la vicenda in modo del tutto sproporzionato. Sono rimasto scioccato dalle parole di odio e dalle minacce di morte che ho ricevuto"

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A poco più di un mese dall'incidente di Abu Dhabi, che si era rivelato decisivo per la battaglia al titolo tra Hamilton e Verstappen (che ne uscì vincente, laureandosi campione del mondo 2021), Nicholas Latifi torna a parlare di quanto successo, attraverso una lettera pubblicata sul suo sito ufficiale. In particolare, il pilota della Williams denuncia le pesanti minacce ricevute.

"Sciocciato dalle minacce di morte ricevute"

"Ho ricevuto migliaia di messaggi: molti di supporto, altri con parole d'odio. Non sono estraneo al fatto che la gente parli male di me, può succedere a tutti gli sportivi a certi livelli. Ma è bastato un incidente nel momento sbagliato per far esplodere la vicenda in maniera del tutto sproporzionata. Sono rimasto scioccato dalle parole di odio, violenza e persino dalle minacce di morte che ho ricevuto".

"Mi scuso per l'incidente con il mio team"

Il finale

Verstappen-Hamilton, l'ultimo giro on-board. VIDEO

"Qualcuno dice che stavo correndo per una posizione che non aveva importanza, ma se corro per la vittoria, il podio, i punti o anche l'ultimo posto, darò sempre il massimo fino alla fine. Vale lo stesso per ogni altro pilota presente in gara. Le uniche persone con cui dovevo scusarmi sono quelle del mio team, e l'ho fatto subito dopo l'incidente. A chi ha usato un linguaggio di odio e di violenza con me, dico che non sono veri tifosi. Da parte mia mi sento bene con me stesso e faccio parte di questo mondo da abbastanza tempo per lasciarmi scivolare addosso la negatività".

 

"Lo sport deve unire, non dividere"

Mercedes

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"Ringrazio tutte le persone che mi hanno sostenuto in questo periodo. Lo sport è per sua natura un ambiente competitivo, ma dovrebbe unire piuttosto che dividere. Non possiamo restare in silenzio di fronte a fatti come quelli delle ultime settimane. Se condividere i miei pensieri, e sottolineare la necessità di agire, potrà essere di aiuto anche solo ad una persona, allora ne sarà valsa la pena".