F1, Wolff svela il retroscena: "Perdemmo due sponsor quando scegliemmo Kimi"
MERCEDESSostituire Lewis Hamilton con Kimi Antonelli è stato un rischio che costò a Mercedes due sponsor, dubbiosi su un diciottenne reduce da un'annata difficile in F2. Lo ha raccontato il team principal Toto Wolff, che però la sua scommessa l'ha vinta eccome: "Sono orgoglioso del team per aver continuato a crederci. E lui ha ripagato quella fiducia". Tutto il fine settimana è live su Sky e in streaming su NOW
La transizione generazionale in casa Mercedes da Hamiltin ad Antonelli non è avvenuta nel segno della cautela, ma del rischio calcolato. Puntare sul talento bolognese ha comportato anche la perdita di due sponsor, come ha raccontato il team principla Toto Wolff. Ma andiamo per gradi. Quando Lewis ha comunicato l'addio per vestire i colori della Ferrari, la reazione al vertice della squadra è stata immediata, puntando dritti sul talento cristallino cresciuto nel vivaio della Stella. Una scommessa forte sulla carta, soprattutto considerando che il sedile di una monoposto ufficiale veniva affidato a un esordiente reduce da un'annata difficile nelle categorie propedeutiche Il coraggio di voltare pagina ha presentato subito un conto economico e d'immagine non indifferente. La decisione di affidare il volante a un pilota così giovane ha fatto storcere il naso a diversi partner commerciali, provocando la perdita di due importanti sponsor scettici riguardo alla bontà della scelta. Tra scetticismi esterni, critiche feroci dopo un inizio di stagione avaro di punti e la pressione mediatica, la scuderia ha tuttavia mantenuto la barra dritta, blindando la propria visione a lungo termine.
Il salto nel buio e l'addio degli sponsor
Il coraggio di voltare pagina ha presentato subito un conto economico e d'immagine non indifferente. La decisione di affidare il volante a un pilota così giovane ha fatto storcere il naso a diversi partner commerciali. Come ha ricordato lo stesso Toto Wolff a Sky Sport UK: "Ricordo che, prima ancora di arrivare a quel momento, avevamo perso due sponsor proprio per questa decisione, perché si chiedevano: 'Ma chi è questo ragazzo?'. Altri, invece, sono rimasti con noi fino a oggi e alcuni sono qui con noi: hanno potuto raccogliere tutti i frutti di quella scelta".
Wolff racconta l'istante preciso in cui maturò la decisione, subito dopo il confronto con il pluricampione britannico
"Quando poi Lewis mi ha detto che sarebbe andato in Ferrari, la mia reazione è stata immediata: dobbiamo mettere Kimi in macchina. Io e Lewis eravamo seduti a casa mia quando me lo ha comunicato. Bisogna accettarlo, perché era una sua decisione. Ma la mia reazione è stata istintiva: Lewis se ne va, chiamo Bradley e gli dico che il prossimo anno Kimi sarà al volante. Conoscevamo già i dati, quindi ci sembrava la scelta giusta. Credo sia sempre stato un rischio calcolato, non un vero e proprio azzardo", ha raccontato Wolff.
La scommessa vinta e l'exploit mondiale di Kimi
Il tempo e i risultati in pista hanno dato ragione alla dirigenza di Brackley, trasformando le perplessità dei primi mesi in un trionfo storico. La crescita costante del pilota italiano non è stata esente da ostacoli, ma il supporto interno non è mai venuto meno durante i momenti di difficoltà: "Poi è arrivato quell'anno difficile e le critiche sono ricominciate: qualcuno diceva che non avrebbe nemmeno dovuto essere in Formula 1, oppure che avrebbe dovuto correre in una squadra più piccola. Per nove gare non ha conquistato punti, ci sono state le lacrime a Spa e poi è arrivato questo risultato. Sono semplicemente molto orgoglioso del team, perché tutti hanno continuato a credere in lui e a dargli fiducia. E lui ha ripagato quella fiducia".
Il titolo mondiale conquistato da Antonelli rappresenta così non soltanto il coronamento di un percorso straordinario, ma la più lampante dimostrazione di come la lungimiranza e il coraggio di credere nei giovani sappiano ripagare ogni rischio iniziale.