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19 ottobre 2017

Formula 1, Feder1ca #aroundtheworld: GP USA

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Diciassettesima tappa della stagione e altro appuntamento col diario di Federica Masolin. Ritornano i suoi 'PIT STOP' per farvi vivere il dietro le quinte della Formula 1. Fra racconti, curiosità, immagini e pensieri

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PIT-STOP #32 - 22.10.2017

Il gp degli Stati Uniti è finito e devo dire che gli americani ancora una volta sono riusciti a stupire. Lo show è stato totale, da Bolt in macchina con Hamilton che è uscito dal giro con le gambe tremanti, alla presentazione dei piloti in griglia come se fossero dei supereroi... bello, bellissimo!

La cosa, però, che mi è piaciuta di più è stata la voglia di mostrare che anche il favoloso mondo della F1 ha un cuore. Grande. Tutto rosa. Il colore simbolo della lotta al tumore al seno. Ogni team, ogni singolo pilota, la pit lane, gli abiti degli addetti ai lavori, le donazioni degli sponsor... vicini ad una lotta che deve essere di tutti.

Rosa è anche il colore della Force India, la squadra che mi ha ospitata giovedì per la mia giornata da meccanico. Al di là della bellissima esperienza, vi devo dire che il lavoro del meccanico è molto più pesante di quanto si possa immaginare dall’esterno. Quando pensi di aver finito, c’è un altro compito che ti aspetta! Senza considerare mai l’orologio. Le giornate iniziano alle 6 e non finiscono mai prima delle 20 (quando tutto va bene).

È un mondo incredibile quello della F1, che non finisce mai di stupire. Ci stupiranno ancora anche in pista nel prossimo Gran Premio? Beh, la risposta l’avremo tra pochi giorni. Giovedì saremo nuovamente operativi, dal Texas al Messico, per un altro mondiale nel mondiale. Pronti a divertirci con voi e.. stupirci!
Bye Bye!

PIT-STOP #31 - 20.10.2017

Dopo il Giappone avrei voluto scrivere, scrivere, scrivere e ancora scrivere, perché quello del Giappone è un Gran Premio strano per me. Avrei voluto raccontarvi perché lo considero bello e affascinante da una parte, ma difficile emotivamente dall’altra.

È un amore e odio quello per Suzuka, che ha una delle piste più belle del Mondiale, il tifo più colorato e caloroso del circus, il Paese più strano e curioso del mondo a fargli da culla. Ma ogni volta che entro nel paddock è un tuffo nei ricordi di quella maledetta domenica di ottobre del 2014. Jules, lo schianto, e il silenzio assordante nel quale siamo piombati. Una sensazione che non mi abbandonerà mai...

Ma ora siamo in Texas e, tempo sino a qui, per scrivere, non ne ho trovato!

(Se non ora, complice il jet lag che non mi abbandona 😩).

Pensavo a quanto diversi siano culturalmente Giappone e Stati Uniti. E alla fortuna che ho di girare e poter conoscere "mondi" così diversi. In Texas si dice si possa vivere la vera America, quella dei contrasti. Grattacieli infiniti e grandi parchi, la musica suonata per le strade e la sede della Nasa. Quella del jogging ostentato e degli hamburger giganteschi!!!

Dicevo, comunque, che non ho avuto tempo di scrivere... beh, nel corso del week end scoprirete il perché (che ovviamente qui vi anticipo) 😜

Ho vissuto una giornata da meccanico. Sí, meccanico! Meccanico in Force India. E sono rimasta sbalordita dalla quantità di lavoro che c’è all’interno di un box, anche solo il giovedì! Sabato vi mostreremo parte della giornata, portandovi dentro al garage, una casa viaggiante, dove ogni inquilino ha compiti e ruoli ben definiti. Un’esperienza pazzesca! Avvita e svita bulloni, pulisci il box, prendi i caschi, la macchina da lucidare, gli stickers da attaccare, gomme da controllare, oli, flussi, pesi, verifiche, simulazioni di pit stop... Stanca ma felice! Stanca per davvero, eh?! Infatti mi stupisco del fatto che sia già sveglia...

Ora provo a riprendere sonno, almeno per un’oretta, anche perché il venerdì è la giornata più lunga, anche per noi. Ci vediamo dopo, alle 16,45, si va in pista!!!

P.s. La pit lane sarà colorata di rosa. Perché?! Perché ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. Nel 2015, le donne colpite nel mondo da questa malattia sono state 2,4 milioni. Grazie alla scienza oggi guarire è possibile. A 5 anni dalla diagnosi la sopravvivenza ha raggiunto l’87%, l’obiettivo dei ricercatori è quello di arrivare al 100%. Insieme si può. E la F1 si schiera, in un circuito rosa (per saperne di più clicca qui).

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