Kimi Antonelli a Radio 24: "Il successo non mi cambia, resterò sempre Kimi"
mercedesKimi Antonelli è intervenuto a 'Tutti Convocati' su Radio 24 dopo la storica prima vittoria in Cina: "Non mi vedrei come un'altra persona. Il Kimi è la persona che sono e a cui voglio restare legato per tutta la vita. Il lungo a fine gara? Mi sono rilassato troppo, non succederà più. Mercedes? Una seconda famiglia, sono cresciuto con loro". Il Mondiale torna il 29 marzo in Giappone: live su Sky e in streaming su NOW
Dopo un weekend sul tetto del mondo in Cina, con la sua prima pole position e vittoria, Kimi Antonelli vuole rimanere con i piedi per terra. Ospite a 'Tutti convocati' su Radio 24, il pilota della Mercedes messo le cose in chiaro: il successo non lo cambierà. "Cercherò sempre di restare me stesso, è il mio modo di essere. Non mi vedrei come un'altra persona e non ho intenzione di cambiare a seconda del successo che avrò. Il Kimi è la persona che sono e a cui voglio restare legato per tutta la mia vita". E riguardo ai festeggiamenti al ritorno da Shanghai: "Dopo la Cina mi sono fatto un bel piatto di gramigna e me la sono goduta per bene, perché diciamo che in Cina non è che abbia mangiato granché..."
"Il lungo a fine gara? Come ho detto a Domenicali..."
La prima vittoria in Formula 1 non è arrivata senza un brivido finale, quando Kimi è andato lungo nell'ultima chicane a 3 giri dalla fine, perdendo 2 secondi. "Sì, me la sono fatta addosso per davvero in quel lungo!", commenta scherzando sul siparietto con Stefano Domenicali nel retropodio. "Ero in un bel ritmo, mi stavo sentendo bene in macchina e mi stavo divertendo. Però sapevo anche che ero praticamente alla fine, sicuramente mi sono rilassato troppo e ho fatto l'errore. Ho frenato un pelino più tardi, con più di pressione sul freno perché stavo spingendo e quindi sono andato a bloccare. Anche se la causa del bloccaggio è stata più per il fatto che l'alettone anteriore non era ritornato su abbastanza velocemente, è partito dal fatto che mi sono rilassato un po' troppo: sicuramente non succederà più".
"Con la batteria devi essere un Maverick"
Antonelli ha spiegato la complessità delle nuove Power Unit, in cui la gestione dell'energia elettrica è diventata il fattore determinante della corsa. "Quest'anno l'uso della batteria può fare la differenza: come la usi per difenderti, per attaccare. Fin dai kart impari le basi su come fare bagarre, come difenderti, come pianificare un sorpasso. Ovviamente, poi, quando sali in macchina le dimensioni sono diverse, la pista è più grande, ma le basi sono quelle. Con l'uso della batteria devi essere molto aperto di mente, quasi un 'Maverick' su come pensi. La batteria può fare la differenza in certi punti dove non la usi. Puoi sorpassare addirittura in posti dove non penseresti che sia possibile".
"La Mercedes è come una seconda famiglia"
Il rapporto con Toto Wolff e il suo ingegnere di pista Peter 'Bono' Bonington è la colonna portante del suo viaggio in Formula 1. "Toto Wolff è stato quello che, insieme a Gwen Lagrue (il responsabile del programma giovani piloti), ha fatto la chiamata nel 2018 e poi quella in F1. Sono grato dell'opportunità che mi ha dato, di tutta la fiducia e del rapporto che abbiamo. Non vedo l'ora di vedere cosa riusciremo a fare insieme quest'anno: è un grande. Farò altri scherzi a Bono? Dopo il Giappone penserò a cosa preparargli: la torta gliel'ho già fatta e gli ho già sparato con la pistola ad acqua, quindi devo pensare a qualcosa di nuovo. Sulla vita in Mercedes posso dire di aver avuto la fortuna di entrarci nel 2018: avevo appena 12 anni. Sono cresciuto con loro, con il passare degli anni ho conosciuto più persone coinvolte anche nel programma F1. Quindi, anche l'anno scorso, entrare subito in Mercedes è stato sì un grande step, ma il fatto di conoscere già tutti ha fatto sì che fosse più facile. Sono come una seconda famiglia. Anche con 'Bono' ho un bellissimo rapporto: sta andando alla grande e mi godo il momento".