29 ottobre 2017

Formula 1: Ferrari, rinata anche senza titolo. La stagione della Rossa

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Alla Mercedes sia il titolo piloti che quello costruttori. Per la Rossa e Vettel una finale di stagione difficile: eppure l’inizio del tedesco era stato promettente. Seb ha retto fino all'estate ma poi, a Monza, è inizita l'accelerata di Hamilton. Il britannico si è portato a casa il 4° titolo della sua carriera, ma la Scuderia di Maranello ha posto le basi per tornare ad essere la migliore

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Sembrava l'anno buono, quello del riscatto per la Ferrari. E in parte lo è stato. Macchina finalmente competitiva, un Sebastian Vettel davvero protagonista e un team all'altezza della sfida, con il duo tutto italiano Maurizio Arrivabene-Marco Binotto nel ruolo rispettivamente di team principal e direttore tecnico. Ottime premesse e ottimi i risultati, almeno per un po'. Poi, a fine estate, qualcosa è cambiato. La Ferrari anche in questo 2017 ha dovuto rimandare l’appuntamento con un successo Mondiale che manca da dieci anni. Troppo forte la Mercedes, anche se meno costante rispetto al passato, e troppo affamato Lewis Hamilton, al suo quarto titolo mondiale in F1, come Vettel e Alain Prost. Dalla speraznza alla delusione, ripercorriamo la stagione della Ferrari.

Vettel, partenza da sogno

La partenza del Mondiale della Rossa è col botto grazie alla vittoria di Vettel a Melbourne: il successo mancava a Maranello da Singapore 2015. I buoni presupposti dell'inizio sono confermati alla seconda tappa del Mondiale. In Cina Seb è secondo alle spalle di Hamilton. I due battagliano in pista e a fine gara si trovano appaiati in testa alla classifica. Il momento clou della prima parte della stagione arriva in Russia. La Ferrari di Seb è seconda, mentre Lewis si ferma al quarto posto e scende a -13 in classifica dal tedesco. Divario (e ottimismo) che aumenta a Montecarlo: Seb primo, Raikkonen secondo e Hamilton solo settimo. Si lotta, si combatte e si vince. Vettel vola a +25 punti sul britannico.

Quando il gioco si fa duro...

La battaglia tra la Ferrari di Vettel e la Mercedes di Hamilton diventa scontro vero e proprio a Baku, quando i due piloti si toccano in regime di safety car. Il contatto è sufficiente a far alzare la temperatura sull’asse Maranello-Stoccarda. A fine gara polemiche e accuse, che rendono il campionato ancora più avvincente, con Seb e Lewis, rispettivamente quarto e quinto in pista, che continuano a giocarsi la leadership del Mondiale.

Baku, il contatto tra Vettel ed Hamilton

La sfida continua

In Austria le speranze iridate della Rossa crescono. La Ferrari, al Red Bull Ring, pur non vincendo indovina la combinazione giusta: Vettel è secondo, Hamilton quarto. Seb è a +20 sul il pilota della Mercedes e sembra nelle condizioni di poter prendere il largo. Ma è solo un'illusione. In Gran Bretagna Lewis è "profeta in patria" e comincia a costruire la sua rimonta. A Silverstone va in scena il weekend perfetto di Hamilton, che centra pole, giro veloce e vittoria. Il tutto mentre Vettel incappa in una giornata a dir poco storta e non va oltre il settimo posto. Di conseguenza, il vantaggio del tedesco in classifica si assottiglia ad un solo punto. Il testa a testa va avanti e diventa ancora più bello ed affascinante.

Monza, l'involuzione Rossa

A metter ancora pepe sulla stagione e ad alimentare le speranze della Ferrari, però, è il GP d’Ungheria. All’Hungaroring la Rossa porta a casa primo e secondo posto e Vettel allunga di nuovo in classifica, dato che Hamilton rimane un gradino sotto il podio. Questa, però, resterà l’ultima zampata della Ferrari nella stagione 2017. Perché a Monza, nel GP di casa, quello più bello e dove sarebbe stato il massimo consolidare il primato, Seb vede la testa della classifica andare per la prima volta a Hamilton. È il punto di non ritorno della stagione. La fotografia di Lewis che festeggia sul gradino più alto all’autodromo di Monza in un tripudio di bandiere con Cavallino rampante è il momento topico del 2017 della F1. Il giocattolo rosso si inceppa, quello grigio va invece che una meraviglia. 

E quel mal d'Asia...

Dal GP d'Italia in poi, la reazione della Ferrari non arriva, mentre Hamilton pigia e va avanti a testa bassa. A facilitare i giochi del pilota della Mercedes, ci si mette poi anche il team di Maranello. Singapore è un disastro, con Vettel e Raikkonen tutti e due fuori subito dopo il via. In Malesia Seb è quarto e vede di nuovo vincere ed allungare Hamilton. In Giappone il tedesco è un’altra volta fuori dai giochi prima della bandiera a scacchi a causa di un problema alla candela. Mentre ad Austin la Rossa fa una gara arrembante con Vettel secondo e Raikkonen terzo, ma sul primo gradino del podio sale di nuovo il campione della Marcedes. Il resto è cronaca delle ultime ora, con Lewis campione del mondo e la Ferrari costretta a rimandare al prossimo anno i suoi sogni di gloria. Con la consapevolezza che le basi per un futuro vincente sono state poste.

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