14 novembre 2017

Formula1, GP Brasile: l'analisi tecnica della vittoria di Vettel

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Sebastian Vettel, GP Brasile 2017 (Sutton Images)

Ad Interlagos Vettel è riuscito a cogliere il quinto successo stagionale e portare i 25 punti a Maranello che mancavano dal GP di Ungheria. Analizziamo i momenti chiavi della prestazione di Vettel e della Ferrari, cerchiamo di capire le difficoltà Red Bull e cosa ha reso possibile la grande rimonta di Hamilton (oltre alla sua classe)

Sebastian Vettel, precedendo sul traguardo Bottas, proprio il rivale per la conquista del secondo posto nel mondiale, ha portato il suo vantaggio sul finlandese della Mercedes a 22 punti. Sul gradino più basso del podio troviamo Raikkonen che, grazie ad una gara molto solida, è riuscito a precedere sul traguardo, Hamilton, Verstappen e Ricciardo. Molto positiva la gara di Felipe Massa che, nell’ultima gara sul circuito di casa, è riuscito a regalare alla Williams un settimo posto precedendo Alonso, ottavo, Perez e Hulkenberg.

Il clima ha inciso, e molto

La gara si è corsa in condizioni atmosferiche molto diverse rispetto a quelle che i team hanno dovuto affrontare durante le qualifiche. La pista, visto il sole battente, era piuttosto calda con una temperatura molto simile a quella delle prove libere di venerdì. Il caldo ha creato qualche problema alle gomme di quasi tutte le monoposto visto che il fenomeno del blister si è presentato sia sulle anteriori che sulle posteriori con entrambi i compound di gomme.

I momenti chiave della vittoria di Vettel

La vittoria ottenuta da Sebastian Vettel ha visto due momenti chiave: la partenza e la prima sosta. In partenza, il pilota tedesco ha avuto uno spunto nettamente migliore rispetto a Bottas che, alla prima curva, ha dovuto “mollare” accontentandosi della seconda piazza.
Fino al momento della sosta Vettel non è riuscito ad allungare nei confronti di Bottas che, pur non mettendo pressione sul pilota tedesco, è rimasto molto vicino alla Rossa. Come potete osservare dai grafici in basso, il passo di Vettel e Bottas è stato molto simile. Al giro 6, al momento dell’uscita della safety car, Vettel ha un vantaggio di poco superiore al secondo e, il giro prima del pit stop del pilota Mercedes, questo gap è salito a 1,7s. 

Il ritmo medio dei primi sei (1° stint)

Vettel e il box Ferrari perfetti

Il distacco di Vettel da Bottas poteva essere sufficiente per cercare un tentativo di undercut che, visto l’andamento della corsa, era l’unica chance che la Mercedes aveva per riuscire a scavalcare la Rossa. Qui Vettel e il team si sono superati, con il pilota tedesco che è stato richiamato ai box il giro successivo a quello di Bottas. Ottimo il giro del tedesco e straordinario il pit stop dei meccanici di Maranello visto che sono riusciti a guadagnare 6 decimi rispetto ai rivali anglo tedeschi (2,1 s contro 2,7). Uscito davanti dopo il cambio gomme, Vettel ha amministrato la corsa fino alla bandiera a scacchi con Bottas sempre piuttosto vicino ma mai in grado di impensierirlo.

Red Bull poco competitiva

La vera delusione di questo fine settimana è stata la Red Bull RB13 che era attesa ad un’importante riconferma dopo le ottime prestazioni del Messico. Fin dalle prove libere si era assistito ad una vettura in difficoltà: lenta sul dritto e lenta nel settore 2 dove serve tanta down-force.
Secondo gli ingegneri di Milton Keynes, la scarsa potenza della Power Unit, faceva perdere alle due RB13 ben mezzo secondo nei tratti rettilinei. Distacco che il telaio non riusciva a compensare nel tratto centrale dove la RB13 si è dimostrata più lenta della Ferrari e della Mercedes. La monoposto soffriva di tanto sottosterzo, soprattutto in qualifica, a causa del non corretto funzionamento degli pneumatici che faticano ad entrare nel giusto range di temperatura.
Il team inglese non è stata particolarmente veloce nemmeno in gara con Verstappen che ha terminato al quinto posto e Ricciardo, partito con le gomme soft, che si è classificato sesto. Verstappen ha avuto grossi problemi di usura degli pneumatici tanto che, nella parte terminale della corsa, avendo 30 s di vantaggio sul compagno di squadra è stato richiamato ai box per la seconda sosta.

La rimonta di Hamilton

Una delle cose più interessanti di questo GP è stata la rimonta di Hamilton. Il neo campione del mondo, durante le qualifiche, ha sbattuto durante il primo giro lanciato. Dovendo prendere il via dall’ultima posizione, gli ingegneri anglo-tedeschi hanno pensato di partire dalla pitlane sostituendo alcune componenti della Power Unit (motore endotermico, turbocompressore, MGU-H) e mettendo mano nell’assetto della vettura. La Power Unit, rispetto a quella utilizzata dalla Mercedes in questa stagione, ha dovuto sottostare al nuovo milite di consumo dell’olio che la Federazione ha stabilito in 0,9l/100 km. L’unità Mercedes è stata spinta al massimo da Hamilton sfruttando per diversi tratti anche il famoso “bottone magico” che, solitamente, viene utilizzato in qualifica e solo alcuni giri anche in gara.

Prima della gara gli uomini del box pensavano che Hamilton avrebbe potuto terminare la gara in quinta positone. Il campione del mondo è riuscito a fare molto meglio, chiudendo quarto mettendo pressione, negli ultimi giri, a Raikkonen che ha terminato la corsa sul podio.
Hamilton, partito con gomme soft, ha potuto spingere molto anche nel primo stint visto che, montando il compound più duro con tanta benzina a bordo, ha avuto minori problemi rispetto ai piloti di testa che dovevano guidare cercando di salvaguardare gli pneumatici. Se analizziamo il passo del primo stint, Hamilton, pur impegnato in rimonta ha girato con un passo superiore al duo di testa di appena 1 decimo.
Nel secondo stint, con gomme “rosse” è andato fortissimo girando, mediamente, con un ritmo migliore rispetto a Vettel e Bottas di 6 decimi. Alla fine della gara è giunto al traguardo con un gap di soli 5,5 s contro i 8,3s che accusava al giro 6.
Se analizziamo la gara di Hamilton e la confrontiamo con quella di Vettel possiamo notare che, il campione del mondo, sui 66 giri analizzati (SC ad inizio gara) è risultato più veloce di Vettel in 34 passaggi.

L’errore di Hamilton, commesso in qualifica, ci ha negato una splendida lotta con Vettel che speriamo di vedere nell’ultima gara del mondiale di F1 che si disputerà sul tracciato di Abu Dhabi.

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