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18 aprile 2018

Sky Spy, Ricciardo guarda al futuro: "Voglio un contratto biennale"

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Daniel Ricciardo (foto: Sutton Images)

Dopo Hamilton anche Ricciardo si pronuncia sul suo rinnovo contrattuale. L'australiano, come il 4 volte campione del mondo, preferisce non impegnarsi oltre il 2020 quando i nuovi regolamenti potrebbero cambiare il volto della Formula1. Anche i top-driver vogliono quindi "vederci chiaro". Oltre a Ricciardo a fine 2018 sono in scadenza Bottas in Mercedes (oltre allo stesso Hamilton) e Raikkonen in Ferrari

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Il primo a lanciare un segnale è stato Lewis Hamilton. Il Campione del Mondo, che si appresta a rinnovare il contratto con la Mercedes in scadenza al termine del 2018, commentando le voci sulla durata dell’estensione si è detto poco intenzionato ad andare oltre i due anni: “Voglio prima capire che strada imboccherà la Formula 1 dopo il 2020”. Due settimane dopo anche Daniel Ricciardo, che come il pilota Mercedes vedrà terminare il suo attuale contratto al termine della stagione in corso, ha confermato lo stesso approccio. “Non voglio vincolarmi troppo a lungo – ha confermato il pilota Red Bull – al di là di dove sarò la mia intenzione è quella di firmare un contratto biennale, poi vedremo cosa accadrà. Le cose stanno cambiando in modo molto veloce, e prima di prendere un impegno è giusto capire dove andrà questo sport".

È il gioco delle parti. Le squadre, e soprattutto i top-team, non vogliono prendere impegni oltre il 2020, data in cui scadrà l’attuale “Patto della Concordia” che regolamenta tutti gli aspetti economici della Formula 1. Visto che sul tavolo delle trattative la forza maggiore di un top-team è la minaccia di un ritiro, ufficializzare un legame con un pilota oltre il 2020 o vorrebbe dire che la decisione di andare avanti oltre il 2020 è già stata presa.

Ma anche i top-driver vogliono “vederci chiaro”, che vuol dire diverse cose. La prima è quella di cercare di capire chi tra i team attuali potrà trarre i maggiori benefici dai nuovi regolamenti tecnici che entreranno in vigore nel 2021. Le gerarchie potrebbero cambiare, quindi meglio non avere fretta e prendersi il tempo necessario per fare la scelta giusta. Poi ci sono gli aspetti economici. Se si arriverà ad un calendario composto da 25 Gran Premi, le squadre percepiranno una cifra più alta dai diritti commerciali, ed i piloti di vertice vorranno la loro fetta.

Il contratto biennale che cerca Ricciardo è comunque assolutamente compatibile con l’attuale mercato. L'australiano ha un 'timing' perfetto, perché a fine 2018 sono in scadenza Valtteri Bottas in Mercedes (ed anche lo stesso Hamilton) e Kimi Raikkonen in Ferrari. Daniel può giocare su tre tavoli, compresa ovviamente la possibilità del rinnovo in Red Bull, e la vittoria di Shanghai non può che giocare a suo favore.

In Cina l’australiano ha confermato di essere un pilota al top della forma, in grado di garantire un valore aggiunto importante al lavoro di una squadra. Al termine della gara di Shanghai Nico Rosberg ha elogiato pubblicamente Ricciardo, lanciando anche un suggerimento che non è certo passato inosservato: “Se fossi Daniel andrei alla Ferrari! Perché? Sa che può battere Vettel, e oggi la Ferrari è migliore monoposto in pista. Che altro chiedere?”.

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