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08 novembre 2018

Formula 1 GP Brasile. Sky Spy e il "do ut des in F1"

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A pensar male del prossimo si fa peccato ma a volte si indovina anche in Formula 1. Il Toto Wolff in versione "tappabuchi" ha risolto un problema alla Mercedes o alla FIA? Il GP del Brasile è in diretta su Sky Sport F1 (canale 207), qualifiche in onda sabato dalle 18 e gara domenica dalle 18:10 (pre alle 16:30). Appuntamento in live streaming su Skysport.it!

LA CRONACA DEL GP DEL BRASILE

Do ut des è una frase latina dal significato letterale «io do affinché tu dia». In Formula 1 è un dogma da sempre, visto che la storia del Circus è zeppa di favori corrisposti che hanno risolto situazioni ingrovigliate con soddisfazioni da entrambe le parti in causa. In questa casistica potrebbe rientrare anche l’ormai celebre controversia dei “buchi” Mercedes, una querelle uscita dai radar dopo la decisione del team campione del Mondo di tappare i fori della discordia alla vigilia del Gran Premio del Messico.

Non affronteremo qui la questione tecnica, sulla quale si è detto molto (forse anche troppo) senza precisi riferimenti tecnici. Nel paddock il discorso è uscito dai riflettori, ma negli anfratti se ne parla ancora, e sono discorsi che sono passati da una chiave di lettura squisitamente tecnica, ad una politica. C’è un dato apparso in modo chiaro in questa vicenda, ed è l’incapacità della FIA di far luce su un’interpretazione del regolamento tecnico, una mancanza che si è manifestata in modo evidente nel fine settimana di città del Messico, con un collegio dei Commissari Sportivi locali chiamato a legiferare su una questione che la stessa Federazione Internazionale non è riuscita ad chiarire.

Una situazione un po' imbarazzante per la FIA, ma che di fatto è stata risolta dalla Mercedes grazie alla decisione di mollare il colpo coprendo i buchi incriminati e mettendo (almeno così sembra) la parola fine ad una parte della vicenda che avrebbe potuto avere strascichi importanti sulla stagione in corso. Toto Wolff (direttamente o indirettamente) ha fatto un bel favore alla Federazione, evitando che la questione culminasse in un possibile reclamo sporto dalla Ferrari o da un team nell’area del Cavallino. Uno scenario tutt’altro che impossibile, e decisamente scomodo per la FIA.

Ora, nel paddock ci sono campioni olimpici in materia di dietrologia, ma non è sempre da escludere che a pensar male si finisca fuori strada. Mentre il Mondiale 2018 è ormai agli sgoccioli, sul tavolo che vede seduti FIA, Liberty ed i rappresentanti dei team, è in corso una partita molto importante, ovvero la stesura dei regolamenti tecnici, sportivi ed economici che definiranno la Formula 1 post-2020. Sono match cruciali, come dimostrò la Mercedes nel 2012 quando riuscì a dire la sua in materia di power unit ibride, idee poi sfociate nel regolamento sul quale le Frecce d’Argento hanno dato il via al ciclo più glorioso della storia della Formula 1.

In questo delicato momento, essere collaborativi con la FIA può essere d’aiuto, il Do ut des, che ovviamente non troverà mai riscontro in alcuna dichiarazione ufficiale, ma che non è proprio un’ipotesi fantascientifica. La Federazione Internazionale dovrà comunque comunicare la sua posizione in merito alla faccenda “fori”, perché tutti i team vogliono sapere se nel 2019 sarà possibile o meno utilizzare una soluzione come quella portata in pista dalla Mercedes a partire dalla gara di Spa fino a quella di Suzuka, ma grazie alla marcia indietro di Wolff, a Parigi hanno tirato il fiato in attesa di pronunciarsi in merito con più calma. Il tutto, probabilmente, a Mondiali 2018 già assegnati e senza reclami pendenti. Un bel favore concesso da Toto & C, questo è indubbio, mentre resta l’interrogativo sull’epilogo della storia: un grazie con pacca sulla spalla, o il manager austriaco passerà alla cassa?

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