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07 febbraio 2019

Formula 1, Sky Spy: Mercedes, la variabile dei test privati

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Anche Mercedes, come la Williams in passato, ha organizzato delle sessioni di test privati con Nikita Mazepin sulla W08. Le polemiche non sono di certo mancate, considerato che non ci saranno rappresentanti della FIA a supervisionare il test

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La Formula 1 da quasi un decennio ha spinto forte nella direzione del mondo ‘virtuale’. Nelle sedi delle squadre i dipartimenti delegati ai sistemi di simulazione hanno goduto di investimenti che nel tempo hanno superato diverse centinaia di milioni di euro, e l’evoluzione di un settore rimasto a lungo di nicchia, è stata impressionante. Ma per quanto sia sempre più efficace, il mondo virtuale non ha ancora raggiunto l’attendibilità di un test in pista, e la limitazione delle prove (dodici giorni nell’arco di un’intera stagione) ha reso ogni chilometro reale estremamente prezioso.

La premessa è importante per definire il contesto della storia che vi raccontiamo. Recentemente si è appreso che la Mercedes ha strutturato un programma di prove private per il pilota russo Nikita Mazepin, allestendo una squadra test che sarà in pista per dodici giorni per un tour su piste presenti nel calendario Mondiale di Formula 1. Il diciannovenne Mazepin, secondo lo scorso anno nella GP3 Series e prossimo al debutto in Formula 2, avrà a disposizione la Mercedes W08, ovvero la monoposto 2017, come concesso dal regolamento FIA. Ma appena è stata diffusa la notizia del programma, si sono registrati mugugni e borbottii da parte di altre squadre, che (a microfoni spenti) hanno posto diversi interrogativi.

La Mercedes non è il primo team ad allestire un programma del genere, in passato lo ha fatto anche la Williams per Lance Stroll, ma quando a farlo è una squadra che naviga nelle retrovie non fa notizia e, soprattutto, non alimenta sospetti. Se ad andare in pista è invece la Mercedes, la storia cambia, e arrivano osservazioni di questo tipo: “Come facciamo a sapere che non portino in pista novità tecniche? La monoposto 2017 ha le gomme delle dimensioni attuali, non c’è più quella variabile che creava una barriera tra le generazioni di vetture. E visto che durante queste prove non c’è in pista nessun rappresentante della FIA a monitorare il lavoro, sospettare è legittimo”.

Il regolamento della Federazione Internazionale impone in questi test l’utilizzo di gomme Pirelli ‘demo’, più vicine a quelle utilizzate in Formula 2 che in Formula 1, così come una monoposto vecchia di almeno due anni. Sono limiti importanti, ma di fatto restano scoperti molti settori che potrebbero essere comunque significativi per valutare una evoluzione destinata alla monoposto attuale. La power unit, ad esempio, così come molte altre aree meccaniche. In quanto alla variabile pilota è ovvio che avere al volante un giovane inesperto non garantisce la stessa affidabilità del titolare, ma la raccolta dei dati e le comparazioni sono comunque possibili.

Non è da escludere che questo argomento, al momento sotto traccia, diventi oggetto di discussioni anche nei meeting ufficiali tra squadre e rappresentanti della Federazione Internazionale, diventando un’altra zona ‘grigia’ del regolamento a cui la FIA dovrà rispondere in tempi brevi.

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