Formula 1, Sky Spy: i mal di pancia di Verstappen

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Ha vinto, e alla grande, in terra d’Austria, ma Verstappen vuole una monoposto da Mondiale al più presto. E se andrà sul mercato… 

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La lunga attesa che ha preceduto il verdetto dei commissari sportivi del Gran Premio d’Austria, chiamati ad ufficializzare il vincitore della gara, ha costretto molti addetti ai lavori della Formula 1 a ritardare la partenza da Spielberg fino a sera. Una sosta trascorsa tra chiacchiere e bevande di ogni tipo ingurgitate per mitigare la temperatura torrida che ha caratterizzato il fine settimana sul Red Bull Ring. Sky Spy ne ha approfittato per raccogliere indiscrezioni vis-à-vis con chi il mercato piloti lo vive quotidianamente, e ne è emersa una chiacchierata ricca di curiosità e sorprese.

Se ci basassimo sulle scadenze previste dai contratti siglati a suo tempo dai vari top-driver, di fatto in vista del 2020 non è previsto alcun trasferimento. Sia Lewis Hamilton che Sebastian Vettel hanno con i rispettivi team una scadenza fissata al termine del prossimo Mondiale, idem per Max Verstappen, mentre Charles Leclerc è legato alla Ferrari fino al termine del 2022. La conferma di Valtteri Bottas sembra molto probabile e il solo punto interrogativo in merito ai sedili dei top-team è il nome di chi affiancherà Verstappen in Red Bull. Questo è quanto dicono i contratti, ma sarà poi davvero così?

"Ci sono due aspetti da considerare – attacca il nostro interlocutore –. Il primo è che il mercato 2021 è in realtà già partito da tempo, il secondo è che se si muove anche solo uno dei ‘big’, può innescarsi un effetto domino". Scusi ma quale big può decidere di spostarsi? E poi…non ci sono dei contratti firmati? "I contratti sono firmati, ma esistono sempre delle clausole d’uscita, e poi quando un pilota vuole lasciare una squadra non è detto che il contratto basti a trattenerlo in squadra. Quanto conviene a un team tenersi un pilota che ha manifestato la voglia di cambiare aria? Ah, vuole sapere il nome del pilota…diciamo Verstappen".

"Se Max dovesse davvero essere sul mercato, Mercedes e Ferrari non rimarranno indifferenti, mi creda. Ovviamente sarebbe un’operazione complessa, anche per questioni di convivenza con chi nel team c’è già, ma un pilota di quella caratura sul mercato fa gola a tutti, proprio tutti”. Ci sta dicendo che Verstappen potrebbe lasciare al Red Bull? "Ci sono dei segnali, ma chi deve interpretare queste indicazioni deve capire subito se si tratta di una abile campagna messa in giro ad arte dall’entourage del pilota stesso, mirata a strappare un aumento di stipendio, o se c’è davvero del concreto. Sia Mercedes che Ferrari credo che si augurino che resti ancora un anno in Red Bull, perché anticipare un’eventuale trattativa di dodici mesi complicherebbe parecchio le cose, ma ripeto: se si confermasse davvero sul mercato, si muoverebbero tutti, anche a costo di creare qualche problema di convivenza nel prossimo Mondiale".

Ma lei metterebbe Verstappen nello stesso box di Hamilton o Leclerc? "Io distinguerei i due casi. Per Mercedes sarebbe una complicazione che avrebbe senso solo se Lewis avesse manifestato la volontà di lasciare a fine 2020, in quel caso si tratterebbe di gestire solo la prossima stagione, ma Toto Wolff si assicurerebbe il top-driver del futuro. Nel caso della Ferrari in effetti sarebbe più complesso, Max e Charles lavorerebbero insieme fino a quando la Scuderia avrà il problema di coprire il gap che la separa dalla Mercedes, poi raggiunta la performance necessaria per puntare al titolo, il confronto tra i due diventerebbe molto, molto, difficile da gestire. Il vantaggio? Uno solo: togliere Max alla concorrenza, per questo vedo la Mercedes più interessata della Ferrari. A Maranello hanno già un giovane su cui puntare nel lungo periodo, Mercedes deve invece capire le intenzioni di Lewis".

E Red Bull? "Farà di tutto per tenerlo, ma se non ci sarà una base tecnica per puntare al Mondiale 2020 credo che Max inizierà a scalpitare, e anche parecchio. È giovane, ma quest’anno completerà la sua quinta stagione in Formula 1. E veder vincere sempre gli altri, quando sei convinto di essere un numero uno, prima o poi innesca i mal di pancia che iniziano a trasparire".