Valentino Rossi sul futuro in MotoGP: "Devo capire quanto sono competitivo"

#CasaSkySport

Il campione di Tavullia è entrato a #CasaSkySport, consueto spazio di approfondimento su Sky Sport 24 (canale 200). Tanti i temi affrontati: il coronavirus, il futuro suo e del Mondiale 2020, i ricordi del passato, la vita oltre la MotoGP: ecco il meglio della lunga chiacchierata

Valentino Rossi protagonista a Sky: sono i "Rossi days", il weekend su Sky Sport MotoGP ha una programmazione speciale dedicata al 9 volte campione del mondo. Ma non solo: Vale è stato in collegamento a #CasaSkySport, insieme alla coppia Meda-Sanchini e ai tanti appassionati che hanno potuto interagire con Rossi. Tanti i temi affrontati, in primis l'emergenza coronavirus: “Stiamo vivendo una situazione difficilissima, che non ci saremmo mai aspettati. Io sono a casa mia a Tavullia, siamo tutti confinati a casa". Una battuta con Sanchini: “Mi sto facendo crescere la barba, me la tengo lunga finchè finisce la quarantena". Messaggio a un tifoso di Brescia: "Bergamo e Brescia sono in particolare difficoltà: faccio il tifo per loro, ho amici che mi hanno confermato quanto complesso sia questo momento, si parla di un vero bollettino di guerra".

L'esordio in 500

"Ricordo benissimo la prima volta che sono salito su una 500. È la moto più famosa, più iconica, desiderata dai motociclisti, mitica. La prima volta l’ho provata a Jerez nel novembre del 1999, erano arrivati Burgess e Bernard vestiti con due maglioni davvero brutti, a rombi, e jeans attillati a vita alta, con un furgone in cui c’era la Honda 500. Il giorno dopo l’ho provata, è stata una sensazine indimenticabile. Era brutale e velocissima, non riuscivo ad andare dritto nemmeno nel rettilineo. Avevo appena firmato il contratto con la Honda HRC, mi aspettavo un assembramento di mezzi e uomini mostruoso invece sono arrivati loro due e ho detto ‘Mah…’,. Il primo giorno avevo fatto fatica, la moto andava veramente forte, il secondo invece avevo fatto dei bei tempi. Era velocissima ma allo stresso tempo facile da guidare, mi sono trovato bene quasi subito. 1Sono stato fortunato perché ho guidato sia la 500 sia la MotoGP, ma mi ha impressionato molto più la Honda 500 a quel test rispetto alla prima Honda a 4 tempi, che ho provato il giorno dopo la vittoria della '8 ore di Suzuka', nel 2001. Era rossa, bellissima, con l’ala nera, ma mi ha impressionato meno. All’inizio non andava così forte, ero anche abbastanza preoccupato, ho pensato che si potesse andare di più".

Il casco preferito

"Ne ho fatti tanti insieme a Drudi, quello a cui sono più legato è quello che ho usato al Mugello nel 2008, con la mia faccia, secondo è il più bello. Il numero di quanti ne abbiamo fatti non lo so di preciso, ma credo siano più di 100, forse 120. Ne abbiamo realizzati tanti per i test, per il Mugello, per Misano, per le vittorie dei Mondiali…Ho lottato con la Dainese cercando di rendergli il minore materiale possibile alla fine dell’anno. Tutto quello che ho fatto lìho raccolto nella stanza dei segreti, che è come un museo".

Il futuro

"E' stata dura non affrontare il primo GP della stagione, abbiamo capito che non avremmo corso proprio la domenica prima di partire per il Qatar. Ha scombussolato tutto, bisognerà capire quando riusciremo a tornare in pista, sembra che vada per le lunghe per tutti. Fino a luglio si farà fatica a fare sport con molta gente, lo dimostra il fatto che abbiano cancellato anche l’Europeo. Il mio futuro? Speravo di poter decidere se continuare dopo la prima parte della stagione, ora slitta tutto, mi piacerebbe avere un po’ di gare per capire quanto possa ancora essere competitivo".

Doppia gara stile Superbike

"L'obiettivo di quest'anno sarebbe fare più GP possibile. Una doppia gara come succede in Superbike? E' un'idea, ma si potrebbe anche fare un campionato di 12-13 gare, perderne 7 mantenendo il format della MotoGP, non è detto che sia fondamentale svolgere 20 gp".

La vita in quarantena

"In casa sono con la mia fidanzata Francesca e mia madre Stefania, a cui si aggiungono i nostri cani, il gatto, la squadra è questa. Mio fratello Luca invece abita a qualche chilometro da qui con la sua fidanzata. Sono fortunato perché ho una piccola palestra, cerco di allenarmi tutti i giorni per tenermi in forma. Poi guardo i film, le serie tv, giochiamo con il simulatore anche con gli altri piloti…Sanchini ha vinto l'anno scorso il nostro speciale campionato, gli dobbiamo ancora pagare una cena!"

Luca il freddo

"Mio fratello Luca è un pilota molto intelligente e freddo, questo è quello che gli invidio. È sempre molto tranquillo, infatti lo chiamiamo il pilota russo, Marinovic. Gli consiglio di crederci, allenarsi, fare sempre il massimo, perché può arrivare a vincere cose importanti. Anch’io sono abbastanza freddo, ma lui lo è più di me. Prima dei GP anche dopo 20 anni di corse sono un po’ teso, lui invece è gelido".

Il museo

"Stiamo lavorando all'ipotesi di aprire un museo per raccogliere tutto il meglio della mia carriera. Tavullia è un vero luogo di pellegrinaggio, arrivano tanti tifosim sarebbe bello avere un museo. Siamo andati anche a vederne altri come quello della Ferrari per farci un'idea del progetto, perchè vogliamo fare sicuramente qualcosa di livello, stiamo cercando di organizzarci. Serve ancora un po’ di tempo, ma l'idea ci piace molto".

Il campionato virtuale

"Mi hanno detto che stanno cercando di organizzare un Campionato virtuale anche per la MotoGP stile F1, con i piloti che si sfideranno alla Playstation. Ne conosco svariati velocissimi, per esempio Bagnaia e mio fratello Luca. Io non sono molto veloce, ho paura che mi toccherà prendere paga…. Faccio comunque parte della generazione dei videogame, mi ricordo la prima volta che mia mamma mi ha portato a comprare la playstation, la felicità di quando l'ho portata a casa, avrò avuto 12-13 anni".

Rossi DJ

"Se non fossi diventato un pilota di MotoGP mi sarebbe piaciuto essere comunque uno sportivo a livello agonistico, mi piace molto allenarmi, sfidarmi con gli altri. Mi diverte molto anche fare il dj durante le feste, sono sempre io che metto la musica". La fidanzata Francesca conferma: "Ha un ritmo pazzesco, se volesse fare il dj io potrei lavorare come ballerina!".

La sfida dei sogni

"Mi piacerebbe fare una gara contro Kevin Schwant: è stato sempre il mio pilota preferito, da piccolo guardavo le gare degli anni d'oro del motociclismo con gli americani e gli australiani. Sarebbe bello affrontarlo, lui con la sua Suzuki e io con la Yamaha 500".

Il rito prima del via

"Di solito prima della partenza mi accovaccio di fianco alla mia moto, le parlo, cerco di supportarla, di dirle che da lì in avanti saremo solo io e lei, che cercheremo di andare sul podio, che mi deve dare una mano nei punti difficili. Lei non mi ha ancora mai risposto ma io ci credo, se mi parlasse non sarei così sorpreso. Quando smetterò di correre sarà proprio questa sensazione quella che mi mancherà di più, quella prima della partenza. Hai tantissima adrenalina, voglia di fare bene mista alla paura di sbagliare, è una sensazione indimenticabile. Tanti piloti corrono per provare proprio quello che senti da dopo il warm up a quando sei in griglia. Il momento più brutto è quando parte la Moto2, perché cominci ad avere paura, sai che da lì a breve tocca a te. Quando poi scatta il semaforo verde si corre e basta, passi quasi in un'altra dimensione".

I consigli

"Per correre in MotoGP bisogna iniziare prima possibile a salire su una moto, cercare di capire se si è bravi e se si prova quell'adrenalina che servirà durante tutta la carriera. Poi bisogna convincere i propri genitori a farsi portare in qualche pista di minimoto vicino a casa dove cominciare a mettere il ginocchio per terra. Una famiglia con dei bambini? Enzo Ferrari diceva che i piloti quando fanno i figli perdono un secondo a giro, io non posso permettermelo in questo momento".

Il confronto con la F1

"Di base la moto è piu difficile da guidare per una questione fisica, in moto i tuoi movimenti fanno la differenza. In auto sono anche tutti più abituati, tutti prendono la patente a 18 anni…Allo stesso tempo questo è un discorso relatico, perchè la macchina di F1 è un mezzo estremo, tutt’altro che facile, quindi secondo me il livello di complessità è simile".

Il ricordo di Senna

"Senna è stato uno dei piloti più importanti, in tanti si sono ispirati a lui, è stato probabilmente il pilota con più talento della storia, sarebbe stato bello conoscerlo".

Lo stop della Serie A

"Sarebbe un peccato non convalidare il campionato, hanno superata la metà. Per i tifosi vedere playoff e playout potrebbe essere bello, anche se in ogni caso sarà un campionato condizionato dal virus".

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