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Moto3, Quiles impone la sua legge anche ad Assen: sul podio Almansa e Morelli. HIGHLIGHTS

gp olanda
Paolo Lorenzi

Paolo Lorenzi

©Ansa

Maximo Quiles non si ferma più e vince anche ad Assen, conquistando il sesto successo nelle prime dieci gare stagionali e confermandosi sempre più leader del Mondiale Moto3. Dietro lo spagnolo si piazzano Almansa e il suo compagno Morelli. Rios chiude quinto dopo aver rimontato dal 21° posto in griglia: cadono Uriarte, Pratama e Carpe, che scivola a 90 punti da Quiles

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E’ durato solo un paio di giri il dubbio che Maximo Quiles potesse sudarsela davvero la nona vittoria della sua fin qui esaltante stagione in Moto3. Il pilota di Aspar ha sgomitato giusto un po’ all’inizio, poi si è portato davanti a tutti e lì è rimasto. A metà corsa, complice un errore di Almansa, ha provato a staccarsi, illusione durata pochissimo perché Almansa ha ricucito il distacco (pochi decimi per la verità) e si è incollato al leader del campionato come un’ombra. Ma la corsa, almeno per il primo posto, era già finita perché all’ultimo giro Quiles s’è preso qualche metro di vantaggio tenendo Almansa a distanza di sicurezza. Stupisce di più il terzo posto di Morelli che si è “nascosto” per tutta la gara nel gruppetto degli inseguitori, per saltare fuori a tre giri dal traguardo e andarsi a prendere il podio. Da segnalare in positivo, il settimo posto di Jesus Rios, da ventunesimo a sesto in pochi giri, rimonta fantastica. In negativo, ma non troppo, il settimo di Danish, poi trasformato in decimo nel gioco delle penalizzazioni (non potendo far effettuare i long lap per impraticabilità della corsia, la direzione di gara ha imposto tre secondi di penalità da scontare a fine corsa): il malese s’era portato in terza posizione, per gran parte della corsa, prima di farsi riassorbire dal gruppo alla fine.

Carpe cade e Quiles si allontana...

Per il team Leopard, meglio Fernandez di Pini, che gli partiva davanti, dalla nona casella, ma il toscano è poi arrivato diciottesimo alla fine di una corsa condizionata da errori di ogni tipo, inclusi diversi track limits (l’ultimo al giro finale), sanzionati dallo steward panel. Il suo compagno di squadra invece ha firmato una prestazione dignitosa, sempre in lotta con gli inseguitori, per il podio; peccato per qualche sbavatura finale che l’ha spedito in fondo al gruppetto. Grandi rimpianti per Carpe, volato nella ghiaia al primo giro insieme a Cruches, finendo per perdere anche il contatto in classifica con Quiles (adesso avanti di 90 punti), e per Pratama partito forte e poi scivolato fuori, all’ottavo passaggio. Gli altri italiani: Carraro è caduto subito, al terzo giro, Bertelle sempre lontano dalla lotta per il podio ha chiuso in quattordicesima posizione.

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