MotoGP a Misano: le pagelle del GP San Marino
di p. beltramoIntroduzione
Marc Marquez chiude una doppietta a Misano e completa la rimonta, agganciando Martin in testa alla classifica del Mondiale: 10 e lode per lo spagnolo. Subito dietro di lui c'è suo fratello Alex, che porta a casa un 9,5. Ecco i voti della gara a cura di Paolo Beltramo
Quello che devi sapere
MARC MARQUEZ: 10 E LODE
Il marchio dei Marquez e di Ducati stampato a fuoco sull'asfalto di Misano, un marchio importante e in fondo inatteso in queste dimensioni: Marc vince di forza e classe per la settima volta in Romagna e conquista il successo davanti a suo fratello Alex che ha corso per l'occasione con una bellissima moto, tuta e casco che ricordavano i colori di Marco Simoncelli in quel suo correre per il team Gresini nel 2011. Marc recupera tutto il distacco che dopo il Mugello era di 102 punti, diventa leader della classifica mondiale anche se a pari punti con Martin per via delle vittorie più numerose e porta Ducati in testa davanti ad Aprilia nel campionato costruttori. Di più,un en plein agevolato dalla giornata sfortunata di Aprilia che ha visto Bezzecchi cadere al primo giro mentre era in testa e Martin perdere man mano competitività poco prima di metà gara finendo quinto. Marc merita 10 e lode perché ci ha sempre creduto nonostante la sua spalla limitata, con maturità, modestia e freddezza, non si è mai montato, ma ha lavorato duramente per riuscire a vincere il suo 5° GP stagionale, 104° in carriera.
ALEX MARQUEZ: 9,5
Insomma un trionfo pure familiare con Alex così veloce ed efficace, partito nono e finito 2°: 9,5.
ALDEGUER: 8,5
Restando in tema Ducati, buona gara in rimonta anche per Aldeguer con l'altra moto simil-Simoncelli di Gresini che ha chiuso quarto dimostrando di ritornare poco alla volta in forma fisicamente: 8,5.
DI GIANNANTONIO: 6; MORBIDELLI: 5
Meno bene le moto gialle del team VR46 con Di Giannantonio (6) settimo a 20 secondi, sotto le possibilità sue e della squadra e Morbidelli (5) 13° e penultimo.
BAGNAIA: 4
In terra invece Bagnaia (4) che sinceramente non può che sognare la fine di questa stagione su una moto che non riesce a sintonizzare sulle sue caratteristiche ed esigenze. Che dire, un risultato da bocciatura anche se probabilmente non è né colpa di Ducati, né di Bagnaia che è sicuramente un gran pilota, ma il risultato è troppo spesso una caduta nelle retrovie.
BEZZECCHI: 4
Dopo l'Ungheria, dove ci fu il disastro della caduta di 3 moto su 4 alla prima curva, forse questa è la domenica peggiore per la casa veneta con due sole moto al traguardo in 5° e 6° posizione. Bezzecchi (4) è ancora troppo propenso a commettere errori di questo tipo, deve forse imparare a gestire meglio tensioni ed entusiasmo, forse. Oggi avrebbe probabilmente vinto o comunque reso la vita di MM93 molto più dura di quanto non abbia fatto un Martin che sembrava capace di vincere e invece ha dovuto cedere da poco prima di metà gara poco alla volta fino ad essere raggiunto e passato non soltanto da Marc, ma anche da Alex, da Acosta e da Aldeguer. Bezzecchi non deve smontarsi, ha doti e classe per poter vincere il titolo. Oggi 4, ma prestissimo si torna in sella, nuova opportunità. Oggi ha 33 punti di svantaggio sui due a pari in testa, deve diventare uno stimolo ulteriore.
MARTIN: 7; RAUL FERNANDEZ: 6,5
Martin (7) ha sicuramente dato il massimo in una giornata difficile per lui per via della sindrome compartimentale che lo ha limitato. La miglior Aprilia è comunque la sua finita davanti a Fernandez (6,5).
ACOSTA: 9
Bellissima gara anche oggi quella di Pedro Acosta (9), sul podio con la KTM nella scia dei Marquez, davanti alle Aprilia, come sempre veloce, aggressivo, spettacolare, efficace.
BASTIANINI: 7; BINDER: 6
Benino anche Bastianini (7) ottavo, meglio nettamente di Binder (6) e pure del collaudatore Espargaro. Come sempre la KTM è soprattutto se non soltanto Acosta.
MARINI: 7
La prima moto giapponese è la Honda di Luca Marini (7), peraltro l'unica arrivata al traguardo. L'italiano fa quello che si può e finisce le gare, molto di più non si può chiedere.
QUARTARARO: 7
Un po' meglio del solito Yamaha con Quartararo (7) decimo, e Razgatlioglu (6) dodicesimo.
MOTO2
Gran botto alla prima curva del primo giro con eliminazione di 3 sicuri protagonisti come Agius, Holgado e Piqueras, ma niente bandiera rossa, nessun grosso danno fisico per i piloti e quindi gara che va avanti senza problemi. Nelle fasi iniziali cade pure Luca Lunetta, lasciando così in pista i soli Vietti e Arbolino tra gli italiani che però mettono in scena una bella gara di rimonta. La gara continua con il leader del mondiale Gonzalez davanti e Veijer e Ortola. Dopo qualche giro però Gonzalez allunga un po', anche se dietro Baltus e Salac aumentano il ritmo e costruiscono un quartetto alle spalle del leader. Baltus però prende un long lap di penalità, quindi esce dalla lotta per il successo lasciando soltanto Veijer a ridosso di Gonzalez riuscendo comunque a rientrare terzo davanti a Ortola e al gruppo in lotta per il podio. A 5 giri dal termine però Veijer non resiste più al ritmo del fuggitivo che rifila un paio di secondi abbondanti al suo più vicino inseguitore e deve soltanto mantenere il suo ritmo e fare attenzione a non prendere penalità. Ce la fa senza problemi e stravince la sua 10° gara, 5° quest'anno, in Moto2 e consolida la sua leadership mondiale portando il suo vantaggio a ben 47,5 punti su Guevara e 75 su Ortola. Insomma una gara da 10, solida, determinata, senza sbavature. Buona la seconda posizione di Veijer (9) che batte Baltus (8) che in volata supera Ortola (8). Buon quinto posto per Tony Arbolino (7) finalmente riconoscibile in quel pilota che ci aveva spesso fatto divertire. Non male pure il settimo posto di Vietti (7), ma insomma, tanto per cambiare, è comunque anche questa una vittoria spagnola.
MOTO3
David Almansa parte in testa e ci resta con determinazione e un ritmo velocissimo davanti ad altri due piloti creando così un trio di fuggitivi. Almansa è il secondo nel mondiale dietro a Quiles che lo ha seguito col suo solito modo di correre, cioè controllando non da lontano, ma senza attacchi inutili e troppo precoci e alla fine staccando il terzo incomodo Uriarte a suon di record della pista. La gara si è così trasformata in un duello tra i primi due che negli ultimi 6 giri si sono sorpassati qualche volta e hanno dato vita ad una lotta fantastica all'ultimo giro col fenomeno Quiles (10 e lode) che beffa Almansa (9) in volata per 21 millesimi di secondo un distacco quasi impercettibile che in classifica però vale ora per lo spagnolo del Team di Aspar Martinez ben 107 punti di vantaggi e si porta a casa l'undicesima vittoria, ottava quest'anno. Uriarte (8) chiude terzo, staccato, a completare l'ennesimo podio tutto iberico, mentre la lotta per il quarto posto vede prevalere Matteo Bertelle (7) che sul secondo circuito italiano sfodera un prestazione molto buona. Molto meglio di Guido Pini (4) che ha chiuso 19°, lontano quasi 28 secondi dal vincitore, un distacco enorme in 20 giri di gara. Sembra però che ci siano giovani italiani che stanno per arrivare al mondiale con ottime referenze, speriamo perchè altrimenti gli spagnoli non si battono più.