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NBA, Westbrook: “Non gioco per andare all’ASG”

NBA
Russell_Westbrook

Dopo le polemiche scaturite dalla sua esclusione dal quintetto titolare dell'All-Star Game, Russell Westbrook risponde piccato: "Il mio obiettivo non è una convocazione alla partita delle stelle, ma diventare un giocatore migliore e vincere dei titoli"

Russell Westbrook dimostra (almeno a parole) di non dare troppo peso al risultato della selezione dei quintetti che scenderanno in campo All-Star Game di New Orleans del prossimo 19 febbraio, dopo essere giunto a pari merito con Steph Curry e James Harden, ma scavalcato dai due a causa del peso dato al voto popolare in caso di arrivo ex-aequo. I fan infatti gli hanno preferito sia il numero 30 degli Warriors che la point guard degli Houston Rockets, nonostante la tripla doppia di media a cui sta viaggiando in stagione e alle decine di record che il playmaker numero 0 sta abbattendo partita dopo partita. “È nella natura delle cose e del gioco che questo possa accadere – commenta il diretto interessato, provando a stemperare le polemiche che sono scaturite dopo che il risultato è stato reso noto -. Il mio compito è solo quello di giocare e non lo faccio per conquistare un posto in quintetto all’All-Star Game. Scendo sul parquet per provare a vincere dei titoli, e ogni notte il mio obiettivo è soltanto quello di dare tutto”.

"Se non convocano l'MVP..." - “Continuerò lungo la mia strada e a giocare a modo mio. Tutto il resto verrà di conseguenza” chiosa l'MVP delle ultime due edizioni dell'All-Star Game. Nel voto dei giocatori e in quello espresso dai media però, Westbrook è risultato di gran lunga il più votato: “Questo non cambia nulla per me. È un grande onore, ma ripeto, io non punto a questo. Il mio obiettivo è quello di diventare un giocatore migliore e vincere degli anelli”. A perorare la sua causa anche coach Billy Donovan: “Non voglio togliere nulla agli altri, con i quali non lavoro con continuità, ma secondo me non c’è ragione per tenere Russell fuori dagli starter. A molti verrebbe da chiedere ‘al posto di chi lo avresti selezionato?’, ma non è questo il mio interesse. Resta il fatto che lui è il maggior indiziato per la vittoria del titolo di MVP della stagione e il fatto che tutti lo ammettano è sintomatico di quanto stia facendo bene”.

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