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04 marzo 2017

NBA, Lakers: è guerra tra i fratelli Buss

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Jeanie e Jim Buss

Jeanie e Jim Buss, le due figure più importanti nella proprietà dei Los Angeles Lakers (Foto Getty)

Il Los Angeles Times ha rivelato il tentativo di scalata fallito da parte di Jim Buss ai danni della sorella Jeanie, che ha risposto chiedendo un ordine restrittivo nei confronti del fratello. Ed è solo l’inizio

I Los Angeles Lakers non sono la squadra di Hollywood per niente — anche se i recenti giochi di potere all’interno della famiglia Buss sembrano usciti direttamente da una puntata di una serie tv come Game of Thrones. È notizia di ieri, infatti, che Jeanie Buss — sorella maggiore e colei che detiene il potere all’interno della franchigia — è riuscita a resistere a un tentativo di scalata all’interno della proprietà da parte del fratello Jim, che lei stessa aveva licenziato qualche settimana fa affidando i poteri decisionali sulla parte cestistica a Magic Johnson. Una svolta inaspettata nella trama della Grande Storia dei Los Angeles Lakers, che è passata dal campo al salotto di sala fino ad arrivare addirittura in tribunale: Jeanie infatti ha richiesto un ordine restrittivo temporaneo nei confronti dei due fratelli (Jim e Johnny) alla Corte Superiore della Contea di Los Angeles. Documenti che poi sono stati ritirati, ma che fanno capire quanto sia ormai compromessa la situazione all’interno della famiglia Buss.

Scalata fallita — Riavvolgiamo un attimo il nastro di ciò che è successo per comprendere come si è potuti arrivare a questo punto. Lo scorso 21 febbraio Jeanie ha deciso definitivamente di cambiare assetto alla dirigenza dei Lakers, di fatto licenziando il fratello Jim, il GM Mitch Kupchak e persino il capo delle PR John Black, dando pieni poteri come presidente a Magic Johnson, incaricato di portare a termine il mercato insieme ai “rimanenti membri della dirigenza” come Jesse e Ryan Buss. Da notare che dalla lista manchi Johnny, il secondo maggiore dei sei figli che si dividono equamente il 66% della proprietà dei Lakers: il motivo si è scoperto solo ieri, quando è stato rivelato il tentativo di scalata proprio di Johnny e di Jim ai danni della sorella. Pochi giorni dopo il licenziamento di Jim, i due hanno contattato gli "azionisti" dei Lakers programmando l’elezione di un nuovo consiglio direttivo per il 7 marzo, proponendo quattro “direttori” tra i figli di Jerry Buss — tra i quali però non c’era Jeanie, che senza quella carica non potrebbe essere la plenipotenziaria in casa Lakers. Un tentativo per farle perdere lo “scettro del potere” (che papà Jerry le aveva affidato al momento della sua morte nel 2013), alla quale lei ha reagito in maniera veemente compilando un ordine restrittivo — come si legge nel documento ottenuto dal Los Angeles Times — “necessario per prevenire danni irreparabili nei confronti dei Lakers, perché un nuovo Proprietario avrebbe il potere di fare cambiamenti in grado di causare danni irreversibili alla franchigia e al brand, specialmente in questo particolare momento storico in cui la Richiedente [Jeanie, ndr] ha preso decisioni significative per cercare di invertire i danni creati da Jim”. Così, nero su bianco, in un documento ufficiale. Neanche Cersei e Tyrion Lannister — giusto per rimanere in tema Game of Thrones — si sarebbero spinti a tanto.

La parola agli avvocati e alla NBA — “Questo è senza dubbio l’inizio e non la fine della questione legale” ha dichiarato al Times il bellicoso avvocato di Jeanie, Adam Streisand, nonostante il ritiro poi dell’ingiunzione. Il legale dei due fratelli Robert Sacks, invece, si è limitato a dichiarare che “sia Jim e Johnny speravano che qualsiasi questione venisse gestita all’interno della famiglia”, sottolineando anche però che i due hanno firmato la fiducia nei confronti di Jeanie e che lei si è “inspiegabilmente affrettata ad andare in tribunale”. Da parte sua, la NBA si è limitata a dichiarare che “Jeanie Buss è la sola e unica Governatrice dei Los Angeles Lakers e, per le regole della lega, ha il controllo sulla squadra. Non solo è stata una grande guida per l’organizzazione dei Lakers, dirigendo la franchigia prima e dopo la scomparsa del padre, ma anche una voce incredibilmente influente all’interno dei nostri proprietari”. Una presa di posizione che ribadisce una cosa chiara ormai a tutti: nessuno vuole un proprietario diverso rispetto a Jeanie Buss alla guida dei Lakers. E nonostante i due fratelli abbiano sventolato bandiera bianca praticamente subito non appena si è andati per le vie legali — non avendo le basi per delegittimarla, visto che le volontà di papà Jerry su chi dovesse avere il potere sono chiare —, non è detto che la questione sia chiusa qui, come detto dall’avvocato Streisand. D’altronde i Lakers riescono a rimanere al centro della scena anche quando hanno il secondo peggior record della lega e non vanno ai playoff da quattro anni: è Hollywood, bellezza. Anche nelle aule di tribunale.

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