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05 marzo 2017

NBA, Warriors ok a New York, Indiana allo scadere

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Dopo due ko tornano a vincere gli Warriors e ritrovano la mira gli "Splash Brothers", autori di 60 punti in due (31 Curry, 29 Thompson). Ad Atlanta i Pacers passano solo all'ultimo secondo con la tripla vincente di Glenn Robinson III

New York Knicks-Golden State Warriors 105-112 — Sul parquet del Madison Square Garden, reduci dalla rarità di due sconfitte consecutive, i Golden State Warriors non sembrano scendere in campo con la dovuta concentrazione per il matinée contro i Knicks. E dire che — forse anche per ridurre le distrazioni delle squadre, già impegnate a orari non usuali — al Garden si inventano un primo tempo senza video e musica, né in campo né sul jumbotron, “per gustarsi i suoni dal campo”. Invece, banali palle perse e mani sostanzialmente fredde contraddistinguono il primo tempo dei californiani (36.2% dal campo, con 17/47 al tiro), che vedono Klay Thompson segnare 12 punti nel primo quarto ma i Knicks restare in partita grazie ai 13 di Kristaps Porzingis e agli 11 di Derrick Rose e guadagnarsi lo spogliatoio addirittura in vantaggio (50-49).

Decidono gli “Splash Brothers” — L’equilibrio rimane sostanzialmente invariato per tutto il terzo quarto, fino agli ultimi possessi che vedono Steph Curry salire in cattedra con due triple consecutive che mandano gli Warriors all’ultimo break sul +8, 84-76. New York però non molla, spinta da un Porzingis in doppia doppia (24 e 15 rimbalzi) ma soprattutto da un Derrick Rose vintage, costante spina nel fianco della difesa dei californiani che lo subiscono per 28 punti. Uno in più però ne segna Klay Thompson (che raddrizza nel secondo tempo percentuali inizialmente non entusiasmanti) e 31 li aggiunge Steph Curry, di cui 19 nella seconda metà di gara. Sono 293 le partite senza tre sconfitte in fila per Golden State e questa striscia rimane intatta, anche se ad attendere la banda di Steve Kerr ora ci sono altre 4 gare in sei sere, tutte da affrontare senza Kevin Durant.

Atlanta Hawks-Indiana Pacers 96-97 — Alla fine del primo quarto gli Hawks mostrano sul maxischermo un bel filmato che omaggia i sette anni spesi con la maglia di Atlanta da Jeff Teague, oggi playmaker avversario, alle prese con un’interessante sfida nella sfida contro quello che per anni è stata la sua riserva, Dennis Schröder. Un bel gesto da parte dei padroni di casa, che in realtà non sembrano rimpiangerlo troppo, anche guardando al tabellone, che li vede comodamente in vantaggio 30-19 dopo i primi dodici minuti. Solo che Paul George — già caldo nel primo quarto, chiuso con 13 punti — prende letteralmente in mano la partita segnando 24 dei 50 punti con cui i Pacers vanno all’intervallo in perfetta parità (con 6/7 da tre punti) che diventano 34 già alla fine del terzo quarto, chiuso dagli ospiti sopra di 7 dopo essersi ritrovanti anche sul +11 (70-59). 

Figli d’arte alla ribalta — A evitare che la partita si spacchi in due ci pensa il contributo solido e costante di due giocatori come Paul Millsap (23 e 10 rimbalzi alla fine per lui) e Dennis Schröder (18 con 7 assist) ma a riportare di peso Atlanta in gara è la scintilla offensiva di Tim Hardaway Jr., che coach Darvin Ham (con Budenholzer squalificato per un turno dalla lega) chiama in campo dalla panchina venendo ricompensato con 24 punti (di cui 10 nel quarto quarto) compreso il canestro da tre con cui gli Hawks coronano la rimonta e impattano la gara a 4:30 dalla fine (84-84). Un’altra tripla, questa volta di Sefolosha, porta i padroni di casa davanti, un vantaggio che Atlanta mantiene fino agli ultimi secondi quando all’errore da tre del possibile +5 di Hardaway Jr. fa seguito la tripla del vantaggio a 0.6 secondi dalla fine dell'ex compagno a Michigan University Glenn Robinson III (11 totali per lui). I padroni di casa hanno un ultimo possesso per provare a vincere ma il tiro di Millsap è quasi impossibile e finisce fuori bersaglio, consegnando così la vittoria ai Pacers nonostante il quarto quarto da zero punti per George.

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