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NBA, LeBron trascina Cleveland anche senza Irving

NBA

I Cavs ritrovano a sorpresa Kevin Love ma vedono uscire per infortunio sia Kyrie Irving che Iman Shumpert. È quindi LeBron James a decidere la vittoria sugli Utah Jazz con 17 dei suoi 33 punti nel solo ultimo quarto

In un certo senso, la sfida con gli Utah Jazz è un microcosmo dell’intera stagione dei Cleveland Cavaliers: nel momento in cui sembrava che tutti i pianeti si stessero riallineando e il roster potesse tornare finalmente completo con il sorprendentemente rientro di Kevin Love, i campioni in carica hanno dovuto rinunciare a Iman Shumpert e Kyrie Irving nell’ultimo quarto. È stato lì che, come sempre è successo in questa stagione, LeBron James ha preso in mano la partita e l’ha vinta sostanzialmente da solo, battendo in solitaria i Jazz 17-16 nel solo quarto quarto e chiudendo con 33 punti, 10 rimbalzi e 6 assist (più 6 palle perse), con due recuperi e una stoppata a chiudere una prestazione da +14 di plus-minus nei 38 minuti passati in campo. Una prestazione da Re anche senza la sua corte, visto che per un motivo o per un altro ha chiuso la partita con quattro riserve (Frye, Jefferson, Deron Williams e J.R. Smith) invece che con i titolari, riuscendo comunque a portare i suoi al successo col punteggio di 91-83.

Kevin is back, Kyrie & Iman out — Il rientro di Love era atteso tra qualche settimana o al massimo nel corso della trasferta a Ovest che i Cavs dovranno affrontare nei prossimi otto giorni, ma i miglioramenti delle condizioni del suo ginocchio lo hanno portato ad anticipare il rientro tra le mura amiche, pur venendo limitato a soli 20 minuti in campo. Come di consueto, i compagni lo hanno cercato subito a inizio gara, facendogli chiudere il primo quarto con 8 punti (4/5 al tiro) e 3 rimbalzi, mettendo nove lunghezze di distanza a metà primo tempo e toccando poi il massimo vantaggio sul +14 nel corso del secondo quarto. Un vantaggio che è stato poi lentamente eroso dai Jazz, in ottima forma dopo aver vinto sei delle ultime sette partite, nonostante un Kyrie Irving da 21 punti — 17^ partita consecutiva sopra quota 20, miglior striscia della carriera — in 30 minuti. Quelli trascorsi prima che il fastidio al ginocchio con cui ha convissuto nelle ultime 48 ore tornasse a tormentarlo, costringendolo ad andare da LeBron James e chiedergli: “Ci pensi tu qui?”. Il Re — che aveva già visto uscire Shumpert per una distorsione alla spalla destra ed era senza Kyle Korver e Derrick Williams — ha risposto semplicemente “Yeah” e poi si è messo al lavoro.

Ultimo quarto da MVP — Neanche i numeri grezzi raccontano il dominio di James nel finale di gara: 17 punti con soli 3 errori al tiro (7/10 dal campo), 5 rimbalzi, 1 assist e 1 palla persa, due recuperi e +8 di plus-minus in dodici minuti filati, segnando o assistendo gli ultimi 14 punti dei suoi. Nel momento decisivo della partita i Cavs hanno anche ritrovato la mano di J.R. Smith, che con la sua quarta tripla di serata ha dato sei punti di vantaggio ai suoi sull’87-81, fermando poi dall’altra parte i Jazz incapaci di creare in attacco (6/19 al tiro nell’ultimo quarto). Per gli ospiti solamente Rudy Gobert (20 punti e 19 rimbalzi con 10/13 dal campo) ha giocato una partita all’altezza della sua eccellente stagione, mentre le altre stelle Gordon Hayward (4/14) e George Hill (3/10) hanno contribuito a un pessimo 41% di squadra finale, fallendo la possibilità di fare bella figura in diretta nazionale e di guadagnare ulteriore vantaggio sui Clippers (sconfitti a Denver) per il quarto posto a Ovest.

Niente di serio — Archiviata la vittoria, in casa Cavaliers è già tempo di pensare a leccarsi di nuovo le ferite, anche se in un primo momento sembrano solo superficiali. “Non è niente di serio” ha dichiarato coach Lue a proposito dell’infortunio di Irving. “Sta bene, abbiamo solo cercato di andarci cauti, ma è a posto. Shumpert è considerato day-to-day, ma starà bene anche lui. Ne siamo usciti in maniera fortunata, considerando tutti gli infortuni che abbiamo avuto finora [112 partite saltate secondo InStreetClothes.com, ndr]. È un aspetto positivo, ma fa tutto parte della regular season”. In compenso, può consolarsi con la prolificità della sua squadra dall’arco: con le 9 triple segnate, i Cavs hanno ritoccato il record di franchigia per tiri da tre segnati in singola stagione a quota 887. Almeno una cosa in questa stagione è andata per il verso giusto.

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