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NBA, arrestato in stato di ebbrezza Caldwell-Pope

NBA

Fermato alla guida per eccesso di velocità, è stato poi accompagnato in centrale perché risultato positivo all’alcool test: adesso rischia una multa e/o la squalifica da parte della NBA

Piove sempre sul bagnato e anche conoscendo bene l’asfalto del Michigan, bisogna essere prudenti alla guida. In questo finale di stagione convulso per i Detroit Pistons in effetti, mancava davvero solo questa: Kentavious Caldwell-Pope è stato fermato alla guida della sua auto nella notte tra mercoledì e giovedì alle 2:50 circa,  poche ore prima della delicata sfida vinta per il rotto della cuffia contro i Brooklyn Nets. Secondo quanto raccontato dagli agenti che pattugliavano la zona, la guardia dei Pistons viaggiava a 45 miglia in una zona in cui il limite era fissato a 25. Nulla che non si potesse risolvere con una multa, fino a quando gli ufficiali dopo essersi avvicinati alla vettura, hanno sentito distintamente un forte odore di alcool. Sceso dall’auto, Caldwell-Pope è stato sottoposto al test che ha confermato la guida in stato di ebbrezza e per questo è stato arrestato. Dai racconti emerge che il giocatore è stato “molto cooperativo” con le autorità e, condotto in centrale, è stato liberato poco dopo, pronto a scendere in campo a stretto giro nel 90-89 portato a casa contro Brooklyn in una gara chiusa dal numero 5 con 12 punti in  37 minuti di gioco.

Il crollo di Detroit - I Pistons, così come la NBA, valuteranno la possibilità di dargli una multa e/o una squalifica, ma questo al momento sembra essere davvero l’ultimo dei problemi per coach Van Gundy, alle prese con una squadra che dopo aver perso otto delle ultime dieci partite è sembrata più volte voler rinunciare alla rincorsa ai playoff, più attratta dall’allentante prospettiva di andare in vacanza a metà aprile, piuttosto che prorogare di due settimane l’agonia in quel di Cleveland (forse). Un atteggiamento più volte criticato anche dall’allenatore dei Pistons, le cui strigliate però non sempre hanno ottenuto l’esito sperato. Emblematica la sfida delicata e decisiva contro gli Heat, in cui Detroit è riuscita nella difficile impresa di farsi recuperare quattro punti di vantaggio negli ultimi 30 secondi di gioco, regalando a Miami la vittoria che al momento fa la differenza tra l’accesso alla post-season e il restare a casa. Bastava scegliere da quale parte stare e i Pistons sembrano aver ben chiaro in mente dove far pendere l'ago della bilancia.