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NBA, LeBron non ha rivali: Celtics schiantati

NBA

Cleveland domina nei due quarti centrali e vince di 23 (114-91) sul campo dei principali rivali della conference. James chiude con 36 punti e 10 rimbalzi, ai Celtics non bastano i 26 di Thomas

Evidentemente i Cleveland Cavaliers avevano un messaggio da mandare ai Boston Celtics e al resto della Eastern Conference, e con il +23 finale al TD Garden si può dire che è stato recepito in maniera forte e chiara. La vittoria sul campo della seconda miglior squadra della conference non solo restituisce ai campioni in carica il primo posto in classifica — con una partita di vantaggio sui Celtics, che conta come due grazie al tie-breaker dovuto alle tre vittorie in quattro incontri con i biancoverdi —, ma dà anche una spinta al morale dei Cavs, arrivati alla quarta vittoria consecutiva dopo un brutto mese di marzo. Un successo costruito soprattutto ad inizio secondo quarto, quando la panchina dei Cavs — guidata come di consueto da 14 dei 36 punti di LeBron James, che alla fine ha aggiunto 10 rimbalzi, 6 assist, 2 stoppate con 14/22 al tiro e +32 di plus-minus — ha confezionato un parziale di 22-4 creando un solco di 17 punti tra le due squadre, poi ampliatosi nel secondo tempo fino al massimo vantaggio di +29 sul finire del terzo quarto che ha effettivamente chiuso la sfida. Dopo aver fatto fatica a lungo nel mese di marzo, la difesa dei Cavs è sembrata molto più reattiva, concedendo solo il 40.7% al tiro e il 21% da tre agli avversari nonostante l’assenza di Tristan Thompson per una distorsione al pollice destro (prima partita saltata dopo 447 consecutive, la striscia più lunga nella storia dei Cavs e nella lega). Una mancanza che non si è sentita a rimbalzo, dove Cleveland ha spadroneggiato prendendone 51 contro i 38 di Boston.

Uovo

“È stato molto deludente, abbiamo lasciato giù un uovo stasera” ha commentato Isaiah Thomas, utilizzando l’espressione inglese che descrive una prestazione imbarazzante. “Non c’è altro modo per definirla. Non abbiamo sfruttato l’opportunità che avevamo”. Con una vittoria, infatti, i Celtics avrebbero potuto prendere un vantaggio significativo a sole quattro partite dalla fine della regular season, oltre agli effetti sul morale di una vittoria contro i campioni in carica a questo punto della stagione. Invece la partita ha rappresentato un brusco risveglio, provando sulla propria pelle quanto sia sensibile la distanza dai Cavs quando James decide che è il momento di fare sul serio e i compagni lo seguono. “LeBron ha visto cose che noi non siamo riusciti a comprendere” ha ammesso Avery Bradley. “È il motivo per cui è LeBron James. Ha visto quello che voleva coinvolgendo Isaiah nei pick and roll, e ha capito che sarebbe riuscito a sfruttarlo contro di noi. Hanno utilizzato lo stesso identico gioco almeno dieci volte e lui o ha segnato oppure ha fatto una giocata per i compagni. Dobbiamo fare un lavoro migliore nel contenerlo, coprirci di più le spalle e comunicare. Oggi non lo abbiamo fatto”. I Celtics a inizio secondo tempo erano riusciti a tornare a -12 dopo una tripla di Jae Crowder, ma da lì in poi un parziale di 30-13 ha definitivamente chiuso ogni discussione. “Sono stati di un altro livello stasera” ha commentato amaramente Thomas, il migliore dei suoi con 26 punti, 6 assist e 9/19 al tiro, mentre Smart, Bradley e Brown hanno chiuso con un pessimo 3/23 al tiro per soli 10 punti.

“Cavs Basketball”

Di tutt’altra qualità la prestazione di Cleveland, che ha mandato tutto il quintetto in doppia cifra con 19 punti e 5 assist per Kyrie Irving e 15+16 di Kevin Love, nonostante le percentuali non eccellenti (7/18 per il primo e 5/15 per il secondo) e la serata nemmeno così indimenticabile dall’arco (11/36 per solo il 31% di squadra). Ma la prestazione in generale è piaciuta a LeBron James, che ha segnato 26 dei suoi 36 punti nel pitturato, suo massimo stagionale: “Provare a mettere a posto la squadra per il finale di stagione tira fuori il meglio di me. Sapevo che avremmo giocato in un ambiente ostile, ma a me interessava solo giocare la nostra pallacanestro… e lo abbiamo fatto. Solo il tempo ci dirà se le quattro vittorie consecutive ci hanno fatto svoltare, ma stasera abbiamo giocato ‘Cavs Basketball’ e quando lo facciamo siamo una squadra piuttosto forte”. Si tratta solamente della seconda vittoria in tutta la stagione (a fronte di 9 sconfitte) nella seconda partita di un back-to-back in trasferta, ma non sarebbe potuta arrivare in un momento migliore. Dopo la gara, solo due parole sono state scritte nella lavagna degli spogliatoi degli ospiti: “Good Win”. Esattamente quello che ci voleva per approcciare i playoff nel modo migliore.