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25 aprile 2017

NBA, Warriors a valanga con il ritorno di Durant e i 37 di Curry: 4-0

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Tutto facile per Golden State in gara-4: 14-0 per iniziare, un primo quarto da 45 punti e un travolgente 128-103 finale. I californiani riabbracciano Kevin Durant e hanno uno Steph Curry strepitoso da 37 punti con 7 triple a segno. Warriors qualificati al secondo turno

“Blazers in 6”, aveva proclamato Damian Lillard prima del via, forse per suonare la carica ai suoi e convincerli a un’impresa che ai più appariva disperata. “Warriors in 4”, invece, dopo che anche la seconda partita sul parquet di Portland si è conclusa con una facile vittoria di Golden State, 128-103, propiziata da un primo quarto record (14-0 in apertura, eguagliati i 45 punti segnati dai Lakers nel 1985, dai Mavericks l’anno seguente e dai Rockets nel 2015) chiuso con 8/11 da tre punti (3/4 per Steph Curry, 2/3 per Klay Thompson e Draymond Green). Per gli Warriors si tratta soltanto del terzo “cappotto” in una serie al meglio delle sette gare della propria storia, dopo quelli arrivati ai danni dei Bullets nel 1975 e dei Pelicans nel 2015, due annate concluse entrambe con la vittoria del titolo NBA. Nella serata del ritorno in campo di Kevin Durant dopo due gare ai box (10 punti per lui in soli 20 minuti, con 2/2 da tre punti), il protagonista assoluto è stato Steph Curry: per il n°30 dei californiani 37 punti con 7/11 da tre e 8 assist in soli tre quarti (l’ultimo trascorso a riposarsi in panchina), ma tutto l’attacco di Golden State ha girato alla meraviglia, come testimoniano il 53.5% dal campo e l’ancor più incredibile 58.6% (17/29) da tre punti. Doppiati i Blazers già al termine del primo quarto (45-22), all’intervallo la gara è già sostanzialmente decisa, con il vantaggio sul 72-48, ma in apertura del terzo quarto il divario cresce fino al +33 del 91-58. I 25 punti di scarto finali portano a +72 il totale sulle quattro gare, il massimo per una serie di playoff nella storia della franchigia.

Steph Curry segna 37 punti con 7/11 da tre punti

Lillard contro tutti: non può bastare

È stato proprio Damian Lillard, l’uomo dei proclami iniziali, l’ultimo ad arrendersi contro la squadra della sua città natale: per l’uomo di Oakland infatti sono arrivati a fine gara 34 punti con 6 assist, ma nel quintetto dei Blazers nessun altro ha raggiunto la doppia cifra (solo 2/12 al tiro con 0/4 da tre punti per C.J. McCollum, strepitoso in gara-1). Portland ha avuto un ottimo Al-Farouq Aminu dalla panchina, autore di 25 punti con 7/12 dal campo e 5 triple a bersaglio, e 14 da un redivivo Shabazz Napier, ma la squadra di coach Stotts ha tirato sotto il 39% dal campo e distribuito la miseria di 14 assist in tutta la gara (in pratica la metà di quelli di Golden State, 27). La forza del collettivo allenato – per la seconda gara consecutiva – da Mike Brown al posto di Steve Kerr è testimoniata dalla prestazione a 360 gradi di Draymond Green (21 punti con 7/11 al tiro, 5 triple a segno, 6 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate) e dagli ottimi contributi di Klay Thompson, autore di 18 punti, e David West dalla panchina (12 con 5/6 al tiro per lui), che non hanno minimamente fatto sentire la mancanza in rotazione di Shaun Livingston e Matt Barnes, ancora assenti. Per i Blazers – che nella serie non hanno potuto contare su Jusuf Nurkic – si tratta della seconda eliminazione consecutiva per mano degli Warriors, dopo il 4-1 subìto lo scorso anno in semifinale di conference. 

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