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04 giugno 2017

NBA, LeBron James: “Le critiche nei miei confronti non mi interessano”

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LeBron James

LeBron James, all eyes on him (Foto Getty)

Dopo la sonora sconfitta subìta di gara-1, è già tempo di critiche nei confronti del numero 23 dei Cleveland Cavaliers: “Parole che per me non contano davvero nulla”

Quando ti chiami LeBron James e letteralmente tutto il mondo punta gli occhi su di te, non bastano 28 punti, 15 rimbalzi e 8 assist ad allontanare critiche e commenti negativi. Numeri che in pochissimi possono vantare in una gara di finale, anche se alla sirena si guarda solo ed esclusivamente al tabellone, al 113-91 con cui hanno vinto gli Warriors, al secondo tempo (e non solo) vissuto in balìa dell’avversario. Le spalle larghe che James è riuscito a sviluppare dopo anni di lavoro in palestra servono a reggere le decine di contatti subiti ogni partita, a portare a casa sette finali NBA consecutive, ma anche a fare da corazza contro il mare di polemiche che a ogni sconfitta travolge il numero 23: “Davvero non ascolto tutto ciò che di negativo viene ossessivamente ripetuto su di me. Continuo a evitare di farci caso: per me non contano davvero nulla”. Ormai da tempo James si è allontanato dal continuo motivetto che a ogni ko incassato dal Re lo pone sul banco degli imputati, con un’ampia schiera di critici pronta a puntare il dito contro una presunta incapacità di dare continuità sul palcoscenico più importante della lega ai successi raccolti in lungo e largo sulla costa Est. Un po’ come fosse la Juventus della NBA (in questo weekend sembra un paragone appropriato): dominante in patria (la Eastern Conference), ma spesso sconfitta in Europa (le Finals).

La legacy non è in discussione

I tifosi bianconeri però farebbero carte false pur di racimolare un record di vittorie-sconfitte come quello raccolto da LeBron, che tre titoli li ha già portati a casa da protagonista ed è ancora ben lontano dall’essere sconfitto dagli Warriors quest’anno: “Tutta la narrativa e le cose che vengono dette e scritte di continuo ogni volta che perdo una partita non mi preoccupano. Queste cose non mi toccano. Paradossalmente diventa difficile farlo presente ai miei compagni, dire: ‘Hey, non fate caso a quanto dicono su di voi’, perché io davvero non mi sono mai lasciato influenzare”. Il vizio dei giornalisti (di tutto il mondo, non solo qui da noi) è sempre quello di dare per sconfitti i grandi campioni dello sport ben prima del previsto. Discussioni che per quasi un decennio hanno coinvolto anche James, a detta di molti non in grado di avvicinare la grandezza dei campioni del passato, di incidere nella storia del gioco. Tutte frasi sciolte come neve al sole di fronte al successo 2016, almeno nella testa di LeBron. “Non sono più in quella fase. Erano questioni che mi coinvolgevano quando ero un ventenne, ma ormai è acqua passata. Sono diventato un giocatore che ha superato i 30 anni, che non si lascia mettere in discussione e che sa bene tutto quello che è riuscito a raccogliere e che ha costruito in tutti questi anni di NBA”. 

I 28 punti di LeBron James in gara-1 contro Golden State

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