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26 giugno 2017

I Cavs danno l’assalto a Paul George: scambio a tre con Denver?

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Secondo quanto riportato da ESPN, Cleveland starebbe trattando con Indiana uno scambio per portare Paul George alla corte di LeBron James, trovando in Denver una sponda a cui scaricare Kevin Love. Analizziamo tutte le implicazioni dello scambio nel dettaglio

La rincorsa dei Cleveland Cavaliers ai Golden State Warriors è appena cominciata: dopo aver perso un obiettivo in Jimmy Butler, volato a Minnesota, i campioni della Eastern Conference stanno cercando in tutti i modi di arrivare a Paul George degli Indiana Pacers. E potrebbero non fermarsi lì. Chris Haynes e Marc Stein di ESPN riportano infatti che Cleveland è in trattative per chiudere uno scambio a tre per portare “PG13” alla corte di LeBron James cedendo Kevin Love ai Denver Nuggets, che in questo scenario di scambio a tre manderebbero un pacchetto formato da giovani e scelte a Indiana. La trattativa va già avanti da qualche giorno, visto che già nel giorno del Draft le squadre avevano cercato di concludere lo scambio, e pare che nello scambio potrebbero rientrare anche i veterani Kenneth Faried e Wilson Chandler, oltre a Emmanuel Mudiay destinato evidentemente ai Pacers. Gli unici giocatori resi intoccabili dai Nuggets sono Nikola Jokic e Jamal Murray, mentre bisognerà capire se Gary Harris e Juancho Hernangomez – due dei giovani più interessanti di Denver – verranno sacrificati per coprire il buco nel ruolo di ala forte, che i Nuggets vorrebbero colmare nel corso dell’estate o arrivando a Love oppure offrendo dei contratti a Blake Griffin e Paul Millsap, entrambi free agent. Uno scenario estremamente difficile e complicato (ma possibile a livello di contratti) vedrebbe George, Faried e Chandler a Cleveland, Love e Shumpert a Denver e un pacchetto formato da Mudiay, Channing Frye e uno tra Harris e Hernangomez andare a Indiana, insieme a delle scelte protette di primo giro. Sono solo speculazioni per il momento, così come quelle che vedrebbero i Cavs in prima fila nel caso in cui Carmelo Anthony e Dwyane Wade venissero tagliati attraverso buyout rispettivamente da New York e Chicago. Il tutto, ovviamente, con un occhio alla free agency di LeBron James, che potrà uscire dal contratto nell’estate del 2018.

La trade dalla parte di Cleveland

Per i Cavs, ovviamente, arrivare a Paul George sarebbe un colpo straordinario, aggiungendo un All-Star versatile e perfettamente inseribile in un quintetto piccolo, facendo scalare LeBron James da “4” per chiudere le partite. Il problema è che c’è da battere la concorrenza di Boston, Houston, San Antonio e soprattutto Los Angeles Lakers, che come è ormai noto rimangono la destinazione preferita di George nel 2018, quando diventerà free agent. I Cavs – che al momento sono senza GM, dopo che David Griffin non è stato confermato – pensano che arrivando a George potrebbero non solo convincerlo a restare a lungo, ma allo stesso tempo dare rassicurazioni a James sulle intenzioni della squadra di competere a lungo (il monte salari raggiungerebbe cifre astronomiche in quello scenario di trade) per chiudere la sua carriera in Ohio. Il tutto senza considerare i possibili arrivi a basso prezzo di Wade e Anthony durante la stagione, dando vita a un super-super team difficilissimo da assemblare tatticamente in campo, ma estremamente intrigante. Uno scenario ai limiti della fantasia, ma per colmare il gap con i Golden State Warriors bisogna trovare modi estremamente creativi e fare di necessità virtù.

La trade dalla parte di Denver

Se l’obiettivo dei Nuggets è quello di trovare un “4” titolare, per un gruppo giovane come quello di Denver Love potrebbe avere un senso: insieme a Nikola Jokic formerebbe una coppia di lunghi passatori e tiratori di tutto rispetto, anche se il fit a livello difensivo sarebbe estremamente sospetto, soprattutto considerando che Murray prenderebbe un posto da titolare nelle posizioni di guardia. Ad ogni modo, liberandosi dei contratti di Faried (26 milioni nei prossimi due anni) e Chandler (12 milioni per la prossima stagione e player option in quella successiva) i Nuggets si libererebbero dei due contratti più pesanti della squadra, sempre considerando che Danilo Gallinari uscirà dal contratto e cercherà un nuovo accordo – a Denver o da altre parti – a partire dal 1 luglio. Questo lascerebbe grande spazio salariale per aggiungere pezzi al nucleo formato da Murray, Harris (se non incluso nello scambio), Jokic e Love, che invece è sotto contratto fino al 2019 e, dopo essersi tolto la soddisfazione di vincere un titolo, potrebbe essere anche interessato a rifirmare per fare la prima opzione offensiva in una squadra giovane.

La trade dalla parte di Indiana

La dirigenza dei Pacers capitanata da Kevin Pritchard si trova in una situazione difficile: il fatto che George abbia reso noto al mondo la sua intenzione di non rifirmare – peraltro dopo aver lanciato messaggi opposti nelle settimane precedenti lavorando con il GM per migliorare la squadra, che ha definito la notizia del suo addio come “un pugno nello stomaco” – le offerte arrivate finora non sono state del livello richiesto. L’incombente free agency di George e il desiderio di andare a L.A. però inevitabilmente tolgono dalla corsa diverse squadre che potevano essere interessate, lasciando solo quelle che possono assumersi il rischio di prendere “PG13” per competere immediatamente per il titolo. Non a caso le squadre interessate sono contender come i Boston Celtics (i quali, dopo averne discusso a lungo, potrebbero lanciare l’assalto a George dopo essersi assicurati Gordon Hayward in free agency, da firmare attraverso lo spazio salariale che verrebbe compromesso scambiando subito per George), gli Houston Rockets (che stanno cercando in tutti i modi di migliorare il roster), i San Antonio Spurs (attivi nel cercare squadre interessate a LaMarcus Aldridge e Danny Green), i Cavs e ovviamente i Lakers, che non sono contender nell’immediato ma lo vogliono essere a partire dal 2018 accoppiando a George un’altra stella di prima grandezza, oltre ai giovani già a roster. Dalla parte di Indiana, la direzione dopo lo scambio della propria stella è chiara: ricostruire attorno a Myles Turner e i giocatori eventualmente ricevuti da Denver, utilizzando bene poi le scelte inserite nello scambio e le proprie che deriveranno dalla Lottery dei prossimi anni. I Pacers, se non altro, possono programmare il proprio futuro senza dipendere da nessun altro visto che non hanno pick in uscita: l’addio a Paul George sarà solo il primo passo di un percorso molto lungo e tortuoso, ma che ormai è diventato inevitabile.

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