28 settembre 2017

NBA, ufficiale Wade ai Cavs: indosserà il 9. LeBron: "Ci divertiremo"

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Cleveland abbraccia il suo nuovo acquisto, che punta dritto al quarto titolo: "Felice nel mio ruolo in questa squadra". LeBron lo accoglie: "Come un compagno di scuola con cui divertisi in classe". Ma la speranza è quella di ritirarsi con la maglia di Miami...

L’anticipazione dei giorni scorsi è diventata realtà: Dwyane Wade ha firmato un contratto al minimo salariale da 2.3 milioni ed è quindi diventato un nuovo membro dei Cleveland Cavaliers. “Nella speranza di inseguire un quarto titolo NBA, ho raggiunto un accordo con i Chicago Bulls e sono felice di condividere che mi unirò ai Cleveland Cavaliers in questa stagione” ha scritto il 35enne su Twitter. “Non c’è posto migliore in questo momento per continuare a giocare e competere al massimo livello. Cleveland crede nel mio talento e in quello che posso dare a una pretendente per il titolo sia come giocatore che come leader. Non vedo l’ora di riunirmi e giocare insieme a mio fratello LeBron: abbiamo già vinto due anelli insieme e spero di vincerne un terzo”. Proprio la ricerca di un altro titolo è stato uno dei motivi principali della scelta di D-Wade: “Quando ci sono decisioni così importanti da prendere, ascolto solo due persone: una è Gabrielle Union Wade [sua moglie, ndr] e l’altra è Zaire Wade [suo figlio maggiore, ndr]. Quest’ultimo mi ha detto solo: ‘Papà, mi piacerebbe averti di più vicino a me, ma voglio che tu vinca il tuo quarto anello’. A quel punto mi sono guardato in giro: le parole non possono nemmeno descrivere quanto abbia apprezzato il fatto di essere voluto da così tante squadre, e alla fine sono giunto alla conclusione che sarei stato felice nel ruolo che avrei avuto a Cleveland”. Felicità condivisa anche dalla franchigia, che attraverso le parole del GM Koby Altman ha dichiarato di essere “estremamente contenta che Dwyane abbia scelto di unirsi a noi. Ha dimostrato più di una volta di essere un leader e un agonista del massimo calibro: il profondo impegno e la continuità che ha dimostrato nella sua carriera costellata da 12 apparizioni all’All-Star Game e i tre titoli di campione NBA conquistati è eccezionale, e farà la differenza tanto in campo quanto nello spogliatoio”.

Il primo brindisi di Wade e LeBron, di nuovo compagni di squadra

LeBron: “Ci divertiremo un sacco, sarebbe stato bello avere anche 'Melo e Chris Paul...”

Ad attenderlo a braccia aperte (e con un bicchiere di vino in mano, come da video condiviso su Snapchat) c’è sicuramente il suo amico fraterno LeBron James, che nella giornata di ieri ha accolto il suo nuovo compagno con un paragone… scolastico: “Andiamo, è uno dei miei migliori amici: è come quando cominci la scuola ed entrando in classe non sei sicuro chi siano i tuoi compagni, ma poi vedi uno dei suoi migliori amici e dici ‘Oh sì, ci divertiremo un sacco, sarà una grande classe’”. La stella dei Cavs ha anche parlato del suo fit in campo, pregustando già i tiri che l’attacco di Cleveland riuscirà a creare: “Non dovrà preoccuparsi mai più di dover affrontare un raddoppio di marcatura, e neanche di doversi prendere tiri difficili o contestati. L’efficienza è sempre stata una delle nostre preoccupazioni principali e so che a D-Wade non è piaciuta come è andata la scorsa stagione [45.7% di percentuale effettiva dal campo, peggior dato della carriera, ndr]. Nessuno di noi dovrà prendersi brutti tiri, per dirla tutta: dovremo segnare tiri difficili, ma non dovremo costruirceli. Abbiamo un sacco di opzioni in questa squadra”. Una squadra che avrebbe potuto contare anche sugli altri due membri della “Banana Boat”, Chris Paul e Carmelo Anthony, se solo le cose si fossero sviluppate in maniera diversa durante l’estate: “Guardandola da amico, avrei sperato che potesse venire anche Anthony, ma penso che la dirigenza abbia fatto un grande lavoro e che alla fine i Knicks oppure noi non abbiamo trovato l’incastro giusto – mentre per i Thunder ha funzionato. Avrei voluto vederli qui, sarebbe stato grandioso: adoro il gioco di ‘Melo, così come quello di D-Wade e di CP. Sapete cosa ne penso di quei tre, ma questo non toglie nulla a ciò che abbiamo nello spogliatoio, che è già tanto. Non vedo l’ora di continuare a crescere con quelli che ci sono, specialmente i nuovi”.

Le immagini più belle della carriera di Dwyane Wade

Un nuovo numero e una vecchia speranza per Wade

Nel frattempo, LeBron ha già iniziato il suo lavoro di PR riuscendo a dare a Wade uno dei suoi numeri preferiti. Esattamente come James aveva dovuto rinunciare al 23 una volta arrivato a Miami (la franchigia, per volontà di Pat Riley, lo ha ritirato in onore di Michael Jordan) tornando al numero indossato con Team USA (il 6), anche l’ex Heat dovrà abbandonare l’amatissimo 3 per prendere il 9 della nazionale. Il motivo è semplice: il 3 sarà il numero di Isaiah Thomas, che a sua volta ha dovuto rinunciare al 4 già occupato da Iman Shumpert, e per questo Wade ha ripiegato sul 9, avendo vita facile – grazie anche all’intercessione del Re – nel convincere il rookie Cedi Osman a lasciare quel numero in favore del 16. Al di là di tutto, però, Wade spera che un giorno il suo numero 3 venga appeso al soffitto dell’AmericanAirlines Arena di Miami, una franchigia che inevitabilmente è rimasta nel suo cuore: “La porta per loro è sempre aperta” ha dichiarato all’Associated Press. “Voglio ritirarmi con la maglia degli Heat: non so come succederà, magari firmando un contratto di un giorno come Paul Pierce coi Celtics, ma voglio uscire da questa lega con la stessa maglietta con cui sono entrato”. Considerando che i rapporti si sono riappacificati dopo il complicato addio dell’estate 2016, c’è da scommettere che questo secondo matrimonio arriverà a consumarsi. Avrebbe potuto consumarsi già quest’anno, ma alla fine Wade ha deciso che non avrebbe avuto senso da un punto di vista cestistico: “Onestamente, non penso che avessero bisogno di me. Penso che siano in un buon momento, meritano di dare un’altra chance al gruppo dello scorso anno per vedere se c’è qualcosa dietro al 30-11 con cui hanno chiuso l’anno. Non hanno bisogno di uno come me che li supervisioni o metta ulteriore pressione”. Questo però non toglie che la partita in Florida non sarà mai come tutte le altre: “Lo scorso anno è andata bene, ma è stata la partita più strana di tutta la mia vita”, ha confessato Wade. Chissà cosa succederebbe se Cleveland e Miami si incontrassero ai playoff…

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