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11 ottobre 2017

NBA, Joel Embiid: il contratto più complicato di sempre? Tutti i dettagli

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Il centro camerunense e i Philadelphia 76ers hanno trovato un accordo per un'estensione di contratto al massimo salariale, ma visti i tanti problemi di infortuni le clausole in favore dei Sixers non mancano. Ecco come si è cautelato il GM Bryan Colangelo

Per molti versi, il contratto firmato da Joel Embiid non ha precedenti: non era mai successo che un giocatore ricevesse così tanti soldi – 146.5 milioni di dollari in cinque anni secondo le ultime proiezioni di ESPN – dopo aver giocato solamente 31 partite in tre anni, o per meglio dire 786 minuti. Per questo, era inevitabile che il suo contratto avesse pochi precedenti anche in termini di clausole e di uscite, e finalmente alcuni dettagli del malloppo da oltre 35 pagine sono divenuti di dominio pubblico, cosa che ci permette di valutare l’operato di Philadelphia con un po’ più di cognizione di causa. L’accordo tra le parti – il GM dei Sixers Bryan Colangelo, l’agente della CAA Sports Leon Rose e l’associazione giocatori – viene definito “essenzialmente garantito”, ma come prevedibile i Sixers si sono cautelati inserendo delle clausole che permettono di uscire dall’accordo in caso di infortunio catastrofico. In particolare, nelle ultime quattro stagioni dell’accordo (quindi non quella che sta per cominciare e nemmeno quella dopo), la franchigia può tagliare Embiid ricevendo dei benefit finanziari se il giocatore non fosse in grado scendere in campo per 25 o più partite di regular season e se giocasse meno di 1.650 minuti. Questo però può succedere solo se gli infortuni riguardano i piedi o la schiena, due aree in cui il centro ha già avuto problemi in passato; se la sua stagione finisse a causa di un infortunio al ginocchio o alla spalla, per esempio, la clausola per tagliarlo senza rimetterci dei soldi non sarebbe valida, e il contratto diventerebbe totalmente garantito. Altri dettagli: se Embiid dovesse giocare almeno 1.650 minuti in tre stagioni consecutive durante la durata del contratto, o tre su quattro considerando la stagione che sta per cominciare, eliminerebbe del tutto la possibilità di “uscita” dal contratto per i Sixers, rendendo garantiti tutti i soldi; inoltre, l’accordo stabilito è al massimo salariale, perciò se il camerunense dovesse essere votato per il primo quintetto All-NBA o come MVP nella stagione 2017-18, il computo totale dei suoi milioni salirebbe a 176, ovverosia il 30% del prossimo cap (ancora non determinato, ma le proiezioni lo pongono a 101 milioni) più aumenti annuali dell’8%.

Un accordo che fa felici tutti?

Ora che si sanno tutti i dettagli, si possono fare dei ragionamenti più complessi per quanto riguarda l’accordo. Partiamo dal presupposto che, quando è stato in campo, Embiid si è dimostrato senza ombra di dubbio un giocatore da massimo salariale, nonché uno che può veramente “spostare” a qualunque livello. Il problema, ovviamente, è quanto poco è rimasto in campo, e per trovare un accordo adesso i Sixers dovevano assicurarsi la possibilità di poterne uscire intonsi o quasi. Sull’intera questione pendeva come una spada di Damocle il fatto che nell’estate 2018 Embiid sarebbe potuto presentarsi sul mercato dei restricted free agent, una situazione che presentava rischi per entrambe le parti. Per i Sixers, che pur avendo la possibilità di pareggiare qualsiasi offerta, potevano vedersi costretti ad “ingoiare” un 3+1 totalmente garantito con player option, bonus in caso di scambio e pagamento anticipato (tutte quelle piccole clausole che le altre squadre inseriscono per rendere più difficile pareggiare l’offerta). Ma anche per il giocatore, visto che il mercato dei centri in restricted free agent è ristrettissimo (ne sa qualcosa il suo ex compagno Nerlens Noel, costretto ad accettare la qualifying offer da 4 milioni) e i problemi di infortuni inevitabilmente avrebbero spaventato tante squadre. Per questo le due parti avevano interesse a risolvere questa questione adesso invece di prolungarla a lungo, affrontando con serenità le prossime stagioni: il giocatore si è assicurato il contratto che voleva, i Sixers hanno sotto controllo i migliori anni del loro centro e allo stesso tempo possono uscirne in caso di infortunio catastrofico (ma solo a piedi e schiena, quindi non alle traballanti ginocchia). Non è chiaro se in caso di taglio la franchigia possa togliere anche dal salary cap tutti i soldi dovuti a Embiid, oltre al benefit finanziario rivelato dall’articolo di ESPN, ma se non altro non ci rimetteranno tutti i soldi promessi nell’accordo se il camerunense di rivelasse il “nuovo Greg Oden” e non dovesse tornare in campo per il resto della carriera. Le chiamano “win-win situation”, quelle che fanno felici tutti quanti: ora che hanno messo in chiaro i termini del loro “accordo pre-matrimoniale”, Joel Embiid e i Philadelphia possono proseguire felici la loro vita insieme. Magari cominciando a vincere sul serio dopo annate di vacche madre.

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