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17 ottobre 2017

NBA, Jefferson riparte da Denver: contratto di un anno a 2.3 milioni di dollari

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Richard Jefferson

Richard Jefferson durante un match di preseason con i Cavaliers (Foto Getty)

L’ex giocatore dei Cavs, tagliato nei giorni scorsi dai vice-campioni NBA, sembrava vicino all’accordo con i Bucks, prima di scegliere di prendere la strada per il Colorado

Nel giugno 2016, dopo aver sollevato al cielo per la prima volta in carriera il Larry O’Brien Trophy, Richard Jefferson aveva già deciso di ritirarsi, convinto poi soltanto dall’insistenza di LeBron James e della dirigenza Cavaliers a tornare sul parquet anche nella stagione 2016-17. Il suo contributo non è mai venuto meno nella passata annata, anche se l’impatto nelle Finals 2017 è stato molto relativo e meno incisivo di quanto ipotizzato. Ragioni che hanno così portato i vice-campioni NBA a fare a meno di lui nelle scorse ore, dovendo sfrondare un roster fin troppo gremito; un taglio che sembrava l’anticamera del ritiro. Neanche il tempo di ritrovarsi ufficialmente sul mercato però che, nonostante i 37 anni suonati, sono iniziate a piovere offerte, con particolare insistenza da parte dei Milwaukee Bucks, abili a convincerlo del fatto che non fosse ancora il momento di appendere le scarpe al chiodo. La squadra del Wisconsin, liberatasi di Gerald Green poche ore prima, aveva lo spazio necessario all’interno del salary cap per offrirgli il minimo garantito a 2.3 milioni di dollari, senza superare la soglia della luxury tax. A pesare poi era anche il legame di profonda amicizia che lega Jefferson con Jason Kidd, l’allenatore dei Bucks con cui ha condiviso gli anni gloriosi a inizio millennio agli allora New Jersey Nets. Un motivo in più per ipotizzare una vicinanza tra le parti, con Milwaukee pronta ad abbracciare un giocatore d’esperienza e un uomo spogliatoio come lui.

La chiamata dei Nuggets e il legame con Kroenke

Alla fine però le cose sono andate in maniera diversa; a pesare è sempre stata l’amicizia, ma non una di quelle nate sotto i riflettori. Jefferson infatti è da anni molto vicino a Josh Kroenke, il presidente dei Nuggets, che non ha esitato ad alzare la cornetta e chiamarlo nelle ultime ore, facendo leva sulle possibilità di trovare spazio per lui all’interno del roster della squadra del Colorado. L’ex giocatore dei Cavs ci ha messo davvero poco per fare una scelta, dichiarandosi disposto sin da subito ad andare a caccia della qualificazione ai playoff che ai Nuggets manca ormai dal 2013. Per liberargli il posto all’interno della lista definitiva di inizio stagione, Denver ha deciso di rinunciare a Jameer Nelson, convinto di poter iniziare la sua 13^ stagione nella Lega, ma ritrovatosi alla porta a poche ore dalla prima palla a due della regular season. L’ex playmaker dei Magic aveva avuto dei problemi all’alluce in queste prime settimane di preparazione, prendendo parte a una sola partita di preseason dei Nuggets e restando ai margini di una squadra decisa ad affidare le redini del gioco alla coppia Murray-Mudiay. Jefferson ha quindi firmato un accordo annuale da 2.3 milioni di dollari, andando a rimpinguare la folta lista di ali presenti in squadra: in una rotazione che include Millsap, Faried, Chandler e Juan Hernangomez non sarà scontato trovare posto sul parquet.

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