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NBA, fischi dai suoi tifosi, Chandler Parsons non ci sta: "Una grave mancanza di gusto"

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"Vorrà dire che giocherò le gare interne come se fossi in trasferta", la reazione dell'ala dei Grizzlies ai fischi del pubblico di Memphis. Gasol e Conley si schierano con il loro compagno, ma i fan non gli perdonano un rendimento non all'altezza dei 94 milioni del suo contratto

Prima ancora che le cifre del tabellino serale di Chandler Parsons (6 punti in soli 15 minuti, con 2/2 dal campo ma 1/5 dalla lunetta) a infastidire i tifosi dei Grizzlies sono le cifre del suo contratto (94 milioni di dollari per 4 anni complessivi, il primo dei quali – quello appena passato – trascorso quasi completamente in infermeria, con sole 34 gare disputate e chiuse con 6.2 punti di media e meno del 34% al tiro). E dalle tribune del FexEx Forum, nella sera che celebrava il ritorno in città di un beniamino del pubblico come Tony Allen (per la prima volta avversario), il pubblico di Memphis non ha fatto nulla per nascondere a Parsons il proprio malumore, fischiandolo – anche se in America i fischi si traducono come boooo – ripetutamente in occasione dei suoi errori dalla lunetta. “L’ho trovata davvero una mancanza di gusto – le parole del diretto interessato – ma non posso farci niente, io posso solo concentrarmi su quello che posso controllare. So quanto ho lavorato duro tutta estate, so l’impegno che ci metto ogni giorno in palestra. Per il resto loro possono fischiarmi, possono esultare in maniera sarcastica [quando l’ala ha segnato l’unico libero della sua gara, ndr], possono fare quello che vogliono. Per me non ha senso, vorrà dire che d’ora in poi tratterò le gare interne come una trasferta qualsiasi, se questo è quello che vogliono”. Parole forti, sicuramente frutto di parecchia insofferenza, che potrebbero finire anche per acuire la crisi tra il giocatore dei Grizzlies e i tifosi di Memphis. Dalla parte del primo si sono però prontamente schierati tutti i suoi compagni, a partire da Marc Gasol e Mike Conley, i due leader in campo e in spogliatoio. “Non sono per niente felice di aver sentito i fischi”, le parole dello spagnolo. “I tifosi devono incoraggiare i nostri giocatori, tutti, dal primo all’ultimo. Fischiare Chandler è come fischiare me o Mike (Conley), perché siamo tutti una sola squadra. Davvero non so cosa sia passato per la testa di certa gente…”. Della stessa opinione anche la point guard di coach Fizdale: “I tifosi devono smetterla e lasciarlo in pace. Sta lavorando duro, odio sentire i fischi, perché sono certo che influiscono sul suo morale e sulla sua tranquillità. È un nostro compagno, siamo tutti sulla stessa barca, sono sicuro che finirà per avere una grande stagione”. 

Quando i soldi mettono pressione

Non ultimo a prendere posizione al fianco del suo giocatore arriva anche David Fizdale, l’uomo peraltro responsabile per la scelta di farlo uscire dalla panchina, negandogli un posto in quintetto: “A volte succede che i contratti finiscano per mettere una pressione enorme sulle spalle dei giocatori. Ora la cosa più importante è che Chandler torni a divertirsi in campo e che riesca a restare lontano dagli infortuni”. Nella speranza che prima o poi anche le prestazioni tornino all’altezza del suo talento e (anche) del suo contratto. 

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