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NBA, Cleveland: ora è crisi. Con New York quarta sconfitta in cinque gare

NBA

I Cavs perdono 95-114 una partita definita come "inaccettabile" da coach Tyronn Lue. A sentenziarli sono i 66 punti della coppia Porzingis-Hardaway Jr., ma LeBron James predica calma: "È solo ottobre, ne ho viste tante..."

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Come scrive su Twitter il guru di The Ringer Bill Simmons: “Sono eccitato per la SETTIMANA DEL PANICO SUI CAVS che si scatenerà su Internet. Stasera abbiamo solo bisogno di un enigmatico tweet passivo-aggressivo di LeBron per dar il via alle danze”. E in effetti non potrebbe essere altrimenti, dopo che la sconfitta casalinga per 95-114 di Cleveland contro i New York Knicks ha fatto scattare tutti gli allarmi possibili al di fuori dello spogliatoio dei Cavs. Merito degli ospiti, innanzitutto, che grazie a Kristaps Porzingis (32 punti e 12 rimbalzi) e Tim Hardaway Jr. (34 punti, a due dal suo massimo in carriera realizzato proprio contro Cleveland, e 8 assist) hanno mantenuto la testa della gara quasi per la sua interezza, scappando via nel primo quarto grazie a un parziale di 14-0 e poi, dopo una breve parità sul 49-49 nel secondo quarto, di controllare per il resto del secondo tempo toccando anche il +21 nell’ultimo minuto di gioco. Inevitabile però che a fare notizia sia sopratutto lo scarso rendimento della squadra di Tyronn Lue, ancora una volta incapace di fermare gli avversari in difesa — i Knicks hanno chiuso con 112.6 di rating offensivo, tirato col 46% da tre punti e catturato 11 rimbalzi d’attacco, grazie a un Enes Kanter da 18+12 — e risultata letargica in campo, oltre che priva di energie. “La sconfitta di stasera e le ultime due sono inaccettabili” ha sentenziato coach Lue dopo la gara. “L’unico modo che abbiamo per tirarci fuori da questo momento è il lavoro — sia dei giocatori che degli allenatori. E lo faremo. Perché è inaccettabile il modo in cui siamo stati battuti. I nostri avversari si muovono più velocemente di noi in tutte le posizioni: corrono più forte, aprono di più il campo, spingono di più in transizione. È come se non riuscissimo a tenere il passo”.

LeBron predica calma: "È solo ottobre, ne ho viste tante..."

A Cleveland non è bastata la doppia doppia da 22+11 di Kevin Love, i 15 punti del rientrante Derrick Rose contro la sua ex squadra e la tripla doppia sfiorata da LeBron James, autore di 16 punti, 10 rimbalzi e 7 assist. Il quale, dopo la gara, ovviamente non ha mancato di commentare il periodo dei suoi. A differenza di quanto successo in passato, James ha provato a gettare acqua sul fuoco piuttosto che alimentarlo davanti ai giornalisti: “Che mese è questo? Ottobre? Non andrò fuori di testa per quello che sta succedendo ora come ora. È una stagione troppo lunga, ho già vissuto troppo questo fin troppe volte”. Ciò nonostante, è chiaro a tutti che i Cavs abbiano un problema enorme in difesa: “Gli avversari segnano a piacimento contro di noi: la nostra difesa fa abbastanza schifo in questo momento, specialmente quella in transizione” ha ammesso King James, che non ha potuto festeggiare degnamente il 14° anniversario del suo debutto in NBA a Sacramento. “Ho giocato meglio 14 anni fa rispetto a quanto ho fatto oggi” ha sentenziato LBJ, che in quanto leader indiscusso della squadra non può essere esente da colpe per quanto sta succedendo. Per i campioni della Eastern Conference si tratta della quarta sconfitta in cinque partite, scendendo per la prima volta in stagione sotto il muro del 50% di vittorie, ma ancor più preoccupante è il livello degli avversari affrontati, visto che secondo varie metriche questa è stata la quinta delle sei partite più facili di tutta la stagione — nonché la seconda striscia più facile di tutta la NBA. Le sconfitte dei Cavs sono arrivate per una media di 16.8 punti di scarto, subendo soprattutto agli inizi di partita dato che, nelle ultime cinque gare, James e soci sono stati battuti di 54 punti combinati nei primi dodici minuti — riuscendo a completare la rimonta solo contro Chicago.

Tutti i problemi della difesa dei Cavs

Da qualsiasi parte la si guardi, la difesa non ha una benché minima cosa che funzioni: la squadra è 27^ in NBA per rating difensivo, concedendo 109.8 punti su 100 possessi agli avversari e forzando pochissime palle perse. Secondo i dati raccolti da Second Spectrum, i Cavs sono 22esimi per difesa del post basso, 26esimi sulle penetrazioni e 27esimi sui pick and roll. Anche in transizione le cose non vanno meglio: i Knicks sono riusciti a segnare 13 punti (contro i soli 4 dei Cavs) pur avendone avuti solo 4.5 di media nelle prime cinque gare, e hanno segnato 19 punti da seconda opportunità catturando quasi un quarto dei palloni sputati dal canestro di Cleveland. Oltretutto gli avversari continuano a segnare a piacimento contro i Cavs (terza peggior percentuale effettiva concessa), in particolare con i piedi dietro l’arco: solamente i Suns concedono più del 39.7% che Cleveland lascia alle sue rivali, un dato reso ancora peggiore dal fatto che ne tirano 34.6 a partita — il volume più alto di tutta la lega. La difesa di Tyronn Lue concede una tripla e mezza a partita in più rispetto alla seconda peggior squadra della NBA, i Sacramento Kings — la stessa distanza che separa la squadra in seconda posizione dalla 13^. Per la verità, i problemi difensivi di Cleveland non sono particolarmente nuovi, ma sono resi ancora peggiori dal fatto che non c’è più un attacco atomico a coprirne le mancanze: complici i tanti infortuni e i conseguenti cambi di rotazione (ben 4 quintetti base diversi nelle ultime 6 gare), i Cavs hanno solo il 15° rating offensivo della lega a quota 104.3, con il settimo maggior numero di palle perse e una percentuale di assist sotto la media. Quella contro New York rappresenta la seconda partita casalinga in cui non sono riusciti a superare il 40% dal campo — un avvenimento che nella scorsa stagione non era accaduta fino a Natale. Chissà se basterà partecipare alla tradizionale festa di Halloween organizzata da LeBron James per cambiare un po’ l’andamento della stagione e ritrovare un po’ di fiducia in vista di mercoledì, quando i Cavs chiuderanno la striscia sulla carta favorevole affrontando gli Indiana Pacers alla Quicken Loans Arena. “Abbiamo solo bisogno di una vittoria” ha detto King James. “Una vittoria e torneremo a credere in noi stessi. Ci basta questo”.

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