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NBA Cleveland, la crisi continua: con Indiana 5^ sconfitta in 6 gare

NBA

Ai Cavs non sono bastati un incontro di squadra chiarificatore, una festa di Halloween e un LeBron James da 33 punti e 11 assist: Indiana passeggia sulla scarsa difesa dei padroni di casa mandando tutto il quintetto in doppia cifra e scappa nel finale, vincendo 124-107

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Se fino a qualche giorno fa, dopo la brutta prestazione contro i New York Knicks, il mantra professato da LeBron James era quello del “È solamente ottobre”, ora è diventato: “È cominciato un nuovo mese”. Lo ha ripetuto per ben tre volte dopo la sconfitta casalinga per 124 a 107 per mano degli Indiana Pacers, la quarta consecutiva e la quinta nelle ultime sei gare, una striscia che in linea teorica sarebbe dovuta quella più facile di tutto il calendario dei vice-campioni in carica. Invece non è bastato né prendersi una serata di svago al party per Halloween organizzato da King James e neanche un allenamento di tre ore preceduto da un lungo colloquio tra la squadra e coach Tyronn Lue. I Cavs sono rimasti in partita più a lungo contro i Pacers, sfruttando anche il fatto che gli avversari erano in back-to-back, ma sono crollati in un secondo tempo perso nettamente per 62-46 per l’incapacità di tenere sotto controllo l’attacco degli avversari, né a metà campo né in transizione (16-6 il conto dei punti in contropiede). Merito soprattutto delle eccellenti percentuali della squadra di Nate McMillan: Indiana ha tirato con il 58% di squadra nella ripresa, mandando a segno 10 delle 14 triple tentate (16/26 per tutta la gara) con tutti i cinque membri del quintetto in doppia cifra, guidati dai 26 punti di Thaddeus Young, i 25 di Darren Collison e i 23 di Victor Oladipo, con Domantas Sabonis da 15+12 con 6 assist e Bojan Bogdanovic ad aggiungerne 17. “È una grande vittoria per una squadra giovane come la nostra” ha dichiarato coach McMillan dopo una gara in cui i suoi hanno realizzato 35 assist su 49 canestri realizzati. “Sapevamo che Cleveland sarebbe scesa in campo spinta da un senso di urgenza dopo aver perso le ultime tre”.

Neanche James può salvare Cleveland

Chissà se lo sapevano anche i Cavs, che non sono riusciti ad andare oltre al “Diamo la palla a LeBron e speriamo che ci cavi dai pasticci”: il Re ha chiuso con 33 punti, 6 rimbalzi e 11 assist con 14/22 dal campo, ma anche 1/5 dalla lunga distanza e soprattutto 8 palle perse sulle 16 di squadra — record negativo pareggiato dopo la sconfitta di Brooklyn che ha dato il via al filotto negativo. “Un sacco di squadre stanno giocando bene in questo momento: noi non siamo tra quelle” ha chiosato un frustrato James dopo la gara, prendendosi la colpa per i troppi palloni gettati al vento: “Otto sono troppi. Ne avevo persi dai tre ai quattro nelle ultime gare, ma se si raddoppia quel numero, l’effetto sul successo della squadra non può che essere negativo. Non riusciamo a sostenere lo sforzo per 48 minuti”. C’è da dire che i compagni non gli hanno dato una grande mano: Derrick Rose è stato l’unico a salvarsi in attacco, segnando 19 punti con 9/13 dal campo, seguito dai 15 dalla panchina di Jeff Green e la doppia doppia da 13+13 di Kevin Love, ma il resto della squadra ha attaccato male (104.1 di rating offensivo con 7/31 da tre punti) e difeso peggio (122 punti concessi su 100 possessi, -24 di plus-minus per lo specialista Jae Crowder) aggiungendo altri 17 punti di scarto a un computo complessivo nelle quattro sconfitte che segnava già un terrificante -46. Forse è proprio questa la cosa che più deve spaventare i Cavs: non è tanto aver perso cinque delle ultime sei gare contro squadre che forse nemmeno faranno i playoff, ma non essere neanche riusciti a rimanere in partita fino alla fine.

L’infortunio di Thompson e il calendario difficile

Ad aggiungere ulteriore danno ad una situazione già complicata di suo c’è l’infortunio subito da Tristan Thompson, uscito nel secondo quarto per uno strappo dal polpaccio sinistro e uscito con le stampelle dalla Quicken Loans Arena: improbabile un suo recupero in tempi brevi, e ad attendere Cleveland ora ci sono cinque partite in trasferta nelle prossime sette — a partire da una gara contro gli Washington Wizards nella notte tra venerdì e sabato che già può rappresentare un momento di svolta per James e soci, al momento tredicesimi in una Eastern Conference che avrebbero dovuto dominare. “Abbiamo l’opportunità di essere una squadra molto forte, ma a volte ci addormentiamo e tutto diventa più difficile” ha chiuso James. “In questo momento dobbiamo trovare un modo per risolvere tutto strada facendo, visto che non abbiamo il tempo di poterci allenare molto. Abbiamo perso anche Tristan e non sappiamo quanto a lungo rimarrà fuori: in questo momento la nostra squadra è esaurita dentro e fuori dal campo”. Chissà se con l’alzarsi del livello — sulla carta — degli avversari anche i Cavs torneranno a giocare come la squadra più forte della conference.

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