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NBA: i Cavs perdono anche contro Atlanta, Clippers e Gallinari (anca) ko

NBA

Il n°8 dei Clippers lascia il campo alla fine del primo tempo dopo un colpo all'anca sinistra e non rientra più. L.A. nel secondo tempo rimonta da -23, passa in vantaggio ma a spuntarla sono gli Heat. Belinelli tenuto ancora a zero punti nella vittoria degli Hawks sul parquet di Cleveland, che confermano tutti i loro problemi

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Cleveland Cavaliers-Atlanta Hawks 115-117

TABELLINO

Atlanta parte con un parziale di 12-5, con due triple dall’angolo in fotocopia di Luke Babbitt, che convince Tyronn Lue a usare subito il suo primo time-out, tutt’altro contento dell’atteggiamento dei suoi Cavs per iniziare la sfida contro gli Hawks, fanalini di coda a Est. La scossa non funziona, Atlanta va sopra anche 27-11 e così i time-out di Lue diventano due, con quasi 5 minuti da giocare ancora nel primo quarto. Gli ospiti chiudono il primo quarto ancora avanti di 9 (37-28) anche se l’ingresso di Dwyane Wade dà la sveglia ai padroni di casa: con 6/10 al tiro e 19 rapidi punti riporta i Cavs di forza in gara, fino anche al -1 a metà del secondo quarto. Wade a parte, però, le percentuali di Cleveland sono disastrose (2/16 da tre punti, meno del 30% dal campo) e così i padroni di casa concedono agli Hawks una seconda mini-fuga, che li porta in vantaggio di nove punti all’intervallo, 54-45, con 11 punti di Babbitt, 8 del semi-sconosciuto Isaiah Taylor e 7 a testa di Schröder e Bazemore.  

Korver non basta, ma che paura per gli Hawks

Proprio la point guard tedesca di Atlanta è l’uomo più caldo in uscita dagli spogliatoi dopo l’intervallo: segna 13 punti nei primi 7 minuti del terzo quarto (salendo così a quota 20) e trascina i suoi fino a un clamoroso +16 (80-64), mentre i Cavs continuano a litigare con il ferro dalla lunga distanza (3/21) mentre gli Hawks oppongono un ottimo 10/18, con tre triple a testa di Babbitt e Prince. Il terzo quarto si chiude con Atlanta ancora in vantaggio comodamente (+13, 91-78) ma  nel quarto quarto si riscalda la mano di Kyle Korver, che segna 16 dei suoi 20 punti contribuendo così in maniera determinante a riportare Cleveland in partita, fino al -6 (112-106) con cento secondi da giocare. È proprio il tiratore n°26 dei Cavs ad avere la tripla del -3 nelle mani: la sbaglia lui, e la sbaglia Dwyane Wade dall’angolo sul possesso successivo ma Atlanta continua a mancare il colpo del ko e due canestri di LeBron James mandano i padroni di casa a -2. Dopo due errori dalla lunetta di Isaiah Taylor, ovviamente tutt’altro che abituato a dover decidere gare del genere, Cleveland ha così il pallone della vittoria, ma James sceglie di cederlo a Channing Frye che sbaglia la tripla della vittoria, vanificando così la rimonta dei suoi. La spunta così Atlanta, che registra la seconda partita senza punti di Marco Belinelli, che gioca solo 19 minuti, non vedo più campo nel finale e chiude con 0/4 e -14 di plus/minus. Per Schröder a fine gara ci sono 28 punti con 9/13 dal campo e 9 assist, ma sono ben 7 i giocatori di caoch Budenholzer a chiudere in doppia cifra, tutto il quintetto più Taylor (14) e l’ottimo Collins (12 con 13 rimbalzi) dalla panchina. Per Cleveland tre giocatori sopra i 20 punti (LeBron James 26 con 13 assist), Wade 25 e Korver 23, ma nessun altro oltre i 9 punti di Jeff Green, per l’ennesima brutta sconfitta dei vice-campioni in carica in questo difficoltoso inizio di stagione. 

L.A. Clippers-Miami Heat 101-104

TABELLINO

Partono meglio i Miami Heat spinti da Goran Dragic con 8 punti veloci e 3/4 al tiro, ma a rispondere presente tra i Clippers è Danilo Gallinari, che nei consueti sei minuti di primo quarto che gli concede Doc Rivers manda a bersaglio 6 punti e tiene a contatto i suoi. Gli ospiti però – forse complice anche il back to back dei losangelini – sembrano averne di più fin dall’inizio, e tirando il 50% (sia dal campo che da tre punti) chiudono il primo quarto arrivando al massimo vantaggio, +14 sul 34-20, con 9 punti dalla panchina di Tyler Johnson. Se si eccettuano gli sforzi di DeAndre Jordan (in doppia cifra di rimbalzi dopo soli 15 minuti di gioco), L.A. sembra piatta anche nel secondo periodo, tanto che affonda fino al -19 (50-31) anche per colpa di molte palle perse che portano a possessi supplementari e a punti facili per gli Heat. Si raffredda anche la mano di Danilo Gallinari, che dopo il primo canestro della partita sbaglia le successive quattro conclusioni, mentre alza il volume della sua pallacanestro Blake Griffin che chiude il primo tempo a quota 13 tentando di mantenere in vita i suoi, che però – nonostante l’improbabile tripla dall’angolo fuori equilibrio di Wilie Reed – vanno al riposo sotto comunque di 13, 62-49. Impietoso sia il confronto tra le panchine (33 punti per quella degli Heat, solo 16 per i Clippers) che quello nel conto degli assist: la miseria di 5 quelli prodotti dai padroni di casa (su 17 canestri segnati), a fronte dei 14 (su 23 canestri) fatti registrare dagli ospiti, che mandano già 4 giocatori in doppia cifra. 

Gallinari out, i Clippers rimontano ma la spunta Miami

C’è Wesley Johnson in quintetto in ala piccola per Doc Rivers al posto di Gallinari in apertura di secondo tempo: un colpo all’anca sinistra, infatti, manda ai box l’italiano, che viene cautelativamente tenuto fuori fino al termine della contesa: per lui quindi la gara si chiude anzitempo con soli 6 punti e 1/5 al tiro. Una tegola in più sul pomeriggio già da dimenticare dei Clippers (o forse del weekend, visto anche il ko del sabato contro Memphis), che nel terzo quarto scivolano fino al -23, subendo la fisicità di Hassan Whiteside (19 con 14 rimbalzi per lui prima degli ultimi dodici minuti) e continuando a inseguire in affanno. Al via dell’ultimo periodo lo svantaggio dei Clippers non è cambiato (89-66 per gli ospiti il punteggio) ma qualcosa si sblocca nei meccanismi della squadra di coach Rivers, che aprono il quarto quarto con un parziale di 16-0 che li riporta sul -3 e che finiscono per concludere una rimonta che sembrava impossibile con un gioco da tre punti di DeAndre Jordan, che corona la rimonta sul 93-93. Gli ultimi tre minuti di gioco sono quindi un mini-supplementare, con l’inerzia però tutta a favore dei losangelini. Il sorpasso dei Clippers arriva sul 95-93 (29-4 il parziale aggiornato) ma Miami non ci sta: si va punto a punto fino alla fine, ma le speranza di coronare la rimonta per i padroni di casa si infrangono sulla conclusione che finisce sul ferro di Blake Griffin. Per Miami sei giocatori alla fine in doppia cifra, dai 21 punti (con 17 rimbalzi) di Whiteside fino ai 12 di Dragic e James Johnson. 

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