13 novembre 2017

NBA, i Knicks rinunciano a Kuzminskas per fare spazio a Noah

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I newyorchesi sono stati costretti a rinunciare al lituano per accogliere il rientrante Joakim Noah, che ha finito di scontare la squalifica di 20 giornate dopo che i controlli dello scorso marzo avevano rilevato l'ultilizzo di sostanza proibite

La vita in NBA è molto più labile e incerta di quanto si possa immaginare, soprattutto per quei giocatori che faticano a trovare spazio e minuti sul parquet. Lo sa bene Mindaugas Kuzminskas, che nel suo anno da rookie (anche per “merito” di una squadra che faticava a trovare un assetto definitivo) ha giocato un quarto d’ora di media nelle 64 partite in cui è sceso in campo; bottino di tutto rispetto, nonostante i sei punti e due rimbalzi di media. Quest’anno però il roster è profondamente cambiato, la squadra ha iniziato la regular season con il passo giusto e per lui non c’è più stato posto. A questo si è aggiunto poi l’ormai imminente ritorno di Joakim Noah, a cui bisognava fare spazio all’interno di un roster che contava già 15 elementi. Il lungo francese ha finito di scontare le venti giornate di squalifica con cui la Lega lo ha punito dopo che un controllo nello scorso marzo aveva rilevato dalle analisi del sangue l’utilizzo di sostanze proibite. Un giocatore andava dunque sacrificato ed è stato scelto Kuzminskas, nonostante i tre milioni di dollari garantiti previsti dal suo secondo anno di contratto. A guardare il cap si sarebbe potuto fare a meno di Jarrett Jack, i cui 1.47 milioni di dollari non sono garantiti, ma la sua presenza in campo è stata decisiva nel far cambiare rotta ai Knicks in questo inizio stagione. Cifre molto ridotte rispetto agli oltre 55 milioni che i newyorchesi dovranno versare nelle tasche di Noah, a seguito di uno dei contratti più scellerati sottoscritti negli ultimi anni in tutta la Lega. Una decisione è stata comunque complessa, come racconta il GM Scott Perry: “La professionalità e l’etica del lavoro di Kuzminskas sono stati molto apprezzati da tutta la società, i giocatori e dallo staff. Questa decisione è stata molto dura da prendere. Non possiamo che augurargli il meglio per la prosecuzione della sua carriera”.

Il saluto del lituano che cita Frank Sinastra

Più tardi, attraverso i social network, sono arrivate anche le parole del giocatore lituano, il cui post aveva come titolo “Kuz out”, parafrasando il Black Mamba e la famosa scena del microfono lasciato cadere da Kobe Bryant al centro dello Staples Center. Questo il commento di Kuzminskas: “New York, uno dei capitoli più belli della mia vita è finito. Troppo presto? Non lo so, ma credo che tutto ciò che accade nelle nostre vita abbia una ragione. Ho sentito dire che ‘se puoi farlo qui, puoi farlo in qualsiasi posto del mondo’: penso di esserci riuscito. Prima di tutto, ho incontrato e conosciuto tante persone che continueranno a essere dei miei amici per il resto della mia vita, ho lavorato con tanti professionisti che mi hanno reso migliore sia come giocatore che come persona e ho giocato una positiva stagione da rookie. Nonostante non abbia lasciato il segno, spero che i tifosi, la franchigia e tutti i miei compagni continuino a pensare a me come a un buon compagno, un amico affidabile e una brava persona. Dobbiamo sempre ambire e puntare ad essere le migliori persone possibile. Il resto è una conseguenza. Lascio New York con ricordi fantastici e riserverò per sempre un posto speciale nel mio cuore ai Knicks. Grazie per l’opportunità e per tutto quello che avete fatto per me, ma per me ora è tempo di ripartire e di iniziare un nuovo capitolo della mia vita”. Saluti arrivati anche dal compagno baltico Kristaps Porzingis, con un messaggio comune da parte di tutto lo spogliatoio: “Ci mancherai”.

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