NBA, Boston ritrova Irving e fa 13 contro Brooklyn: adesso super sfida agli Warriors

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I Celtics ritrovano Kyrie Irving (25 punti nonostante la maschera) e vincono anche al Barclays Center, allungando a tredici la loro striscia di successi consecutivi. Boston, sempre più prima a Est, è pronta per la sfida contro Golden State: “Faremo attenzione nella gestione del pallone, altrimenti ci spazzano via dal campo"

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Brooklyn Nets-Boston Celtics 102-109

IL TABELLINO

Perse le prime due contro Cavaliers e Bucks, in molti si sarebbero aspettati una reazione. Orgoglio, tradizione, organizzazione e anche soltanto per dimostrare a Hayward di potercela fare senza di lui. Nessuno però avrebbe ipotizzato che quei successi potessero diventare 13 consecutivi: Spurs, Thunder, Bucks e Raptors le vittime eccellenti in un segmento di calendario non impossibile da affrontare, ma come dimostra Cleveland (e non solo) in questo inizio regular season, le partite non si vincono mai soltanto sulla carta. A prescindere, senza giocare. Boston invece ha dimostrato anche contro Brooklyn di saperlo fare, rifilando a domicilio ai falcidiati Nets (che almeno sono riusciti a recuperare Dinwiddie in quintetto) l’ottava sconfitta nelle ultime dieci gare giocate e godendosi un Kyrie Irving mascherato da 25 punti e 5 assist. A molti ha riportato alla mente quelle del 2012 che, sempre a New York (in quel caso al Madison Square Garden), ne segnò 41 contro i Knicks. Stavolta però qualcosa è cambiato, non soltanto nel boxscore: “Questa volta ho indossato la maschera trasparente e non quella nera per un semplice motivo: tutti mi dicevano ‘oh, l’uomo mascherato, l’uomo nero’ ricordato quanto successo in passato, ma io ho risposto: ‘preferisco questa: ho segnato tanto perché finalmente grazie alla trasparenza vedevo il canestro”. Come lui, anche i suoi compagni hanno trovato con facilità il fondo della retina: Brown + Tatum hanno messo insieme 33 punti, a cui si aggiungono i 21 fondamentali di Marcus Morris, unica soluzione affidabile per buona parte del quarto periodo, quando era l’unico a segnare con continuità. Ed è proprio quello lo strappo che fa più male ai padroni di casa: in meno di tre minuti i Nets si ritrovano da -1 a -11, senza aggiornare i punti segnati e con solo metà quarto a disposizione per riportarsi a contatto: “I ragazzi ci hanno provato, ma dovremo riuscire a essere più continui all’interno dei 48 minuti di gioco”, commenta coach Atkinson.

Chi può fermare questi Celtics? Gli Warriors

Un successo storico per Boston, che diventa così la prima squadra nella storia NBA a riuscire nell'impresa di inanellare 12 vittorie subito dopo aver iniziato la stagione con due sconfitte. Ennesimo trionfo che sorprende però fino a un certo punto e che sembra essere soltanto il perfetto preludio alla sfida della notte tra giovedì e venerdì, quella che al TD Garden metterà una contro l’altra la prima squadra della Eastern e della Western Conference, Celtics contro Warriors: “È una striscia di successi incredibile quella che stiamo cavalcando – racconta Irving -; adesso siamo tutti in attesa dello scontro con Golden State nella prossima partita e anche i media non parlano d’altro. Io però cerco di guardare al di là di tutto questo trambusto”. Parole in cui è difficile credere, visto che pronunciate da parte di uno che è stato protagonista spesso e volentieri nelle battaglie contro i californiani nell'ultimo triennio. A calmare i bollenti spiriti ci pensa coach Stevens, che vede ancora tante cose da migliorare in una squadra che non può ritenersi già arrivata: “Il modo in cui i Nets ci hanno punito in transizione sui nostri errori è tutto da mettere a posto; contro Golden State non puoi permetterti cose del genere, altrimenti vieni spazzato via fuori dalla palestra. Dobbiamo riuscire a giocare in maniera solida su entrambi i lati del campo e fare le cose che ci riescono meglio. Soltanto così saremo a posto con la coscienza e potremo capire a che livello possiamo competere”. 

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