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NBA, come festeggiare i propri 94 anni? A bordocampo per incontrare Damian Lillard

NBA

Elmer Ballard, arruolato nell’esercito USA durante la seconda guerra mondiale, aveva chiesto come regalo per il suo 94° compleanno di poter incontrare Damian Lillard, il giocatore preferito della sua squadra preferita, i Portland Trail Blazers. Detto, fatto

Uno è una superstar NBA milionaria di 27 anni, l’altro è un veterano di guerra di 94 anni. In comune apparentemente non dovrebbe avere nulla e invece no: i Portland Trail Blazers sono il trait d’union tra i due personaggi, Damian Lillard il primo, Elmer Ballard il secondo. Il quale – attraverso un video confezionato e inviato per lui da una delle infermiere del centro di riposo dove soggiorna – ha attirato l’attenzione della point guard di Portland con un messaggio molto semplice: “Mi piacerebbe tantissimo incontrarla, come regalo per i miei 94 anni”. Attraverso i social – 2.800 like e 1.200 retweet dopo – l’invito arriva alle orecchie di Lillard, che senza esitare decide di rendere realtà il desiderio di Mr. Ballard. Nella settimana che la NBA ribattezza “Hoop for Troops”, dedicandola a onorare i militari che servono e hanno servito la patria, il n°0 dei Blazers prima della gara interna contro Orlando ha incontrato il 94enne tifoso dei Blazers, uno che ricorda di persona la squadra campione del 1977 (unico titolo nella storia di Portland), che ha in Clyde Drexler il suo giocatore preferito all-time e che descrive Lillard come “quella che sa segna come un pazzo quegli incredibili canestri da tre punti”. “Ho desiderato a lungo questo momento”, ha confessato il veterano della seconda guerra  mondiale, al Moda Center con un berretto militare con tanto di spilletta della bandiera USA. “Un’esperienza incredibile – ha raccontato invece la superstar agli ordini di coach Stotts – anche solo l’idea che un personaggio del genere, che ha servito il Paese nella seconda guerra mondiale, possa mostrare un rispetto del genere per me. Una persona molto più anziana di me, che dimostra questo tipo di ammirazione per quello che faccio in campo come atleta ma anche per quello che cerco di portare avanti fuori dal parquet – quando invece credo sia lui quello che meriti questo tipo di riconoscimento pubblico per quello che ha fatto”. Pochi minuti di conversazione, che però hanno lasciato un segno indelebile sia nel giocatore che nell’anziano tifoso dei Blazers, come testimoniato dal tweet spedito dalla figlia a fine serata: “Grazie davvero Damian. Non crederai mai quanto questo voglia dire per mio padre. Ne parlerà per il resto della sua vita”. “Nessun problema. Il piacere è stato tutto mio, signora”, l’educata risposta del playmaker dei Blazers.

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