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NBA, la serata perfetta di Embiid: i record in campo e la stoccata a LaVar Ball

NBA

46 punti, 15 rimbalzi, 7 assist e 7 stoppate: mai nessuno aveva giocato una partita del genere dalla stagione 1973-74 a oggi. Soltanto Joel Embiid, nuova luminosa stella NBA

Si scrive Joel Embiid, si legge “The Process”. Il lungo dei Philadelphia 76ers è definitivamente sbocciato nella sfida contro i Lakers, giocando una partita storica, non tanto e non solo per le cifre irreali messe a referto, ma soprattutto per l’impatto, la facilità di gioco e il margine che una gara del genere lascia intravedere. Il numero 21 dei Philadelphia 76ers si è preso il palcoscenico più importante della NBA, in una partita che sapeva di futuro: il più roseo in prospettiva è certamente il suo, che può inoltre godersi al suo fianco un Ben Simmons che nel silenzio generale ha chiuso con 18 punti, 9 rimbalzi, 10 assist e 5 recuperi. “Simmons ha giocato una partita incredibile e nessuno si sta minimamente ponendo il problema; questo racconta la grandezza di quanto fatto da Embiid”. Questo soltanto uno dei tantissimi commenti degli addetti ai lavori, in estasi dopo la sfida dello Staples Center: “Veder giocare Embiid ti fa pensare che sarà un giocatore del quale parleremo ai nostri nipotini. E loro non crederanno alle nostre parole”. Sì, l’eccitazione è enorme, così come lo era la spasmodica attesa del cinguettio del lungo dei 76ers non appena rientrato negli spogliatoi, dopo aver rilasciato come al solito delle divertenti dichiarazioni nell’intervista post gara: “Come stai? A che punto sei come condizione visto che dopo la gara con i Clippers da 32 punti avevi detto di essere al 50%...”; “Beh, mi sento sempre leggermente più in forma. Sto lavorando sulla mia condizione, sono al 69%. Sì, 69”. Impugnato lo smartphone pochi istanti dopo, è arrivato un tweet molto istituzionale visti i suoi standard: “What a night! #The Process”, replicato anche su Instagram, ma con un dettaglio molto piccante. Una geo-localizzazione molto particolare: la cittadina di Lavar in Iran, nonostante il messaggio sia partito dallo spogliatoio di Los Angeles. Il destinatario infatti è l’ingombrante papà che Lonzo Ball è costretto a portarsi dietro e che (forse) sta condizionando anche le prestazioni della point guard dei Lakers, spazzata via dal parquet come nella foto del post.

WHAT A NIGHT !!!!! #TheProcess

Un post condiviso da Joel "The Process" Embiid (@joelembiid) in data:

La lunga rincorsa al successo di Embiid

La scelta numero due dell’ultimo Draft ha guardato dalla panchina l’ultimo quarto, in una partita chiusa con 2 punti, 1/9 al tiro e 0/6 dall’arco in 21 minuti: una sfida in cui il -18 di plus/minus racconta bene l'impatto negativo di Lonzo sull'incontro. Non tutta colpa del figlio di LaVar per carità, in una gara in cui ci sarebbe stato in ogni caso molto poco da fare contro una forza della natura di quella portata. L’attacco social di Embiid infatti, nonostante l'immagine evidenzi la caduta del rookie giallo-viola e il dominio del camerunense, non era rivolto al numero 2 dei Lakers, come sottolineato dal cinguettio successivo: “A me la gara di Lonzo è piaciuta, non sparate contro d lui #TrustIt”. Embiid infatti sa bene quali e quante difficoltà deve affrontare un giocatore al suo esordio nella Lega, memore di quanto sia stato faticoso semplicemente dimostrare di essere un ragazzo sano e arruolabile. Dopo la scelta nel 2014 dei Sixers, neanche un minuto in campo e due anni fuori a causa di un infortunio al piede con i tempi di recupero che continuavano ad allungarsi in un lungo inseguimento a una forma fisica che tardava a tornare accettabile. Finito quello, il calvario è iniziato sul parquet, per un atleta il cui utilizzo è stato centellinato in maniera certosina. Niente back-to-back e non più di 20 minuti in campo nelle prime settimane della sua carriera NBA, diventati poi 25 dopo un paio di mesi nella scorsa regular season. Tutto risolto? Neanche per sogno, visto che la stagione del lungo dei 76ers è finita con decine di giorni di anticipo: ricaduta e nuova operazione, con la magra consolazione di essere riuscito in 31 partite a togliersi la soddisfazione mettere in luce le sue enormi potenzialità. Venti punti e otto rimbalzi di media, oltre a un impatto prorompente sui propri compagni e sugli avversari. Impressioni che hanno portato la dirigenza dei Sixers a offrirgli un multimilionario rinnovo in estate da 148 milioni in 5 anni; un accordo machiavellico per numero di clausole e di tutele in caso di infortuni. A guardare le performance di quest’anno, si spera non ce ne sia bisogno; a Embiid infatti sono bastate le prime due partite della sua carriera con più di 30 minuti trascorsi sul parquet per mettere a referto prima 32 punti e 16 rimbalzi contro i Clippers e poi i 46, conditi con 16 rimbalzi, 7 assist e 7 stoppate ai Lakers. Entrambe allo Staples Center, quasi risucchiato dalla magia della città delle stelle. Il palcoscenico perfetto per iniziare a brillare.

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