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NBA, LeBron stoppa gli Hawks e i Cavs battono Atlanta: 10° successo in fila

NBA

Grazie a un LeBron James decisivo in entrambe le metà campo, i Cleveland Cavaliers vincono nel finale 121-114 alla Philips Arena e allungano la loro striscia di vittorie. Positivo Belinelli: 18 punti in uscita dalla panchina

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Atlanta Hawks-Cleveland Cavaliers 114-121

IL TABELLINO

LeBron James ci teneva molto a vincere la decima partita consecutiva per allungare la seconda striscia di successi più lunga conquistata in regular season da quando è ritornato a Cleveland e allontanare al tempo stesso ogni tipo di polemica. Il numero 23 non ha fatto nulla per nascondere le sue intenzioni agli avversari, protagonista in tutti i passaggi cruciali del match (per i Cavs, non una grande novità): James ha iniziato la gara tirando 7/7 dal campo, prima di sbagliare una conclusione all'interno di una partita chiusa con 24 punti – tre dei quali arrivati a meno di due minuti dal termine, con Cleveland avanti solo di una lunghezza. Una tripla dal palleggio in step-back senza ritmo da otto metri; un’arma impropria, seconda forse soltanto alla sua capacità di entrare nelle pieghe della partita come nessuno e capire quando spazzare via gli avversari. Come accaduto con Taurean Prince nel primo tempo, cancellato da una stoppata che resterà a lungo impressa nelle memoria del giocatore degli Hawks (uno strapotere fisico imbarazzante), bissata poi nel finale su Dennis Schröder per assicurarsi il successo. Un’inchiodata al tabellone a non meno di tre metri e mezzo da terra impressionante, che James ha festeggiato facendo il gesto "No" con il dito, proprio come faceva tempo fa Dikembe Mutombo. Una partita che lo ha portato al decimo posto della classifica all-time per canestri segnati nella storia NBA, oltre che a fargli iniziare il mese di dicembre viaggiando a livelli numerici mai raggiunti nelle 14 stagioni precedenti: 28 punti, 8 rimbalzi e 8 assist a referto; mai James era arrivato a questo punto della stagione mantenendo medie così alte. “I miei compagni mi hanno chiesto di accettare la sfida e sanno che io amo il confronto”, racconta il numero 23 commentando la sua marcatura su Schöder per tutta la partita. Un’impresa all’apparenza semi-impossibile per un giocatore delle sue dimensioni, costretto al confronto con uno così piccolo e veloce. “È una sensazione incredibile confrontarsi contro il miglior giocatore del mondo, che è lì davanti a te per provare in tutti i modi a limitarti”, racconta la point guard degli Hawks, che ha chiuso comunque il match con 27 punti e 11/19 dal campo. La sensazione in campo però è stata chiara. "Questo è il motivo per cui LeBron James è uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi", chiosa Dwyane Wade.

Buona partita per Belinelli: 18 punti e 5 assist

Non solo James nel successo dei Cavs, ma anche un Kevin Love sempre più a suo agio nel ruolo di cinque: per il numero 0 25 punti a referto e quattro delle 18 triple realizzate da Cleveland, in una partita per i vice-campioni NBA da 52% dal campo e 46% dall’arco. Tante buone notizie per coach Lue, tranne quella che arriva dall’infermeria: Iman Shumpert sarà costretto a restare fuori dalle sei alle otto settimane dopo l’operazione in artroscopia al ginocchio sinistro. Una possibilità in meno in uscita da una panchina che resta uno dei veri punti di forza di questi Cavaliers. A gara in corso spesso succedono le cose migliori anche per gli Hawks, grazie spesso e volentieri a un Marco Belinelli che è riuscito anche questa volta a ritagliarsi il suo spazio in una partita rimasta in bilico molto più a lungo del previsto. Per l’azzurro una gara a tutto tondo nei 28 minuti sul parquet: 18 punti, 4 rimbalzi, 5 assist e un sintomatico +3 di plus/minus. Con lui in campo le cose sono andate bene per Atlanta. Il suo impatto, unito a quello del miglior Ilyasova della stagione (22 punti con 8/11 al tiro), è uno dei pochi segnali positivi raccolti dagli Hawks, giunti alla diciassettesima sconfitta stagionale a fronte di sole quattro vittorie. Una partenza disastrosa a livello di risultati, forse peggiore di quanto si fosse pronosticato (e la nostra preview si intitolava “Non ci resta che piangere…”).

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