Alla vigilia dell’All-Star Weekend, durante il quale per la prima volta la partita delle stelle consisterà in un triangolare tra due squadre di giocatori americani e una di giocatori del resto del mondo, il veterano Kevin Durant scalda l’atmosfera parlando delle motivazioni che caratterizzeranno chi sarà in campo a Los Angeles domenica notte
Quando si vuole una risposta sincera e senza filtri su qualche questione, l’uomo giusto a cui rivolgersi è Kevin Durant. Il super veterano, d’altronde, è noto per non essere affatto diplomatico nelle sue esternazioni, ed è probabile che i cronisti in sala stampa a Houston prima della sfida tra Rockets e Clippers abbiano puntato proprio su questo aspetto chiedendogli del nuovo format dell’imminente All-Star Game e della voglia di vincere che avrà chi scenderà in campo a Los Angeles. E la risposta di Durant, che all’Intuit Dome farà parte di una delle due squadre di giocatori americani che si confronterà con quella di giocatori del resto del mondo nel triangolare in programma domenica sera, non ha deluso le aspettative.
Durant e la stoccata ai giocatori europei
“Dovreste chiederlo agli europei e ai giocatori del resto del Mondo se sono pronti a competere”, ha risposto subito Durant, per poi passare ancora di più all’attacco. “Guardiamoci indietro e pensiamo a come hanno interpretato la loro partecipazione all’All-Star Game Luka Doncic e Nikola Jokic, hanno dimostrato voglia di vincere? No, eppure nessuno ne parla e invece ci si concentra sempre su noi veterani e sui giocatori americani”. Non contento, poi, Durant ha rincarato la dose: “A quei due non interessa nulla della partita delle stelle, se ne stavano lì sdraiati sul parquet o tiravano da metà campo”. La tavola, quindi, sembra apparecchiata per la sfida tra USA e resto del Mondo, e Durant, probabilmente senza nemmeno pensarci troppo, ha forse fornito a Doncic, Jokic e compagni le motivazioni di cui avevano bisogno.