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NBA, Steven Adams non sbaglia mai, Paul George dice 36: OKC manda ko Minnesota

NBA

Perfetto dal campo (11/11) e dalla lunetta (5/5) il lungo neozelandese dei Thunder chiude con 27 punti, suo massimo in carriera. Al resto ci pensano i 36 punti di Paul George e un Russell Westbrook che sfiora la tripla doppia: OKC torna a vincere dopo tre sconfitte in fila

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Oklahoma City Thunder-Minnesota Timberwolves 111-107

TABELLINO

Oklahoma City aveva già incontrato due volte in stagione Minnesota ed entrambe le volte era uscita sconfitta, di due punti nella prima sfida, di tre nella seconda. Non un caso, perché la squadra di coach Donovan proprio nei finali di gara punto a punto ha finora mostrato grandi debolezze, presentandosi al terzo match contro i Timberwolves avendo perso tutte le nove gare decise da 8 o meno punti. Un trend che sembrava quasi destinato a ripetersi, dopo che il vantaggio costruito dai Thunder nel corso della gara si è drasticamente ridotto negli ultimi minuti del quarto quarto. Dopo la partenza a razzo nel primo periodo, con 42 punti e 11 assist a referto dopo i primi dodici minuti (il miglior quarto stagionale dal punto di vista offensivo), OKC si blocca e manda a tabellone 43 punti e 11 assist nel terzo e quarto periodo combinati, permettendo così agli ospiti di rifarsi sotto e ridurre lo svantaggio da 21 a soli 4 punti con quattro minuti da giocare. Questa volta però i Thunder sanno reagire e anche se un canestro da tre di Andrew Wiggins porta i suoi fino al -2, le giocate decisive nel finale di Russell Westbrook, Steven Adams e Paul George assicurano alla squadra dell’Oklahoma un’importante vittoria, che arriva dopo tre sconfitte consecutive e cinque ko nelle ultime sei gare disputate. I tre nomi protagonisti dei canestri finali sono anche quelli che per tutta la gara hanno messo in mostra le cose più interessanti: Russell Westbrook, pur tirando male (6/21 dal campo e 0/8 da tre punti) ha sfiorato la solita tripla doppia finendo con 15 punti, 14 assist e 9 rimbalzi; Steven Adams è diventato il primo giocatore dopo Pau Gasol nel novembre 2010 a chiudere una gara senza errori al tiro, né dal campo né dalla lunetta (11/11 per lui da due, 5/5 ai liberi), mandando così a referto il suo massimo in carriera a quota 27; Paul George, infine, ha chiuso come top scorer dell’incontro con 36 punti, anche lui perfetto dalla lunetta (11/11).

Minnesota in altalena

Minnesota continua il proprio altalenante andamento (una gara vinta seguita da una persa nelle ultime sei partite disputate) e le parole dell’allenatore Tom Thibodeau, nell’elogiare gli avversari (“Hanno giocato duro, hanno giocato assieme”), sembrano automaticamente indicare i motivi della nuova sconfitta. Un problema più difensivo (i Thunder hanno chiuso la gara tirando quasi il 52% dal campo) che offensivo (molto simile, 51.3%, la prestazione offensiva dei Timberwolves), con Minnesota trascinata al solito dal proprio terzetto di stelle: ci sono 23 punti a testa per Karl-Anthony Towns e Andrew Wiggins e 22 anche per Jimmy Butler, con anche Jeff Teague (al rientro dopo 4 gare saltate per un dolore al tendine d’Achille) in doppia doppia (11 punti e 10 assist per lui). La squadra di coach Thibodeau va però sotto pesantemente a rimbalzo, concedendone 42 (di cui 13 offensivi) a Steven Adams e compagni, fermandosi invece a quota 26: un deficit di fisicità che spiega in gran parte il ko dei T’Wolves, incapaci di sostenere l’intensità degli avversari. 

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