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NBA, ritorno vincente di Paul George a Indianapolis: OKC batte i Pacers

NBA

Il numero 13, fischiato e contestato dal pubblico di Indianapolis per tutto il match, gioca una partita complessa in attacco (12 punti, 3/14 al tiro) ma porta a casa il successo con i suoi Thunder: “Sia io che i Pacers siamo andati avanti. È tempo che lo facciano anche i tifosi”

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Indiana Pacers-Oklahoma City Thunder 95-100

IL TABELLINO

Tutti lo aspettavano e nessuno sembra ancora avergli perdonato la scelta di andare via. Anzi, la decisione di mettere i Pacers spalle al muro pur di decidere liberamente del suo futuro. La previsione sui fischi da parte di Paul George (“Non mi fischieranno: i tifosi dei Pacers fortunatamente sono molto più numerosi dei fan delusi di Paul George”) è stata clamorosamente smentita, con buona pace di quei fan che alla fine sono usciti dall’arena sconfitti. A vincere infatti sono i Thunder: 100-95, con tanto di giocata finale firmata dal numero 13. Appannato al tiro, impreciso e in parte inconsistente, ma sempre fondamentale nella propria metà campo: “Sì, sono felice che questo circo sia terminato. Tutti possiamo andare avanti. Avevo capito che piega stava prendendo la situazione, quindi non sono rimasto molto sorpreso da quanto accaduto”. Un crescendo di ululati durante il suo ingresso in campo, la presentazione del roster e a ogni singolo tocco del pallone. “Tu volevi dei compagni di squadra più forti, noi avevamo bisogno di un leader migliore” era il cartellone che un fan sventolava dinanzi a lui per tutto il riscaldamento. Poco più in là un altro il quale, mentre George provava le conclusioni dalla distanza ha iniziato a urlare alle sue spalle: “Ricordi quando volevi essere il nuovo Reggie Miller per noi? Traditore”. Il marchio è quello, e non si scappa, anche se il diretto interessato a fine gara prova a chiudere definitivamente la questione: “A Indianapolis ho vissuto sette anni meravigliosi della mia vita. Sono stato fortunato ad aver potuto giocare di fronte a un pubblico del genere che, come si è visto questa sera, è in grado di manifestarti tutto il suo bene e tutto il suo risentimento con la stessa intensità. Sono grato di aver fatto parte di una franchigia come questa, ma in definitiva non ho mai raggiunto i risultati che spero di ottenere. E in ragione di questo ho preferito cambiare aria. Entrambi, sia io che i Pacers siamo andati avanti. È tempo che lo facciano anche i tifosi”.

Il canestro di Abrines e le difficoltà al tiro dei Big Three

Il match in realtà ha raccontato bene come al momento non ci sia ancora una grande differenza tra Pacers e Thunder, protagoniste di un testa a testa molto equilibrato fino alla sirena finale. In una serata in cui i Big Three di OKC fanno fatica a trovare il fondo della retina (Westbrook-George-Anthony combinano per un 10/40 totale dal campo), a segnare il canestro più importante è l’uomo che non ti aspetti. Punteggio di 96-95 in favore dei Thunder, 22 secondi al termine: Alex Abrines parte in penetrazione dalla punta, ma il suo tentativo non trova neanche il ferro. Sembra il preludio perfetto all’ennesima sconfitta degli ospiti, ma Westbrook si fa spazio a rimbalzo, cattura il 17esimo della sua serata e prova a correggere da sotto. Il numero 0 infatti, nonostante il pessimo 3/17 al tiro, chiude il match in tripla doppia (10-17-12). È la peggior percentuale messa a referto in carriera da Westbrook nelle 88 gare chiuse con almeno 10 punti, 10 assist e 10 rimbalzi (la 35^ nell'anno solare, battuto il record di 34 di Oscar Roberson). In quel momento però, quando più serviva trovare il canestro, arriva l'ennesimo errore grossolano della sua partita. Il dramma ormai alla porte, se non fosse di nuovo per Abrines che con un tocco a rimbalzo d'attacco qualche istante prima dello scadere dei 24 secondi regala il decisivo +3 a OKC. Indiana ha ancora tutto il tempo per organizzare la rimessa, ma l’esecuzione è pessima anche a causa della pressione difensiva e della conseguente palla rubata da Paul George: è lui a segnare i due tiri liberi che valgono il 100-95 finale, in una gara chiusa con 12 punti, 4/13 al tiro e 4 palle perse. In difesa però il numero 13 si è fatto valere, per stessa ammissione del suo rivale diretto: “Non sono mai stato marcato da un giocatore di questo livello da quando sono sbarcato qui a Indianapolis”, racconta rammaricato Victor Oladipo; l'altra metà della storia. Quello scaricato dai Thunder e che la sua rivincita (così come il cuore dei tifosi di Indianapolis) sembra esserseli già presi. Anche per il numero 4 è una serata complessa al tiro: 19 punti con 9/26 e 1/9 dall’arco. Inevitabilmente ha tremato anche la sua mano. "Victor è il volto di Indiana, è il futuro di questa squadra - chiosa George, che ha tenuto Oladipo a 1/7 al tiro e due palle perse nei possessi in cui si è preso cura di lui -. Sono il primo assieme ai tifosi a essere felice per questo straordinario momento che sta vivendo".

Indianapolis festeggia l’All-Star Game, ma nel video non c’è PG

L’ultimo smacco, forse l’unico che fa veramente male a George, arriva invece direttamente dalla scelta fatta dalla società che lo ha cresciuto e coccolato per anni. La vera vittoria per i Pacers infatti era quella raccolta già prima che la palla a due venisse alzata, quando era stato annunciato che la Bankers Life Fieldhouse ospiterà l’All-Star Game del 2021 (36 anni dopo l’ultima volta). Un evento importante per tutta l’organizzazione, un modo per far crescere una realtà così importante che vive per il basket. Una conquista da celebrare prima della sfida con i Thunder con un video tributo che riportava alla mente e celebrava tutti i grandi campioni scesi sul parquet a Indianapolis. Che ne venisse fatto uno per festeggiare il ritorno dell’ex Paul George nessuno non lo aveva messo in programma, ma vista l’occasione sembrava la situazione ideale per lasciarsi tutte le polemiche alle spalle. I sette anni del numero 13 ai Pacers sono stati molto importanti nella storia della franchigia. C’erano tutti i campioni del passato in quel video - Wayman Tisdale, Chuck Person, Dale Davis, Jeff Foster, Jalen Rose, Reggie Miller -, ma di Paul George neanche l’ombra. Dean Heaviland, componente dello staff della squadra dell'Indiana, ha liquidato la questione dicendo che un video del genere non sarebbe cambiato in ogni caso per “uno che ha fatto tre-quattro anni di buon livello” con la maglia dei Pacers. Sarebbe bastato poco per rasserenare l'ambiente, peccato.

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