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NBA, Russell Westbrook racconta il suo primo Natale da papà (e i progetti per il piccolo Noah...)

NBA

“Oggi la mia vita gira attorno a quella di Noah”, dice l’MVP in carica parlando del suo piccolo figlio di 7 mesi. “La famiglia viene davanti a tutto: sono prima un padre e poi un giocatore di basket”. Ma per il suo erede ha già in mente una serie di look che non lasceranno indifferenti

Mentre in campo continua a collezionare triple doppie su triple doppie (9 in stagione, ben 88 in carriera), Russell Westbrook non smette di attrarre attenzioni anche lontano dal parquet: in uscita a metà dicembre nelle edicole di tutta America, infatti, il nuovo numero di ESPN The Magazine ha scelto la point guard di OKC per la sua (doppia) copertina natalizia. Un Natale che per il n°0 dei Thunder è senza dubbio speciale, non perché lo trascorrerà in campo (contro Houston, nella quarta delle cinque gara in programma il 25) ma perché sarà il primo da papà, da festeggiare quindi in compagnia della moglie Nina ma anche del loro figlio di 7 mesi Noah. Ed è proprio un Russell Westbrook ritratto al di fuori del suo elemento naturale – il campo da basket – quello protagonista della cover story affidata alla penna di Royce Young, un ritratto che mette l’accento su due altri aspetti molto importanti della personalità dell’ex UCLA: il suo amore per la moda e la centralità del ruolo della famiglia nella sua vita. “Il momento che mi ha cambiato – e intendo in meglio, ovviamente – è stato quello in cui io e Nina abbiamo saputo che saremmo diventati genitori. Noah oggi è il centro attorno a cui gravita la mia vita”, ammette senza vergogna il leader dei Thunder. Che dalla nascita del suo primogenito in poi ha scoperto il vero significato dell’acronimo tanto di moda FOMO [Fear Of Missing Out, ovvero la paura di perdersi qualcosa, ndr]: ogni momento passato lontano da Noah e dalla famiglia, ogni trasferta lunga coi suoi Thunder diventa un supplizio per la paura di non essere presente nei momenti significativi della crescita del suo piccolo erede

Nelle mani di papà Russell il look del figlio Noah

Piccolo perché – a soli sette mesi di vita – il suo processo di crescita è continuo, giorno dopo giorno: “Siamo ancora nelle fasi in cui un vestito che gli va bene oggi, dopo una settimana è già piccolo”. “Ma da quando inizierà a camminare – afferma con grande orgoglio Westbrook – l’ho già detto anche a Nina: quello sarà il mio momento. Ho già tutta una serie di outfit pronti per Noah, per il periodo dai 12 ai 18 mesi e poi anche già dai 18 ai 24. Voglio che già a quell’età abbia uno swag tutto suo”. Anche nelle scelte – spesso radicali – del proprio look, ritorna prepotente l’importanza della famiglia, perché la superstar dei Thunder attribuisce alla madre la sua totale indipendenza di pensiero quando c’è da scegliere cosa indossare. “Vestiti come vuoi, come ti senti meglio tu”, mi diceva. “A chi vuoi che importi? E soprattutto: cosa te ne frega di quello che pensano gli altri?”. Una filosofia adottata al 100% da Westbrook, poi racchiusa nel famoso slogan “Why not” che ritorna costante in tante sue dichiarazioni e in ogni post pubblicato sui suoi social. “Sono importanti per me, perché attraverso i miei account riesco a farmi conoscere meglio dai miei tifosi: sono una persona molto privata, non mi interessa che la gente sappia tutto di me, però allo stesso tempo non voglio che pensino che io sia uno str***o. Mi vedono giocare in campo, vedono la mia carica agonistica, e si immaginano che io sia un pazzo anche fuori: non è così”. Anzi, il ritratto che emerge dalla cover story natalizia di ESPN The Mag è quello di un padre e marito attento e premuroso: “La famiglia per me è tutto”, conferma l’MVP in carica: “Sono prima un padre e poi un giocatore di pallacanestro”. 

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