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NBA, il misterioso saluto di LeBron a Lonzo Ball: "Cosa ci siamo detti? Fatti nostri"

NBA

La stella dei Cavs, idolo del rookie dei Lakers, si è fermato dopo la gara per regalargli qualche parola di saggezza, ma coprendosi la bocca con la maglia. Ai giornalisti non ha voluto rivelare cosa si sono detti, ma un audio ha svelato le sue parole di incoraggiamento nei confronti di Lonzo Ball

L’attesa per il primo incontro tra LeBron James e Lonzo Ball non poteva che essere spasmodica. Dopo le tante parole spese dai due l’uno per l’altro, alla fine a far notizia non è nemmeno stato quanto fatto in campo – vale a dire la 59^ tripla doppia in carriera per James, mentre Ball l’ha solo sfiorata con 2 rimbalzi meno del necessario – ma quanto fatto dopo la partita. Nel momento dei saluti di rito tra le due squadre, LeBron ha cercato il rookie dei Lakers per riservargli qualche parola di saggezza a favore di telecamera, ma con la premura di mettersi la maglia davanti alla bocca per non farsi leggere il labiale. Quando gli è stato chiesto cosa gli ha detto, davanti ai giornalisti James ha risposto solo “Niente che vi riguardi”, seguito anche da Ball con un “non mi ha detto niente”. Un audio emerso dalle registrazioni di quel momento ha però rivelato cosa ha detto James: "Trova il tuo spazio e rimani concentrato su quello. I media ti chiederanno cosa ti sto dicendo, ma fregatene. Rimani aggressivo ogni singolo giorno… tutto il resto è solo rumore bianco. Ok?".

Svelato il mistero, rimane solo da chiedersi per quale motivo James abbia voluto mostrare tutta quella confidenza con il rookie dei Lakers in una partita trasmessa in diretta nazionale da TNT. Quando gli è stato chiesto se si era immaginato che reazione avrebbe provocato parlare con Lonzo in quel modo, James ha risposto solo: "Non vedo nessuna reazione perché non mi faccio coinvolgere. Sono andato da lui perché ha ripetuto più volte che crescendo mi ha preso come idolo e che ero il suo giocatore preferito. La cosa mi ha inorgoglito e quando gli ho fatto gli auguri su Twitter era per quello". Detto questo, James è perfettamente consapevole che ogni sua azione, specialmente con il suo contratto in scadenza a fine anno e le voci sul suo possibile passaggio estivo ai Lakers, provoca una reazione – il più delle volte isterica: "Vedo tutto il rumore stupido che si crea: non posso comprare una casa a L.A. o vivere a L.A. che ne viene fuori un gran casino. È divertente, ma non mi faccio coinvolgere. Quando condivido qualcosa sui social, non leggo i commenti: sono totalmente sconnesso con il rumore bianco, perché quel rumore alla fine non conta nulla". Anche perché, per onore di cronaca, bisogna anche sottolineare che giusto la mattina dopo lo shootaround James aveva dichiarato che gli piacerebbe chiudere la carriera a Cleveland.

La schiacciata mancata e la sensibilità di James

Contano decisamente di più allora le sensazioni di Lonzo alla prima occasione di fronte al suo idolo d’infanzia: “Sapevo che avrei giocato contro di lui, non vedevo l’ora che arrivasse questo momento. Ma vederlo dalla tv non gli rende giustizia: è difficilissimo da fermare con quelle dimensioni e quella velocità. È per questo motivo che è il miglior giocatore del mondo in questo momento”. Chissà cosa ha pensato Lonzo dopo che nel pomeriggio antecedente alla partita era diventato virale un video in cui James – facendo visita a un ragazzino malato di un ospedale di Cleveland che gli aveva chiesto di schiacciare in testa a Ball – aveva risposto “Ci penso io, anche se magari si sposterà quando mi vedrà arrivare”. James per la verità si è poi messo a ridere quando i giornalisti gli hanno ricordato il video: “È stato figo: mi ha detto di schiacciare su ‘Zo, ho visto che poi è diventato virale… Ma se un ragazzino ha un desiderio che può permettergli di staccare la mente e affrontare meglio ogni giorno in ospedale, per me è bello potergli dare una mano”. Per quanto i due si siano incrociati più volte in campo visti i continui cambi della difesa dei Lakers, non c’è stata occasione di esaudire il desiderio del bambino, e LeBron è tornato più serio connettendo in maniera più “pacifica” con Lonzo. “Conosco tutto quello che sta attraversando” ha chiuso James parlando del 20enne dei Lakers. “E ovviamente posso immedesimarmi [con quello che deve sopportare]”. Forse, al di là delle speculazioni, il motivo di quelle parole dopo la sfida era semplicemente un po’ di vecchia e umana sensibilità nei confronti di un ragazzo che sta cercando di sopravvivere con un enorme fardello sulle spalle.

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