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NBA, "uguaglianza" ma non in campo: il dominio di King James, che ora aspetta Isaiah Thomas

NBA

Tanto influente fuori (con l’ennesimo messaggio di uguaglianza e unità) quanto dominante dentro il campo. In tripla doppia di media nelle ultime tre settimane, LeBron James vede avvicinarsi il ritorno in squadra di Isaiah Thomas: se non a Natale…

Quella scarpa sinistra bianca, quella destra nera e quel messaggio scritto a caratteri cubitali – Equality, uguaglianza – fanno più rumore dell’ennesima vittoria con tripla doppia per i Cleveland Cavaliers e per LeBron James. Che nel dopo gara non si tira indietro incalzato sui motivi alla base della scelta di lanciare l’ennesimo messaggio di unità (o anche anti-Trump, che per l’ennesima volta James volontariamente non nomina mai per nome). Sappiamo benissimo in che città siamo, sappiamo chi è al comando qui. Penso che noi americani – indipendentemente dal colore della pelle, dalla razza, dalle singole personalità – dobbiamo capire quanto sia importante assicurare a tutti gli stessi diritti e continuare a battersi per mantenere sempre vivo il dibattito e l’attenzione generale su questi temi”, spiega il leader dei Cavs. “Ovviamente già in passato sono stato chiaro e dettagliato quando c’è stato da prendere posizione su quello che sta succedendo qui a Washington, perché non dobbiamo permettere che una sola persona influisca su di noi – intendo noi come americani – e sulla nostra forza, sul nostro potere come persone e cittadini. Uguaglianza significa capire i nostri diritti, capire quello per cui vale la pena battersi e realizzare tutto il nostro potere, il potere di uomini e donne, bianchi, neri o ispanici. Questo è un paese straordinario che non deve permettere di farsi condizionare da una sola persona”. Anche ai microfoni di ESPN LeBron torna a motivare il suo gesto, con la più classica delle domande retoriche: “Ho l’occasione di sfruttare una piattaforma del genere, in tv nazionale, per lanciare un messaggio che riguarda tutti e che possa aiutare a mantenere vivo il dibattito: perché non farlo?”. 

Mr. Tripla doppia e “l’aiuto” della scaramanzia

Le scarpe, con lo stesso messaggio ma nere, avevano già fatto la propria comparsa ai piedi di “King” James nell’opener stagionale contro Boston, ma questa volta sono durate soltanto 24 minuti. Al rientro dagli spogliatoi, infatti, il n°23 di Cleveland si è presentato con un nuovo paio, color vinaccia: “Non stavo giocando bene nel primo tempo [4/12 al tiro, ndr] e siccome sono superstizioso ho voluto cambiarle. Non ho giocato bene neppure nel secondo tempo, per cui se ce ne fosso stato un terzo vi assicuro che le avrei cambiate ancora”. La prestazione a dir suo negativa è una gara chiusa con la terza tripla doppia consecutiva (eguagliata la striscia più lunga della sua carriera, occorsa solo un’altra volta, con tre triple doppie in fila dal 7 al 12 marzo 2009), la quarta nelle ultime cinque uscite. La sua eccellenza di rendimento è testimoniata anche dal fatto che nelle ultime 13 gare (12 vinte) il n°23 dei Cavs stia viaggiando in tripla doppia di media (26.8 punti, 10.2 rimbalzi e 10.7 assist), di gran lunga il periodo più lungo con cifre del genere della sua carriera (mai oltre le sei partite in passato, in una statistica che l’anno scorso Russell Westbrook è riuscito a collezionare per tutto l’arco della stagione). “Sono in ritmo – si è quasi giustificato il diretto interessato – e non ho intenzione di smettere”, ha aggiunto, per la gioia prima di tutto dei suoi compagni che da cinque gare ricevono da James almeno 10 assist a sera, un altro dato mai fatto registrare prima in carriera dalla superstar di Cleveland. 

Le novità sul ritorno in campo di Isaiah Thomas

Tra i suoi compagni non sembra destinato a esserci, almeno a brevissimo, Isaiah Thomas. Fonti vicine al giocatore hanno sostanzialmente escluso in maniera definitiva un possibile rientro dell’All-Star ex Celtics prima della sfida natalizia contro Golden State. Niente Bucks e Bulls quindi per “IT” – i prossimi due incontri in calendario per i Cavs – e poi molto improbabile che il ritorno possa avvenire nella sfida agli Warriors del 25 dicembre, perché Thomas non ha ancora mai sostenuto un allenamento 5-contro-5 con contatto insieme ai suoi compagni. Passato il Natale, invece, il calendario dei Cavs prevede una gara a Sacramento seguita da un giorno di riposo, trattamenti e relax organizzato dalla squadra stessa in una struttura della Napa Valley, opportunità di cui potrebbe godere anche il corpo del piccolo grande uomo di Tacoma, in vista poi di un imminente ritorno in campo. Ecco allora che sembrerebbe avverarsi la previsione di inizio stagione che prevedeva Thomas nuovamente attivo con l’anno nuovo: contro i Jazz il 30 dicembre, contro i Blazers il 2 gennaio o contro proprio i Boston Celtics il giorno dopo sono al momento le ipotesi più educate per poter vedere l’esordio del giocatore in maglia Cavs. Se fosse nella sfida contro i suoi ex compagni di Boston, la sceneggiatura sarebbe perfetta. 

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