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NBA, perché il futuro vincente dei Golden State Warriors passa dalla costruzione del nuovo Chase Center

NBA

La coppia di proprietari Joe Lacob e Peter Guber e il presidente della squadra Rick Welts condividono un progetto folle e ambizioso: fare degli Warriors una squadra che non smette più di vincere. E tutto passa dalla nuova arena

Pronti a stappare le bottiglie di champagne per festeggiare il 2018, i Golden State Warriors ne terranno però alcune in freddo per l’anno successivo, il 2019, quando serviranno a bagnare – sotto i migliori auspici – l’inaugurazione della nuova arena, il Chase Center, che sancirà il trasferimento della squadra da Oakland a San Francisco, nel cuore del Mission District. Proprio recentemente coach Steve Kerr, come raccontato sulle pagine di USA Today, ha fatto visita al sito dove sorgerà il nuovo palazzetto degli Warriors, e che oggi vede un cantiere aperto dove giorno dopo giorno prende forma quella che sarà la nuova casa di Steph Curry e compagni. Non solo un’arena da 18.064 spettatori ma un intero progetto urbanistico da un miliardo di dollari (tutti privatamente finanziati, senza ricorso a nessun tipo di tassazione dei cittadini) che vedrà anche la realizzazione di un parco pubblico sull’oceano, spazi commerciali per uffici (qui avrà sede il nuovo quartier generale di Uber, ad esempio), negozi e ristoranti. Da sette mesi oltre 450 operai hanno scavato più di 300.000 metri cubi di terreno, seguendo le istruzioni di un playbook capace di far impallidire quelli affidati da Steve Kerr ai suoi giocatori per mandare a memoria schemi e giocate degli Warriors: oltre 200 pagine perché tutto sia perfetto, e il Chase Center possa aprire al pubblico come da previsioni al via della stagione NBA 2019-20. Un momento fondamentale per la franchigia californiana, come hanno sottolineato più volte Joe Lacob e Peter Guber, i due co-proprietari degli Warriors, e Rick Welts, presidente della squadra: “Si tratta del fondamento di quello che potrà essere il nostro successo nei decenni futuri – afferma deciso – perché ci assicura di poter essere competitivi dal punto di vista finanziario contro tutte le altre realtà”. Anche perché – dopo aver dato 201 milioni di dollari a Steph Curry – la dirigenza di Golden State sa di avere in scadenza in estate il contratto di Kevin Durant e poi quelli di Klay Thompson (nel 2019) e di Draymond Green (nel 2020). Se si volesse confermare tutto il nucleo storico degli Warriors, immaginando la necessità di allungare a ognuno di questi All-Star il proprio massimo contrattuale, la cifra complessiva necessaria ai rinnovi è stimabile in un astronomico 1.1 miliardi di dollari. E qui entra in scena il potenziale economico del nuovo Chase Center.

Dalle suite ai biglietti degli eventi: un pozzo d’oro chiamato Chase Center

Fatte salve le 41 partite interne degli Warriors (più i playoff, che nella Baia si augurano di ospitare spesso e a lungo) il Chase Center aprirà le proprie porte una media di 200 sere all’anno, per accogliere non solo eventi sportivi ma anche concerti, convention, spettacoli destinati alle famiglie e molto altro ancora. Visto che l’arena, oltre che essere di proprietà dei Golden State Warriors sarà anche operata dalla franchigia californiana, tutto il reddito generato da ogni tipo di evento ospitato andrà a far parte dei ricavi con cui Lacob e Guber contano di poter continuare a sostenere i costi di operatività della squadra più vincente della NBA nell’ultimo triennio. Fondamentali a questo scopo anche le 76 suite costruite all’interno del Chase Center, 44 disposte lungo tutto il perimetro alto dell’arena, pensate per rendere l’esperienza della gara molto più coinvolgente anche per chi non può viverla dalle primissime fila, e altre 32 invece a bordocampo, con ogni probabilità destinate ai milionari (persone e/o aziende) della Silicon Valley, che faranno sicuramente a gara per gustarsi uno degli spettacoli sportivi più divertenti ed entusiasmanti del mondo. A completare l’offerta una serie di sky box ancora più elevati rispetto alle suite di secondo livello disposte su entrambi i lati lunghi del campo. 

Una cascata di soldi

Non solo suite e sky box, ovviamente, ma anche un’offerta senza precedenti di negozi (dove poter acquistare tutto il merchandising della squadra) e ristoranti, il cui fiore all’occhiello sarà lo Sky Bay, con vista sulla baia di San Francisco, dove – da un semplice cocktail a un menù di alta cucina – sarà possibile soddisfare ogni appetito. Un’astronave pensata apposta per generare ricchezza, per riempire le tasche di Lacob e Guber (che poi a loro volta dovranno riempire quelle dei loro giocatori) ma anche per produrre entrate pubbliche, come quelle che saranno generate da una rete di trasporti costruita appositamente per raggiungere l’arena (29 milioni di dollari la stima) e dalla percentuale di city e state tax che negli Stati Uniti fanno organicamente parte di ogni totale di vendita. Il successo futuro degli Warriors – come li conosciamo oggi (quelli di Curry & Durant, di Green & Thompson) – passa anche da qui, e dalla capacità di coach Kerr di allenare un gruppo di campioni davvero speciale. Anche se, come gli è stato ricordato scherzosamente durante la visita al Chase Center, “con ogni probabilità questo sarà il posto dove verrai licenziato”. 

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